Sicurezza
Ai dipendenti un regalo da 3000 euro
di Maria Lardara
Prato, azienda meccanotessile in salute festeggia i 60 anni di attività pagando un superbonus a tutti i lavoratori
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PRATO. Altro che pacco di Natale con panettone, pandoro e spumante. O meglio, un panettone i trenta dipendenti dell’azienda Biancalani di Prato lo hanno avuto quest’anno come ceppo natalizio.
E sarà di sicuro buono, artigianale, prodotto da una pasticceria del territorio. Ma non è quello il regalo più sostanzioso.
La favola di Babbo Natale che entra anche in fabbrica s’è materializzata in un “bonus” aggiuntivo che nei giorni scorsi è entrato nelle tasche dei lavoratori insieme alla tredicesima, un bel po’ di più rispetto al premio di produttività (mille euro) che fu erogato quattro anni fa ai dipendenti di questa solida realtà del meccanotessile pratese: l’azienda non fa sapere l’importo esatto ma da altre fonti apprendiamo che il premio ammonterebbe a quasi tremila euro.
Non un’azienda a caso: la Biancalani nel 2017 ha spento ben sessanta candeline. Non capita tutti i giorni di raccontare storie di attività di così lungo corso che hanno saputo cavalcare l’onda lunga della crisi uscendone con le spalle più robuste di prima: d’altro canto, ultimamente nel distretto pratese il comparto del meccanotessile se la passa abbastanza bene e nel 2017 i volumi di export e produzione hanno sorriso (+4,3% e +5,5% rispetto al 2016, secondo gli ultimi dati di Confindustria Toscana Nord).
Così, in questo caso, il regalo per il suo 60° compleanno la Biancalani ha deciso di farlo alle maestranze, quelle che tutti i giorni mettono il cuore nel lavoro di produrre i macchinari destinati al 90% per l’estero e che si sono rimboccate le maniche quando in passato ce n’è stato bisogno.
«Teniamo molto ai rapporti con i dipendenti e da sempre coltiviamo buone relazioni sindacali – spiega il presidente del cda Rossano Biancalani – Un’azienda è fatta di persone, che siano titolari e dipendenti: ci muoviamo tutti nella stessa direzione. Se il lavoratore sta bene, l’azienda è la prima a beneficiarne». Il premio di produttività, in effetti, è stato possibile grazie alla firma di un accordo per l’integrativo aziendale avvenuta nell’aprile scorso con l’avallo dei sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Una storia bella e incoraggiante da Prato, in un momento in cui gli esempi di imprenditori “illuminati” sono sempre più rari. Correva il 1957 quando la Biancalani iniziò a produrre macchinari per il finissaggio dei tessuti: a guidarla ora sono Rossano, Rossana e Massimo, figli del fondatore Fiorenzo. Con la seconda generazione al timone dell’azienda, le macchine “made in Prato” con nomi suggestivi come Airo (il macchinario più conosciuto brevettato nel 1985 che trasporta il tessuto in un getto d’aria), Airo 24 con la sua mano soffice e Brio 24 per asciugare e stabilizzare i tessuti a maglia, hanno conquistato mercati inizialmente difficili come la Turchia, l’India, il Pakistan e la Cina. Fu proprio l’internazionalizzazione a far uscire l’azienda dal tunnel della crisi che l’aveva colpita nel 2008, come del resto altre realtà del meccanotessile. Ma nove anni dopo la musica è cambiata tanto che negli ultimi due anni sono state assunte dieci persone. E non è escluso che nel 2018, in previsione di un aumento della capacità produttiva, possano arrivare nuove assunzioni per la Biancalani. L’attenzione per il lavoratore non finisce qui. Recependo il nuovo contratto dei metalmeccanici siglato a livello nazionale nel novembre 2016, nel 2017 Biancalani ha erogato ai suoi dipendenti la prima delle tre tranche di buoni d’acquisto pari a 150 euro a lavoratore, che diventeranno 200 nel 2018 e 250 nel 2019. Voucher da spendere in una rete di negozi convenzionati, un altro modo per ricompensare i dipendenti per il loro risultato.
E sarà di sicuro buono, artigianale, prodotto da una pasticceria del territorio. Ma non è quello il regalo più sostanzioso.
La favola di Babbo Natale che entra anche in fabbrica s’è materializzata in un “bonus” aggiuntivo che nei giorni scorsi è entrato nelle tasche dei lavoratori insieme alla tredicesima, un bel po’ di più rispetto al premio di produttività (mille euro) che fu erogato quattro anni fa ai dipendenti di questa solida realtà del meccanotessile pratese: l’azienda non fa sapere l’importo esatto ma da altre fonti apprendiamo che il premio ammonterebbe a quasi tremila euro.
Non un’azienda a caso: la Biancalani nel 2017 ha spento ben sessanta candeline. Non capita tutti i giorni di raccontare storie di attività di così lungo corso che hanno saputo cavalcare l’onda lunga della crisi uscendone con le spalle più robuste di prima: d’altro canto, ultimamente nel distretto pratese il comparto del meccanotessile se la passa abbastanza bene e nel 2017 i volumi di export e produzione hanno sorriso (+4,3% e +5,5% rispetto al 2016, secondo gli ultimi dati di Confindustria Toscana Nord).
Così, in questo caso, il regalo per il suo 60° compleanno la Biancalani ha deciso di farlo alle maestranze, quelle che tutti i giorni mettono il cuore nel lavoro di produrre i macchinari destinati al 90% per l’estero e che si sono rimboccate le maniche quando in passato ce n’è stato bisogno.
«Teniamo molto ai rapporti con i dipendenti e da sempre coltiviamo buone relazioni sindacali – spiega il presidente del cda Rossano Biancalani – Un’azienda è fatta di persone, che siano titolari e dipendenti: ci muoviamo tutti nella stessa direzione. Se il lavoratore sta bene, l’azienda è la prima a beneficiarne». Il premio di produttività, in effetti, è stato possibile grazie alla firma di un accordo per l’integrativo aziendale avvenuta nell’aprile scorso con l’avallo dei sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Una storia bella e incoraggiante da Prato, in un momento in cui gli esempi di imprenditori “illuminati” sono sempre più rari. Correva il 1957 quando la Biancalani iniziò a produrre macchinari per il finissaggio dei tessuti: a guidarla ora sono Rossano, Rossana e Massimo, figli del fondatore Fiorenzo. Con la seconda generazione al timone dell’azienda, le macchine “made in Prato” con nomi suggestivi come Airo (il macchinario più conosciuto brevettato nel 1985 che trasporta il tessuto in un getto d’aria), Airo 24 con la sua mano soffice e Brio 24 per asciugare e stabilizzare i tessuti a maglia, hanno conquistato mercati inizialmente difficili come la Turchia, l’India, il Pakistan e la Cina. Fu proprio l’internazionalizzazione a far uscire l’azienda dal tunnel della crisi che l’aveva colpita nel 2008, come del resto altre realtà del meccanotessile. Ma nove anni dopo la musica è cambiata tanto che negli ultimi due anni sono state assunte dieci persone. E non è escluso che nel 2018, in previsione di un aumento della capacità produttiva, possano arrivare nuove assunzioni per la Biancalani. L’attenzione per il lavoratore non finisce qui. Recependo il nuovo contratto dei metalmeccanici siglato a livello nazionale nel novembre 2016, nel 2017 Biancalani ha erogato ai suoi dipendenti la prima delle tre tranche di buoni d’acquisto pari a 150 euro a lavoratore, che diventeranno 200 nel 2018 e 250 nel 2019. Voucher da spendere in una rete di negozi convenzionati, un altro modo per ricompensare i dipendenti per il loro risultato.
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