Sicurezza
Da 8mila lavoratori al declino del settore
Italsider, Deltasider, Ilva, Lucchini, Severstal, Cevital Aferpi. Sono questi i nomi – solo nell’ultimo mezzo secolo – che hanno segnato la storia delle acciaierie piombinesi. Nel pieno della...
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Italsider, Deltasider, Ilva, Lucchini, Severstal, Cevital Aferpi. Sono questi i nomi – solo nell’ultimo mezzo secolo – che hanno segnato la storia delle acciaierie piombinesi. Nel pieno della gestione pubblica, negli anni Ottanta del Novecento, arrivò a contare 8mila dipendenti. Poi con la prima, grande crisi del 1984 il numero dei dipendenti venne dimezzato a prezzo di migliaia di prepensionamenti. È del 1992 la privatizzazione con 38 giorni vanamente trascorsi a occupare la fabbrica per impedire l’arrivo di Luigi Lucchini. Dopo dieci anni nuova crisi, stavolta finanziaria, con la ristrutturazione guidata da Enrico Bondi, e nel 2004 la cessione al russo Alexsej Mordashov (Severstal), che dopo buoni risultati, nel 2008 ripiomba nella crisi con 800 milioni di debiti, vicenda finita nel 2012 col commissariamento di Piero Nardi, ancora in atto. Quindi il fallito tentativo del giordano Khaled Al Habahbeh di accaparrarsi la fabbrica e lo spegnimento dell’altoforno nel 2014. Poco dopo l’arrivo di Rebrab, che riaccese vane speranze nei lavoratori.
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