La manifestazione
pontremoli
Abbandonati in stazione
di Libero Red Dolce
In 600 fermi 4 ore senza spiegazioni. Il controllore se ne va
2 MINUTI DI LETTURA
PONTREMOLI. «Invece di portarci a casa ci volevano dare delle coperte, a un certo punto ho temuto che avrei dormito in treno». L’esasperato che parla è uno dei 600 passeggeri del regionale 2202, Pisa – Bergamo. Domenica sera viaggia puntuale, arriva in stazione a Pontremoli domenica alle 19.50. Come da tabella. Solo che lì si ferma e non riparte più. Se non quattro ore dopo.
È solo uno dei treni vittima del “gelicidio”, l’evento atmosferico che fa gelare immediatamente l’acqua piovana a meno di 0 °C quando colpisce un oggetto. Le Centraline che danno energia “fulminate” dal ghiaccio istantaneo e nottata da incubo per chi si trova sul treno.
Per i primi dieci minuti i passeggeri restano sui vagoni. Qualche minuto d’attesa è routine per chi affronta lunghi viaggi. Le lancette scorrono e i borbottii cominciano a crescere. «Ma che succede? », «Perché non stiamo ripartendo?».
Da vagone a vagone parte una staffetta alla ricerca del controllore. Ma lui non c’è, finito il turno è andato via. Lo stop è un mistero, qualcuno chiama a casa: «Facciamo tardi, mi sa».
Dopo un’ora di attesa, il treno si trasforma in una teiera, a fischiare non è la locomotiva, ma le orecchie dei viaggiatori. Abbandonati e furenti, vanno dalla polizia ferroviaria. «Ci hanno lasciato qui, senza spiegazioni».
I carabinieri prendono contatti con Trenitalia, dopo qualche tempo arriva un addetto. «Il ritardo non si può calcolare – spiega – è un evento imprevisto». È il “gelidicio”.
L’azienda si attrezza, ma di bus suppletivi non se ne trovano. Sono tutti in gita per il lungo weekend dell’immacolata. Alla fine arriva un treno a gasolio che carica quello diretto a Parma. Tutti gli altri rimarranno in stazione fino alle 23.48, quando finalmente il treno ripartirà. Trenitalia garantisce: «Rimborso per tutti».
È solo uno dei treni vittima del “gelicidio”, l’evento atmosferico che fa gelare immediatamente l’acqua piovana a meno di 0 °C quando colpisce un oggetto. Le Centraline che danno energia “fulminate” dal ghiaccio istantaneo e nottata da incubo per chi si trova sul treno.
Per i primi dieci minuti i passeggeri restano sui vagoni. Qualche minuto d’attesa è routine per chi affronta lunghi viaggi. Le lancette scorrono e i borbottii cominciano a crescere. «Ma che succede? », «Perché non stiamo ripartendo?».
Da vagone a vagone parte una staffetta alla ricerca del controllore. Ma lui non c’è, finito il turno è andato via. Lo stop è un mistero, qualcuno chiama a casa: «Facciamo tardi, mi sa».
Dopo un’ora di attesa, il treno si trasforma in una teiera, a fischiare non è la locomotiva, ma le orecchie dei viaggiatori. Abbandonati e furenti, vanno dalla polizia ferroviaria. «Ci hanno lasciato qui, senza spiegazioni».
I carabinieri prendono contatti con Trenitalia, dopo qualche tempo arriva un addetto. «Il ritardo non si può calcolare – spiega – è un evento imprevisto». È il “gelidicio”.
L’azienda si attrezza, ma di bus suppletivi non se ne trovano. Sono tutti in gita per il lungo weekend dell’immacolata. Alla fine arriva un treno a gasolio che carica quello diretto a Parma. Tutti gli altri rimarranno in stazione fino alle 23.48, quando finalmente il treno ripartirà. Trenitalia garantisce: «Rimborso per tutti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
