Sicurezza
Matteoli, l’ex fedelissimo di Fini che piaceva al Cavaliere
Berlusconi nel ’94 lo volle ministro, lui festeggiò a ristorante con le triglie tricolori Ex missino amico dei “rossi”: la battaglia per l’A12, la condanna a 4 anni per il Mose
CECINA. Era il 1994 quando Silvio Berlusconi lo volle nel suo governo come ministro dell’ambiente. Altero Matteoli festeggiò l’incarico nel miglior ristorante di Cecina, lo “Scacciapensieri” dei suoi amici Aldo e Maresa Buonazia, che crearono un piatto in suo onore: le triglie all’Altero. Tricolori. Omaggio alla sua fede politica ma anche alla sua passione per il pesce.
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Altero Matteoli era nato a Cecina l’8 settembre del 1940, lungo la via Aurelia, quartiere Casine. Quella stessa Aurelia, 150 chilometri più a sud, dove ieri è morto e su cui nel 1985 fu ferito in un grave incidente. Si è battuto tanto per trasformarla in autostrada senza mai riuscirci, se non in quei 4 chilometri del lotto 1 (da Rosignano a nord di Cecina) che lui stesso inaugurò nel 2011 da ministro delle infrastrutture insieme al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Il “compagno Matteoli” lo avevano ribattezzato gli amici per le sue frequentazioni trasversali. La stima per la senatrice comunista Edda Fagni, sua avversaria politica nel collegio livornese. Le letture antifasciste di Dacia Maraini.
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E bipartisan sono i messaggi di cordoglio rivolti alla moglie e ai due figli, Federico, pilota dell’Alitalia, e Federica che lavora alla Fao. Diretto, schietto come la sua toscanità lo definisce Ermete Realacci, che ha lavorato con lui in commissione Ambiente e Lavori pubblici.
Matteoli era un politico di lungo corso, alla vecchia maniera. Aveva cominciato ragazzino a frequentare la sezione cecinese del Movimento sociale seguendo tutte le tappe, come si usava allora: da bimbo di bottega ai primi incarichi sotto la guida di Beppe Niccolai, esponente del Msi pisano, fino alla segreteria regionale del partito. Consigliere comunale a Livorno per il Msi-Dn, consigliere provinciale sempre a Livorno, e ancora consigliere comunale a Castelnuovo Garfagnana. Nel frattempo lavora come dirigente aziendale al porto di Livorno.
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Il salto arriva nel 1983 con l’elezione alla Camera dei deputati, dove resta fino al 2006, anno in cui viene eletto al Senato. L’occhio sempre attento alla sua regione, alla sua città, alla Lucchesia che nel 2011 diventa il suo bacino elettorale. Di pochi giorni fa l’ultima interrogazione parlamentare che anticipa l’inchiesta sui rifiuti pericolosi “Dangerous trash”.
Nel 1995 aderisce ad Alleanza nazionale, si svecchia dal cliché fascista e diventa un uomo di fiducia di Gianfranco Fini. L’idillio si rompe dopo la gaffe con Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri “intercettati” in un bar vicino a Montecitorio mentre sparlano del “capo”. Ma la sua carriera politica continua ininterrotta: Matteoli si avvicina a Berlusconi (nel 2013 aderirà a Forza Italia), che lo chiama altre due volte nel suo governo, di nuovo all’Ambiente, nel 2001, infine alle Infrastrutture e trasporti, dal 2008 al 2011. Quando ricevette il secondo mandato dichiarò al Tirreno di avere chiesto lui l’ambiente. Per dimostrare, disse con ironia, “che ho imparato”. Al primo incarico, durato solo un anno, gli ambientalisti gli avevano conferito il premio Super Attila.
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Nel 2004 cominciano i guai giudiziari: viene coinvolto in due inchieste per abusi edilizi all’Isola d’Elba; ne esce dopo un lungo contenzioso giudiziario quando la Corte costituzionale conferma il conflitto di attribuzione. Dieci anni dopo è accusato di corruzione per il progetto Mose e condannato a 4 anni in primo grado nel settembre 2017.
La passione politica lo porta indifferentemente da Roma alle realtà locali: nel 2000 tenta la scalata alla Regione Toscana contro Claudio Martini. Dal 2006 al 2011 è sindaco di Orbetello, non ci proverà mai nella sua città dove però il suo candidato porterà al ballottaggio nelle ultime due tornate elettorali il candidato Pd. Con gli amministratori cecinesi mantiene buoni rapporti: pochi mesi fa ha partecipato anche all’inaugurazione di una piazza. Ma sceglierà di trasferirsi in una villa a Casale Marittimo con la seconda moglie, la giornalista parlamentare Ginevra Giannetti, dove nel fine settimana organizzava spesso cene, le “sabatane” con gli amici di sempre.
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