Sicurezza
Uccide a bastonate i gatti della ex
di Ilaria Bonuccelli
Lucca, l’uomo residente a Viareggio è stato condannato a un anno e otto mesi
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LUCCA. «Non fai altro che spendere e pensare ai gatti». Questa l’avvisaglia. La prima per la donna di Lucca. Poi c’erano stati altri segnali. Gli animali che tendevano a nascondersi. Scansavano gli esseri umani. Qualche ferita, che prima non si erano mai procurati. Prima era quando l’ospite non c’era. Prima era quando il “fidanzato” ancora non si era trasferito in casa. Poi era stato quando Grigiolino e Nera erano stati trovati morti, sotto un mobile. Uccisi a bastonate. Qualche giorno dopo, assassinata anche Nuvola. Senza sconti. Non li ha concessi neppure il tribunale di Lucca: una condanna a 18 mesi, per l’uomo, residente a Viareggio, riconosciuto colpevole di maltrattamento e uccisione di animali.
IL GIUDICE AGGRAVA LA PENA
Il pubblico ministero aveva chiesto 8 mesi. Il giudice ha deciso per una condanna a 18. Ha ritenuto crudele l’uccisione ripetuta dei gatti. E ci ha intravisto un “avvertimento” (neanche troppo velato) per la ex compagna. Che nel processo si è costituita parte civile. «All’inizio non voleva - conferma la sua avvocatessa, Alessia Scaglione - anche perché aveva paura di questo uomo che abbiamo scoperto avere una serie di precedenti penali. E che, subito dopo la fine della convivenza continuava a farsi vedere nei pressi dell’abitazione della mia cliente. Lei, infatti, era riuscita a convincerlo ad andare via, dopo la morte del terzo gatto, Nuvola. Ma l’uomo sembrava non essersi rassegnato alla fine della relazione». A un certo punto, infatti, la donna per un periodo decide anche di trasferirsi da un’amica: «L’ho convinta io stessa - riprende l’avvocatessa - perché la situazione si era fatta insostenibile».
LE PRIME LESIONI
Tutta la storia inizia nell’estate del 2015, quando i due si incontrano. «L’imputato - sottolinea l’avvocatessa che si è costituita parte civile per la donna e anche per la Lav, l’associazione animalista - fa capire di non sapere dove andare a dormire in quel periodo. La mia cliente, che è molto generosa, accetta di ospitarlo. Dopo poco inizia la loro relazione». In coincidenza con la convivenza, però - prosegue l’avvocatessa Alessia Scaglione - la donna inizia anche a notare «strani comportamenti negli animali che pure aveva da molti anni»: Grigiolino e Nera da 11 anni, Nuvola da 14. «Oltre agli strani comportamenti - prosegue Alessia Scaglione - i gatti mostrano piccole lesioni. La mia cliente inizia a chiedere se il suo compagno ne sapesse qualche cosa, ma lui ha sempre negato. Per quanto già qualche volta le aveva detto: “Insomma, tu pensi sempre ai gatti. Spendi un sacco di soldi per loro”».
LE BASTONATE
La situazione precipita quando un giorno la donna rientra e trova i primi due gatti morti. La terza è in condizioni gravissime. La donna prende tutti e tre gli animali e li porta dal veterinario: «Le sue parole - dice l’avvocatessa - sono state terribili. Alla mia cliente ha detto: “Questi animali sono ridotti così perché qualcuno li ha presi a bastonate. Questi non sono gatti abituati a uscire. Stanno sempre in casa”. Non è stato difficile trarre le conclusioni. Ma lui ha sempre negato».
DI NUOVO AGGREDITA
Comunque, la signora torna a casa solo con Nuvola . Il veterinario ha dovuto suturare varie ferite. Perciò la donna si decide a chiamare un amico: «Voleva essere aiutata a chiudere la relazione. Si è fermata fuori di casa a parlare. Quando è rientrata, la gattina sopravvissuta sanguinava di nuovo: le ferite erano tutte aperte ed era anche bagnata fradicia. L’ex era in casa ma ha negato di averle fatto del male. La mia cliente gli ha intimato di non toccarla. E allora lui le ha dato uno schiaffo. È stata la fine. Per fortuna, la mia cliente e il suo amico sono riuscit i a convincere quell’uomo ad andarsene, ma la gattina, anche se soccorsa non è riuscita a sopravvivere: dopo due giorni è morta».
PAURA DI DENUNCIARE
Così è scattata la denuncia. Non subito. «La mia cliente aveva paura. Temeva per la sua incolumità. Per questo siamo riuscite a convincerla a trasferirsi per un po’ da un’amica. Poi è scomparso lui. Non riuscivamo neppure a notificargli gli atti giudiziari: era stato arrestato. E ora è stato condannato per maltrattamento in continuazione e uccisione di animali, con l’aggravante di averlo fatto mentre era ospite in casa di un’altra persona. L’unica consolazione è che non ha avuto neppure un’attenuante. E che che ora sconterà tutta le pena.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
IL GIUDICE AGGRAVA LA PENA
Il pubblico ministero aveva chiesto 8 mesi. Il giudice ha deciso per una condanna a 18. Ha ritenuto crudele l’uccisione ripetuta dei gatti. E ci ha intravisto un “avvertimento” (neanche troppo velato) per la ex compagna. Che nel processo si è costituita parte civile. «All’inizio non voleva - conferma la sua avvocatessa, Alessia Scaglione - anche perché aveva paura di questo uomo che abbiamo scoperto avere una serie di precedenti penali. E che, subito dopo la fine della convivenza continuava a farsi vedere nei pressi dell’abitazione della mia cliente. Lei, infatti, era riuscita a convincerlo ad andare via, dopo la morte del terzo gatto, Nuvola. Ma l’uomo sembrava non essersi rassegnato alla fine della relazione». A un certo punto, infatti, la donna per un periodo decide anche di trasferirsi da un’amica: «L’ho convinta io stessa - riprende l’avvocatessa - perché la situazione si era fatta insostenibile».
LE PRIME LESIONI
Tutta la storia inizia nell’estate del 2015, quando i due si incontrano. «L’imputato - sottolinea l’avvocatessa che si è costituita parte civile per la donna e anche per la Lav, l’associazione animalista - fa capire di non sapere dove andare a dormire in quel periodo. La mia cliente, che è molto generosa, accetta di ospitarlo. Dopo poco inizia la loro relazione». In coincidenza con la convivenza, però - prosegue l’avvocatessa Alessia Scaglione - la donna inizia anche a notare «strani comportamenti negli animali che pure aveva da molti anni»: Grigiolino e Nera da 11 anni, Nuvola da 14. «Oltre agli strani comportamenti - prosegue Alessia Scaglione - i gatti mostrano piccole lesioni. La mia cliente inizia a chiedere se il suo compagno ne sapesse qualche cosa, ma lui ha sempre negato. Per quanto già qualche volta le aveva detto: “Insomma, tu pensi sempre ai gatti. Spendi un sacco di soldi per loro”».
LE BASTONATE
La situazione precipita quando un giorno la donna rientra e trova i primi due gatti morti. La terza è in condizioni gravissime. La donna prende tutti e tre gli animali e li porta dal veterinario: «Le sue parole - dice l’avvocatessa - sono state terribili. Alla mia cliente ha detto: “Questi animali sono ridotti così perché qualcuno li ha presi a bastonate. Questi non sono gatti abituati a uscire. Stanno sempre in casa”. Non è stato difficile trarre le conclusioni. Ma lui ha sempre negato».
DI NUOVO AGGREDITA
Comunque, la signora torna a casa solo con Nuvola . Il veterinario ha dovuto suturare varie ferite. Perciò la donna si decide a chiamare un amico: «Voleva essere aiutata a chiudere la relazione. Si è fermata fuori di casa a parlare. Quando è rientrata, la gattina sopravvissuta sanguinava di nuovo: le ferite erano tutte aperte ed era anche bagnata fradicia. L’ex era in casa ma ha negato di averle fatto del male. La mia cliente gli ha intimato di non toccarla. E allora lui le ha dato uno schiaffo. È stata la fine. Per fortuna, la mia cliente e il suo amico sono riuscit i a convincere quell’uomo ad andarsene, ma la gattina, anche se soccorsa non è riuscita a sopravvivere: dopo due giorni è morta».
PAURA DI DENUNCIARE
Così è scattata la denuncia. Non subito. «La mia cliente aveva paura. Temeva per la sua incolumità. Per questo siamo riuscite a convincerla a trasferirsi per un po’ da un’amica. Poi è scomparso lui. Non riuscivamo neppure a notificargli gli atti giudiziari: era stato arrestato. E ora è stato condannato per maltrattamento in continuazione e uccisione di animali, con l’aggravante di averlo fatto mentre era ospite in casa di un’altra persona. L’unica consolazione è che non ha avuto neppure un’attenuante. E che che ora sconterà tutta le pena.
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