La manifestazione
Un negozio su tre subisce colpi
Indagine choc di Confcommercio: in Toscana commercianti armati il doppio che in Italia
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LIVORNO. Si sentono insicuri, non hanno molta fiducia nella giustizia, alcuni tengono in negozio un’arma per difendersi. I commercianti toscani preda della criminalità. Da una recente ricerca, fatta da Confcommercio Firenze, emerge un quadro preoccupante sul fronte sicurezza. Soprattutto se si guarda al fatto che uno su tre (il 32%) dichiara di aver subìto direttamente o indirettamente minacce o intimidazioni, contro la media nazionale del 23%. E non è più consolante il dato che riguarda il taccheggi: ne sono vittime il 57%, 14 punti in più rispetto alla media italiana, che è del 43%. In generale, un negoziante su sei parla di peggioramento della sicurezza. Non a caso il 13% possiede un’arma (rispetto al 7% nazionale) e il 18% dice di avere intenzione di dotarsene (11% al livello italiano).
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In cima alla lista dei reati subìti, ci sono minacce, abusivismo, rapine e contraffazione. E la paura sale. Sempre più commercianti si stanno dotando di sofisticati sistemi di sorveglianza e tanti sono già ricorsi a contratti privati con istituti di vigilanza (81%) perché «i pattugliamenti delle forze dell’ordine non bastano», come dicono tanti. La richiesta quasi unanime (91%) è di pene più severe verso chi delinque. E c’è chi, come il negozio di cosmetici “Kiko” e la boutique “Gina” a Pontedera, hanno ingaggiato dei buttafuori contro i ladri. Tutto questo ha un impatto negativo sull’economia, come sottolinea la stessa Anna Lapini, presidente di Confcommercio Toscana e membro del nazionale, che evidenzia come la perdita stimata nel commercio è di circa 28 miliardi, con 181mila posti di lavoro a rischio.
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Da una parte minacce ed estorsioni, dall’altro rapine e furti. Ma come ci si può difendere? Lo abbiamo chiesto al comando provinciale dei carabinieri di Livorno. Gli investigatori spiegano che in caso di minacce e avvertimenti è fondamentale collaborare con le forze dell’ordine. Non solo per favorire le indagini, ma anche per poter usufruire dei fondi riservati alle vittime. «Il commerciante estorto o sottoposto a usura che aiuta le forze dell’ordine può accedere a benefici economici – spiegano dall’Arma – Nell’ambito del procedimento penale, se ha sporto denuncia, se le sue dichiarazioni sono verificate e se ha subito un danno economico, può avere delle agevolazioni». Esistono infatti il Fondo di prevenzione, istituito presso il ministero dell’Economia, e il Fondo di solidarietà che offre ai commercianti un mutuo senza interessi da restituire in dieci anni. Poi il ministero degli Interni rifonda il danno subito, valutato da una commissione che si riunisce presso la prefettura. Contro furti e rapine, invece, è bene dotarsi di impianti di sorveglianza adeguati. Lo dicono i carabinieri: «Se ho negozio non è più sufficiente chiudere la porta a chiave. Carabinieri e polizia contrastano il fenomeno, ma ciò non basta: bisogna difendersi anche con la tecnologia: allarmi antifurto, telecamere e così via. Deterrente che viene scelto anche al livello istituzionale: sempre più Comuni stanno installando occhi elettronici sulle strade pubbliche».
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Ecco i consigli dei carabinieri dell'Arma del comando provinciale di Livorno ai commercianti per combattere il fenomeno dei furti.
Collaborare con le forze dell’ordine: l’estorsione non si può prevenire, l’unica forma di contrasto sta nell’educazione sociale. Se si è vittime di minacce o richieste estorsive chiamare subito 112 o 113
Segnalare in tempo reale le situazioni sospette: la forma di criminalità più diffusa riguarda furti e rapine.
I colpi vengono pianificati, per prevenirli è importante chiamare le forze dell’ordine al primo sospetto
Sicurezza partecipata tra privati ed enti: difendersi con l’ausilio della tecnologia. Allarme e telecamere sono necessari sia come deterrente e sia per aiutare le forze dell’ordine nelle indagini.
Prestare attenzione a tutti i dettagli: a furto avvenuto dimostrare massima disponibilità verso chi indaga fornendo dettagli.
Non inquinare la scena del crimine: se si è vittime di un furto è fondamentale non toccare nulla, lasciando il luogo visitato dai ladri immacolato in modo da favorire le indagini e soprattutto la caccia alle impronte.
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