Il Tirreno

Toscana

Scartata dalla polizia perché troppo bassa: ricorre e vince al Tar

di Sharon Braithwaite
Scartata dalla polizia perché troppo bassa: ricorre e vince al Tar

L’avvocatessa pisana alta 1 metro e 61 cm sarà riammessa alla selezione: «Oltretutto avevano sbagliato a misurarmi»

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PISA. «Sono stata esclusa ingiustamente da una delle prove del concorso pubblico per vice ispettore, il Tar mi ha dato ragione ma lo Stato non mi ha ancora riammesso alla selezione». È la denuncia di una giovane pisana con il sogno del cassetto di entrare in polizia: trent’anni, una laurea in giurisprudenza, V.B. è avvocato abilitato e ha una grandissima voglia di far valere le proprie ragioni. Una paladina della legalità fino alla fine.

«Ho superato le prove preselettive, le prove scritte, quelle fisico-attitudinali del concorso indetto nel 2015 per 320 posti da vice ispettore. Durante gli accertamenti medici mi hanno detto che ero troppo bassa e che non avrei potuto partecipare alle fasi successive – racconta la giovane –. Ero sbalordita, delusa, non ci potevo credere. La misurazione era avvenuta velocemente mentre avevo la testa china: a loro risultava un’altezza di 1,58 metri, ma in realtà sono alta 1,61 come precisato dal mio certificato dell’Asl. Pochi minuti dopo quella misurazione i medici hanno convocato me ed altre ragazze per darci la medesima notizia. Hanno applicato la normativa precedente, che prevedeva un’altezza minima di 1,61 e che era stata abrogata. Conoscevo i requisiti necessari per partecipare alla selezione e sapevo che avevano torto».

Superati lo sconforto iniziale e la comprensibile frustrazione, la ragazza ha avviato un ricorso per vie legali, grazie al supporto di Francesco De Leo e Massimo Nitto, avvocati del foro di Pisa. La giovane conosce bene la materia e afferma: «Ho proposto un ricorso amministrativo al Tar del Lazio, in quanto i limiti di altezza relativi alle forze dell’ordine sono stati dichiarati incostituzionali da numerose sentenze della Corte Costituzionale, dal Consiglio di Stato e dalla giurisprudenza comunitaria; inoltre, la normativa è stata modificata con l’emanazione e attuazione di un regolamento recante nuovi parametri legati ad altri criteri per selezionare i candidati più idonei, non menzionando più il parametro della statura fisica».

Il 5 agosto il presidente del Tar si è pronunciato tempestivamente con l’emanazione di un decreto che dispone l’annullamento previa sospensione dell’efficacia del verbale di notifica di esclusione, con conseguente immediata riammissione della pisana alle successive fasi concorsuali. Il 14 settembre 2017, infine, è stata emessa un’ordinanza immediatamente esecutiva che ordinava alla pubblica amministrazione di richiamare la giovane per farle svolgere le successive fasi concorsuali. In realtà, finora lo Stato non ha rispettato tale pronuncia, mentre gli altri partecipanti al concorso hanno terminato le prove successive.

«Siamo davanti ad un caso di violazione effettiva di un provvedimento giurisdizionale, un caso di silenzio amministrativo lesivo del cittadino – denuncia la giovane donna a gran voce –. Sono ormai mesi che aspetto di essere riconvocata, come gli altri candidati che hanno proposto lo stesso ricorso contro l’esclusione per deficit staturale. Non mi arrendo, voglio giustizia. Le prove del concorso termineranno a marzo, spero di essere riammessa in tempo utile».

 

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