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Cattedra a 63 anni, perderà il lavoro
AREZZO. «Il sogno di una vita l’ho coronato pochi mesi fa, passando di ruolo a 63 anni. Ma dopo la sentenza del Consiglio di Stato non mi è rimasto più niente. E pensare che nel 2021 sarei andata in...
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AREZZO. «Il sogno di una vita l’ho coronato pochi mesi fa, passando di ruolo a 63 anni. Ma dopo la sentenza del Consiglio di Stato non mi è rimasto più niente. E pensare che nel 2021 sarei andata in pensione».
Il diploma alle scuole magistrali negli anni Settanta, la laurea in giurisprudenza all’università di Perugia, poi una vita a lavorare nella ricevitoria di famiglia. Siamo a Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Dove Maria Grazia Donati, 12 anni fa, ha deciso di cambiar vita e far fruttare quel diploma che oggi la condanna al precariato. La maestra – che è iscritta al sindacato Flc Cgil di Arezzo, guidato dal segretario generale Maurizio Tacconi – insegna in una scuola primaria di Ca’ Raffaello, nel comune di Sestino, in uno dei sette plessi dell’istituto comprensivo statale Lucio Voluseno. «E chissà se continuerò a lavorare qui anche l’anno prossimo».
Per lei – come per i circa 8.000 insegnanti coinvolti in Toscana – si profila la retrocessione in seconda fascia. Perdendo il contratto a tempo indeterminato, anche se lei (essendo appena entrata in ruolo) ne aveva firmato uno temporaneo di tre anni, in attesa di quello definitivo. «Sono distrutta e senza parole – conclude l’insegnante aretina – anche perché finalmente stavo iniziando a vedere la fine dei 12 anni di precariato. A scuola sto benissimo, insegno volentieri e anche fare la pendolare in macchina due ore al giorno, sotto la pioggia e la neve, non mi pesa affatto. Era e rimane la mia passione». (s.t.)
Il diploma alle scuole magistrali negli anni Settanta, la laurea in giurisprudenza all’università di Perugia, poi una vita a lavorare nella ricevitoria di famiglia. Siamo a Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Dove Maria Grazia Donati, 12 anni fa, ha deciso di cambiar vita e far fruttare quel diploma che oggi la condanna al precariato. La maestra – che è iscritta al sindacato Flc Cgil di Arezzo, guidato dal segretario generale Maurizio Tacconi – insegna in una scuola primaria di Ca’ Raffaello, nel comune di Sestino, in uno dei sette plessi dell’istituto comprensivo statale Lucio Voluseno. «E chissà se continuerò a lavorare qui anche l’anno prossimo».
Per lei – come per i circa 8.000 insegnanti coinvolti in Toscana – si profila la retrocessione in seconda fascia. Perdendo il contratto a tempo indeterminato, anche se lei (essendo appena entrata in ruolo) ne aveva firmato uno temporaneo di tre anni, in attesa di quello definitivo. «Sono distrutta e senza parole – conclude l’insegnante aretina – anche perché finalmente stavo iniziando a vedere la fine dei 12 anni di precariato. A scuola sto benissimo, insegno volentieri e anche fare la pendolare in macchina due ore al giorno, sotto la pioggia e la neve, non mi pesa affatto. Era e rimane la mia passione». (s.t.)
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