Sicurezza
Il Cristo rubato dai nazisti risorge nella villa in Versilia
Il busto quattrocentesco di Civitali fu trafugato nella chiesa di Santa Maria della Rosa. È stato di un collezionista veneziano, l’hanno trovato i carabinieri nello studio di un professionista
LUCCA. Quell’opera d’arte trafugata dai nazisti nella notte tra il 7 e l’8 febbraio 1944 nella chiesa di Santa Maria della Rosa nel centro storico di Lucca riappare 73 anni e 9 mesi dopo nella splendida villa sulle colline versiliesi di un professionista ultrasettantenne. Un autentico miracolo di Natale, frutto della tenacia e della perseveranza dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico a cui la procura della Repubblica ha dato sostegno giuridico e fiducia incondizionata. L’opera in questione, di grandissimo valore (è quotata oltre un milione), è il «Busto di Cristo» capolavoro realizzato in terracotta dipinta da uno dei principali artisti lucchesi del 1400: Matteo Civitali. Un ritrovamento sensazionale, decisamente il più importante in Toscana e forse in Italia nel corso del 2017.
RICERCA SPASMODICA
Risalgono al dicembre 1943 gli ultimi riscontri documentati dalla Diocesi della presenza nella chiesa del prezioso busto datato 1470 alto 85 centimetri, largo 50 e catalogato alla fine degli anni Trenta dalla Soprintendenza di Firenze. Poi nel 1947, alla fine della guerra, l’allora ministero della Pubblica Istruzione segnala il furto del busto trafugato dalle truppe tedesche nel 1944. Informazione poi riversata negli anni Cinquanta nell’archivio Siviero, raccolta sulle opere d’arte trafugate durante la Seconda Guerra Mondiale. E nel 1957 la Curia conferma la scomparsa dell’oggetto di culto. Per 24 anni cala il silenzio sul capolavoro del maestro Civitali. Ma nel 1981 la scultura riappare nel catalogo della Mostra Internazionale dell’Antiquariato a palazzo Strozzi a Firenze. A proporla è un antiquario veneziano. Solo che, all’epoca, nessuno si accorge che la scultura in terracotta, dotata di un’insolita iconografia del sangue di Cristo combinata col taglio a mezza figura, è la stessa del grande artista lucchese rubata durante la Seconda Guerra Mondiale. Occorre attendere 27 anni (siamo nel 2008) affinché l’allora procuratore della Repubblica, Giuseppe Quattrocchi, durante un’indagine legata alla ricettazione di arredi e arte sacra, s’imbatta nel catalogo del 1981 e nel «Busto di Cristo». Invia i carabinieri in Laguna, ma gli eredi dell’antiquario non sono di grande aiuto: il capolavoro era stato venduto ad un collezionista proprio al termine della mostra a palazzo Strozzi.
COLPO DI CODA DEI CARABINIERI Passano 8 anni e nell’ambito di un’altra indagine avviata nel 2016 dalla procura lucchese viene «agganciato» un antiquario capace di piazzare in giro per i mercati di tutta Italia i più importanti collezionisti di opere d’arte. Dalla sua confessione resa agli inquirenti, i militari riescono a recuperare oltre 100 opere d’arte rubate in chiese e musei dal 1993 al 2012. Manca all’appello, tra quelle che l’antiquario aveva il compito di piazzare, un dipinto olio su tavola del XVI secolo, opera di Giovanni Maria Butteri, raffigurante una Madonna con Bambino. Tra i clienti del rigattiere c’è anche un noto professionista con la passione, tramandata dal nonno e proseguita dalla madre, per l’arte. I militari ottengono un mandato di perquisizione e la mattina del 21 novembre bussano alla porta dello studio del professionista versiliese. Il collezionista apre, ma del quadro non c’è traccia. Però in bella mostra nel salone appare maestosa la scultura di terracotta: è l’opera del Civitali, sparita in una fredda notte d’inverno del 1944. Il collezionista è estraneo all’illecito: ha ereditato dalla madre. E quando i carabinieri sequestrano lo splendido busto, lui stesso confida: «Sono felice che la statua torni in quella chiesa».
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