Il Tirreno

Toscana

Ultimi giorni per vaccinarsi contro l’influenza

Ilaria Bonucelli
Ultimi giorni per vaccinarsi contro l’influenza

Il picco del contagio atteso per metà gennaio Obiettivo proteggere oltre 600mila persone

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LIVORNO. Pochi giorni, ma c’è ancora un «piccolo margine di tempo» per vaccinarsi contro l’influenza. Perché - spiega il dottor Alessio Nastruzzi, segretario regionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg). «Ci aspettiamo il picco influenzale a metà gennaio». Anche se già in molti sono già a letto con febbre alta, dolori articolari, sintomi gastrointestinali, dunque, non è scaduto il termine per provare a proteggerci dall’influenza. Tanto meno in Toscana dove la Regione punta a vaccinare quasi 100mila persone ultra65enni in più rispetto all’anno scorso: l’obiettivo è arrivare a proteggere circa 610mila potenziali pazienti, contro i 513mila dell’anno passato (fra gli adulti).

Dottor Nastruzzi, c’è ancora tempo per vaccinarsi contro l’influenza ?

«Sì, ci si può ancora vaccinare. Il picco, secondo i nostri calcoli, interverrà fra un paio di settimane. Quindi, un margine, seppure minimo, di tempo ancora c’è. Ma parliamo di pochi giorni, attenzione».

Quanto tempo passa prima che il vaccino possa fare effetto?

«In media dai 10 ai 15 giorni».

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Chi si deve vaccinare?

«Tutti si dovrebbero vaccinare contro l’influenza. Ma diciamo che la vaccinazione contro l’influenza è particolarmente consigliata in alcuni soggetti. Parlando di adulti, è consigliata in tutte le persone con più di 65 anni, in chi soffre di patologie croniche come il diabete, nei cardiopatici, in chi ha problemi di respirazione, chi ha malattie polmonari. Anche per le donne in gravidanza è consigliabile la vaccinazione. Poi ci sono tutte le categorie di lavoratori che stanno a contatto con le persone: i medici, il personale sanitario, il personale scolastico, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco».

Per queste categorie il vaccino è a pagamento?

«No, il vaccino antinfluenzale è gratuito».

Per gli altri?

«Per gli altri il vaccino è a pagamento, ma i costi sono contenuti (si va da 12 a 18 euro, ndr)».

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Dove si acquista il vaccino?

«In farmacia. Prima di acquistarlo è bene consultarsi con il medico curante che consiglia che cosa acquistare. Lo stesso medico è disponibile a iniettare gratuitamente il vaccino».

Quali rischi comporta il vaccino antinfluenzale?

«Le reazioni gravissime sono molto rare. Può accadere che il vaccino, variando il ceppo influenzale, possa non funzionare. Ma tra fare male e non funzionare c’è una bella differenza».

Si possono, però, verificare reazioni “avverse”.

«A volte si possono verificare reazioni lievi come arrossamenti, dolore o gonfiore nel punto in cui è stata fatta l’iniezione. Altre volte si può manifestare una febbriciattola o dolori muscolari che svaniscono in pochi giorni. Sono rarissime le reazioni tipo choc anafilattico e ancora più rare quelle mortali. In ogni caso, noi medici siamo obbligati sia a informare i pazienti dei possibili effetti collaterali, sia a segnalare al ministero della Sanità tutte le reazioni avverse, inviando apposite schede».

In quali casi non si deve vaccinare una persona?

«In caso di reazioni allergiche già manifestate, in caso di persone immunodepresse, neonati sotto i 6 mesi. E non vacciniamo le persone con febbre alta»

Quando può rivelarsi inefficace il vaccino?

«Ad esempio quando una persona abbia già contratto il virus dell’influenza, pur non avendo ancora manifestato i sintomi. In quel caso il vaccino al massimo può stimolare un po’ di reazione nel sistema immunitario».

Quante persone sono state vaccinate in Toscana?

«Ancora non abbiamo un numero. L’obiettivo è aumentare di un 10% la percentuale (55%) dell’anno scorso della popolazione ultra 65enne».


 

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