La manifestazione
«Se scioperate, noi ce ne andiamo da Pisa»
di Stefano Taglione
Ryanair scrive ai piloti del Galilei e di tutta Italia: «Se venerdì non lavorate, niente aumenti né promozioni»
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PISA. «Se voi piloti di Pisa aderirete allo sciopero del 15 dicembre sarete “congelati” (be frozen: è questo l’incredibile termine usato in lingua inglese). I primi ufficiali non passeranno comandanti e potremmo decidere di togliere alcuni dei nostri aerei dal Galilei per mandarli in altri aeroporti per noi più economici».
È una lettera choc quella che Ryanair – la compagnia aerea irlandese che a Pisa ha recentemente festeggiato i cinque milioni di passeggeri nel 2017 – ha inviato a tutti i comandanti e i primi ufficiali dello scalo toscano. La mail è a firma del direttore del personale, Eddie Wilson. Ed è quasi un copia e incolla mandato a tutto il personale delle altre basi italiane, come Bergamo, Catania, Palermo e Bari. L’ennesimo segnale di difficoltà – dopo la raffica di cancellazioni causate dalla fuga dei piloti verso le compagnie che offrivano stipendi migliori – mostrato dalla società di Dublino fondata nel 1985 dall’imprenditore Michael O’Leary. Una lettera analoga, e uguale per tutta Italia, è stata invece spedita agli assistenti di volo (hostess e steward), ordinando loro di presentarsi regolarmente al lavoro all’inizio del turno di venerdì, pena la riduzione dei giorni di riposo (da tre a due dopo cinque giorni consecutivi di lavoro per tutti i colleghi della base, anche chi andrà non incrocerà le braccia) e la perdita degli avanzamenti di carriera e della possibilità di trasferirsi, in futuro, in altre città. Anche i piloti passerebbero dal rapporto cinque-quattro (giorni feriali e festivi) al cinque-tre, con meno tempo libero, molto importante per i tanti giovani che lavorano per Ryanair lontano da casa.
LA RABBIA DEI PILOTI
La reazione dei lavoratori di Ryanair non si è fatta attendere. «Faremo causa alla società», è la reazione che arriva dalla Toscana. Mentre anche Anpac – che Ryanair nella lettera etichetta come «sindacato di Alitalia», quando in realtà è l’Associazione nazionale professionale aviazione civile – è pronta a trascinare la compagnia in tribunale. «Viviamo in uno Stato di diritto e ciò che scrive Wilson è illegale – afferma Riccardo Canestrari, che per Anpac è il coordinatore nazionale dei piloti – motivo per il quale abbiamo consegnato tutto ai nostri avvocati. Chiediamo a Ryanair, che non ci ha mai risposto, di applicare un unico contratto di lavoro uguale per tutta Italia. Lo sciopero, che credo avrà un’alta adesione, è previsto dalle 13 alle 17 di venerdì 15 dicembre. Perché Ryanair deve comportarsi così, mentre le altre low cost (come Easyjet, Vueling Airlines e Norwegian) rispettano le leggi italiane?», si chiede il sindacalista.
«NESSUN BONUS IN PIÙ»
Nella lettera Ryanair paventa anche l’ipotesi di togliere i contributi aggiuntivi che, sempre nella mail, sostiene di aver concesso ai soli piloti a partire dallo scorso novembre. Fra questi «20.000 euro in più» l’anno «per i comandanti» e «10.000 per i primi ufficiali», oltre «all’aumento dei contributi previdenziali». Ryanair – contattata dal Tirreno – ha risposto con una lettera in inglese che si riferisce alle stesse vicende che stanno accadendo in Irlanda. «Ryanair ha confermato che i piloti di Dublino che partecipano a questa “azione industriale” violeranno l’accordo base – si legge nella mail – e perderanno i benefici concordati, inclusi i turni 5/4 (giorni di lavoro e riposo), alcune prestazioni retributive e opportunità di promozione» di carriera.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È una lettera choc quella che Ryanair – la compagnia aerea irlandese che a Pisa ha recentemente festeggiato i cinque milioni di passeggeri nel 2017 – ha inviato a tutti i comandanti e i primi ufficiali dello scalo toscano. La mail è a firma del direttore del personale, Eddie Wilson. Ed è quasi un copia e incolla mandato a tutto il personale delle altre basi italiane, come Bergamo, Catania, Palermo e Bari. L’ennesimo segnale di difficoltà – dopo la raffica di cancellazioni causate dalla fuga dei piloti verso le compagnie che offrivano stipendi migliori – mostrato dalla società di Dublino fondata nel 1985 dall’imprenditore Michael O’Leary. Una lettera analoga, e uguale per tutta Italia, è stata invece spedita agli assistenti di volo (hostess e steward), ordinando loro di presentarsi regolarmente al lavoro all’inizio del turno di venerdì, pena la riduzione dei giorni di riposo (da tre a due dopo cinque giorni consecutivi di lavoro per tutti i colleghi della base, anche chi andrà non incrocerà le braccia) e la perdita degli avanzamenti di carriera e della possibilità di trasferirsi, in futuro, in altre città. Anche i piloti passerebbero dal rapporto cinque-quattro (giorni feriali e festivi) al cinque-tre, con meno tempo libero, molto importante per i tanti giovani che lavorano per Ryanair lontano da casa.
LA RABBIA DEI PILOTI
La reazione dei lavoratori di Ryanair non si è fatta attendere. «Faremo causa alla società», è la reazione che arriva dalla Toscana. Mentre anche Anpac – che Ryanair nella lettera etichetta come «sindacato di Alitalia», quando in realtà è l’Associazione nazionale professionale aviazione civile – è pronta a trascinare la compagnia in tribunale. «Viviamo in uno Stato di diritto e ciò che scrive Wilson è illegale – afferma Riccardo Canestrari, che per Anpac è il coordinatore nazionale dei piloti – motivo per il quale abbiamo consegnato tutto ai nostri avvocati. Chiediamo a Ryanair, che non ci ha mai risposto, di applicare un unico contratto di lavoro uguale per tutta Italia. Lo sciopero, che credo avrà un’alta adesione, è previsto dalle 13 alle 17 di venerdì 15 dicembre. Perché Ryanair deve comportarsi così, mentre le altre low cost (come Easyjet, Vueling Airlines e Norwegian) rispettano le leggi italiane?», si chiede il sindacalista.
«NESSUN BONUS IN PIÙ»
Nella lettera Ryanair paventa anche l’ipotesi di togliere i contributi aggiuntivi che, sempre nella mail, sostiene di aver concesso ai soli piloti a partire dallo scorso novembre. Fra questi «20.000 euro in più» l’anno «per i comandanti» e «10.000 per i primi ufficiali», oltre «all’aumento dei contributi previdenziali». Ryanair – contattata dal Tirreno – ha risposto con una lettera in inglese che si riferisce alle stesse vicende che stanno accadendo in Irlanda. «Ryanair ha confermato che i piloti di Dublino che partecipano a questa “azione industriale” violeranno l’accordo base – si legge nella mail – e perderanno i benefici concordati, inclusi i turni 5/4 (giorni di lavoro e riposo), alcune prestazioni retributive e opportunità di promozione» di carriera.
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