Sicurezza
Il cantiere sui binari trattiene la pioggia Ferrovia interrotta
di Lara Loreti
Problemi lungo la linea Firenze-Lucca in fase di raddoppio Il sindaco di Serravalle (Pistoia): «Servono sistemi di scolo»
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SERRAVALLE PISTOIESE. Le rotaie di ferro e i tubi rossi dei lavori in corso corrono paralleli sulla massicciata. E affiorano appena sul terreno completamente allagato. È il pomeriggio dell’Immacolata: la linea ferroviaria tra Pistoia e Montecatini è interrotta, sarà ripristinata solo nella notte, alle 5 di ieri. Era già successo il 15 novembre, quando l’interruzione, causata da una piccola frana, era durata sette ore: due episodi in 23 giorni a cui si aggiunge un altro paio di rallentamenti dei treni nella prima metà di novembre, sempre dovuti al maltempo. Criticità che si ripresentano in un punto sensibile della tratta ferroviaria, dove dalla scorsa estate è aperto il cantiere per il raddoppio del binario sulla linea Lucca– Firenze e dove gli operai stanno scavando una galleria dentro la collina di Serravalle dove correrà il doppio binario. Con disagi che si ripercuotono su tutta la Valdinievole. Una circostanza che fa sorgere una domanda: quanto la presenza del cantiere, in caso di maltempo, contribuisce agli allagamenti e quindi alle interruzioni della linea, con i disagi che ne conseguono per i passeggeri?
Lo abbiamo chiesto in primis ad un geologo, Sandro Pulcini, esperto in pianificazione ambientale e difesa del suolo, che opera come consulente proprio nella zona di Serravalle e Pescia. «Il cantiere di Rfi può essere di intralcio al normale deflusso delle acque – spiega il tecnico – Le acque piovane dalle colline defluiscono naturalmente a valle verso Pistoia per intercettare il torrente Stella. Ma lì si fermano per due possibili motivi: o trovano degli ostacoli all’interno del cantiere. Oppure trovano i tubi e i tombini non ripuliti e quindi intasati. Va anche detto che ci stiamo parlando di una valle, una zona cioè depressa per natura, più bassa rispetto al contorno topografico. Inoltre, lì dove è instaurato il cantiere ci sono anche altri potenziali ostacoli come strade, passaggi a livello, i vecchi binari e così via. Può anche darsi che all’interno del cantiere siano stati fatti dei lavori, come ad esempio scavi, che favoriscono l’accumulo dell’acqua. Tuttavia, queste sono tutte ipotesi da verificare: andrebbe fatto un sopralluogo per capire in che cosa consistono esattamente i lavori. E sarebbe necessario fare uno studio approfondito, con l’analisi e la sovrapposizione delle mappe per confrontare la situazione del suolo prima e dopo».
Non hanno dubbi sul contributo del cantiere di Rfi ai disagi legati al maltempo il sindaco di Serravalle Piero Lunardi, il suo vice Federico Gorbi e l’assessore alla viabilità Maurizio Bruschi che in questi giorni hanno toccato con mano i disagi, facendo anche dei sopralluoghi sul posto. «I lavori per il raddoppio del binario hanno influito sui disagi causati dal maltempo – dice Bruschi – Nei due principali punti del cantiere, a Masotti e al Ponte di Serravalle, sono stati fatti spostamenti di terreno, sono state create delle fosse, altre sono state modificate e quindi l’acqua ha cambiato corso. A Ponte, ad esempio, s’è allagato proprio il punto dove è presente il cantiere: lì si erano anche intasati i tombini e ci sono stati problemi con le tubature nelle quali l’acqua dovrebbe fluire».
Dello stesso avviso il sindaco: «Il cantiere fa la sua parte: in quell’area c’è molto fango, ci sono movimenti di terra, e scavando, s’è creata una sorta di buca dove l’acqua per forza va a finire, infilandosi in quello che diventa un imbuto. E finché non fanno impianti di scolo adeguati, l’acqua non defluisce bene». Poi bisogna fare una distinzione: un conto è se piove normalmente e a quel punto non ci sono problemi. Un altro è se invece piomba dal cielo una bomba d’acqua. «Se cade tanta acqua come nel giorno dell’Immacolata – riflette il sindaco – non siamo pronti a riceverla. La fortuna è che abbiamo a che fare con ditte molto serie, Cemes e Ceprini Costruzioni, pronte a risolvere i problemi: l’auspicio è che le imprese predispongano presto dei sistemi per favorire il flusso dell’acqua quando piove».
Lo abbiamo chiesto in primis ad un geologo, Sandro Pulcini, esperto in pianificazione ambientale e difesa del suolo, che opera come consulente proprio nella zona di Serravalle e Pescia. «Il cantiere di Rfi può essere di intralcio al normale deflusso delle acque – spiega il tecnico – Le acque piovane dalle colline defluiscono naturalmente a valle verso Pistoia per intercettare il torrente Stella. Ma lì si fermano per due possibili motivi: o trovano degli ostacoli all’interno del cantiere. Oppure trovano i tubi e i tombini non ripuliti e quindi intasati. Va anche detto che ci stiamo parlando di una valle, una zona cioè depressa per natura, più bassa rispetto al contorno topografico. Inoltre, lì dove è instaurato il cantiere ci sono anche altri potenziali ostacoli come strade, passaggi a livello, i vecchi binari e così via. Può anche darsi che all’interno del cantiere siano stati fatti dei lavori, come ad esempio scavi, che favoriscono l’accumulo dell’acqua. Tuttavia, queste sono tutte ipotesi da verificare: andrebbe fatto un sopralluogo per capire in che cosa consistono esattamente i lavori. E sarebbe necessario fare uno studio approfondito, con l’analisi e la sovrapposizione delle mappe per confrontare la situazione del suolo prima e dopo».
Non hanno dubbi sul contributo del cantiere di Rfi ai disagi legati al maltempo il sindaco di Serravalle Piero Lunardi, il suo vice Federico Gorbi e l’assessore alla viabilità Maurizio Bruschi che in questi giorni hanno toccato con mano i disagi, facendo anche dei sopralluoghi sul posto. «I lavori per il raddoppio del binario hanno influito sui disagi causati dal maltempo – dice Bruschi – Nei due principali punti del cantiere, a Masotti e al Ponte di Serravalle, sono stati fatti spostamenti di terreno, sono state create delle fosse, altre sono state modificate e quindi l’acqua ha cambiato corso. A Ponte, ad esempio, s’è allagato proprio il punto dove è presente il cantiere: lì si erano anche intasati i tombini e ci sono stati problemi con le tubature nelle quali l’acqua dovrebbe fluire».
Dello stesso avviso il sindaco: «Il cantiere fa la sua parte: in quell’area c’è molto fango, ci sono movimenti di terra, e scavando, s’è creata una sorta di buca dove l’acqua per forza va a finire, infilandosi in quello che diventa un imbuto. E finché non fanno impianti di scolo adeguati, l’acqua non defluisce bene». Poi bisogna fare una distinzione: un conto è se piove normalmente e a quel punto non ci sono problemi. Un altro è se invece piomba dal cielo una bomba d’acqua. «Se cade tanta acqua come nel giorno dell’Immacolata – riflette il sindaco – non siamo pronti a riceverla. La fortuna è che abbiamo a che fare con ditte molto serie, Cemes e Ceprini Costruzioni, pronte a risolvere i problemi: l’auspicio è che le imprese predispongano presto dei sistemi per favorire il flusso dell’acqua quando piove».
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