Il Tirreno

Toscana

Ryanair, blitz degli ispettori a bordo: "Vi pagano anche da malati?"

di Stefano Taglione
Un aereo Ryanair a Pisa
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Un aereo Ryanair a Pisa

Funzionari in sei aeroporti per interrogare i dipendenti. A Pisa salgono su un Boeing: «Controlli sui contratti irlandesi»

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PISA. Si sono presentati in aeroporto alle 10 del mattino, accompagnati da un impiegato dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile. Tre funzionari dell’Ispettorato del lavoro di Pisa, un unico obiettivo: interrogare i piloti e gli assistenti di volo Ryanair. La compagnia irlandese è da mesi nella bufera, dopo le migliaia di voli cancellati per i piloti fuggiti verso altre compagnie e la lettera choc, inviata subito prima dello sciopero del 15 dicembre, nella quale il responsabile delle Risorse umane, Eddie Wilson, avvertiva i lavoratori che in caso di adesione avrebbero potuto dimenticare gli scatti di stipendio, le possibilità di carriera e i trasferimenti in altre città. Fino all’affondo finale: spostiamo gli aerei da Pisa. Un rischio rientrato dopo che, nel giorno dell’agitazione, la società per la prima volta si è detta pronta a discutere con i sindacati.

DIPENDENTI INTERROGATI

«Quante ore lavorate ogni giorno?», «Che contratto avete?», «Vi pagano se siete malati?». Sono alcune delle domande poste dagli ispettori al personale dislocato al Galilei dalla società fondata nel 1985 da Michael O’Leary, che sullo scalo pisano basa quattro aerei d’inverno e sette d’estate, mentre nel periodo di punta ha fra i 150 e i 200 assistenti di volo e 80-90 comandanti e primi ufficiali. Mercoledì mattina hanno incontrato una decina di loro: la responsabile dello scalo, un’assistente di volo reperibile che si trovava in ufficio e due equipaggi in servizio. I funzionari pisani – guidati dal responsabile dell’area di vigilanza, Marcello Della Queva – sono addirittura saliti su un aereo, in quel momento senza passeggeri. Hanno parlato con i lavoratori, alcuni dei quali “contractors”, persone che non hanno un rapporto diretto con Ryanair, ma dei contratti con agenzie esterne che a Dublino forniscono il personale, come la “Workforce International Contractors”, che assume solo assistenti di volo.

CONTRATTI NEL MIRINO

Il blitz pisano è scattato mercoledì mattina. Alcuni piloti – in particolare quelli iscritti all’Associazione nazionale professionale aviazione civile (l’Anpac) – con il passare delle ore hanno ricevuto delle mail dal sindacato per invitarli a collaborare con i funzionari. «Ci siamo concentrati su alcuni aspetti specifici – rivela Della Queva – come i minimi contrattuali, i trattamenti previsti in caso di malattia e maternità, le ferie e i permessi. Parliamo di contratti, che sono di diritto irlandese, per nulla diffusi in Italia. È per questo che ci siamo già mossi per studiare gli aspetti normativi: bisogna capire se ai dipendenti Ryanair, e a quelli delle società terze, possono essere applicati i contratti nazionali di riferimento».

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CONTROLLI INSIEME A ENAC

Il lavoro degli ispettori è appena cominciato. Forse già oggi invieranno a Toscana Aeroporti – la società che gestisce gli scali di Pisa e Firenze – una richiesta per sapere con certezza quanti siano i lavoratori Ryanair dislocati al Galilei. Sono ancora molti invece i controlli da fare, tutti d’intesa con la sede nazionale dell’Ispettorato del lavoro. I funzionari dell’area di vigilanza pisana sono potuti entrare nell’area riservata dell’aeroporto, dove ci sono gli uffici delle compagnie, grazie alla collaborazione dell’Enac, che ha messo a disposizione dei dipendenti statali anche un proprio funzionario.

BLITZ IN SEI AEROPORTI

L’aeroporto di Pisa – che con ogni probabilità nel 2018 rinnoverà la collaborazione con Ryanair per altri cinque anni – non è l’unico scalo dove fra martedì e mercoledì si sono presentati gli ispettori del lavoro. Controlli simili – si apprende da fonti interne – sarebbero stati fatti anche a Bari, Bergamo Orio al Serio, Bologna, Pescara e Roma Ciampino. Non è un caso che a gestire i controlli sia proprio l’Ispettorato nazionale del lavoro, che per le verifiche ha incaricato direttamente le proprie sedi territoriali.

 

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