Sicurezza
Amazon: basta consegne Ma la società porta i pacchi
di Alfredo Faetti
L’Italia diffida la multinazionale a interrompere il recapito della merce Per l’Autorità garante delle Comunicazioni non ha l’autorizzazione come corriere
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CALENZANO. Quindici giorni di tempo per portare avanti due attività, apparentemente distanti ma in realtà collegate. La prima è studiare gli estremi della diffida e rispondere ad Agcom, l’Autorità Garante delle Comunicazioni; la seconda è spedire tutti i regali di Natale acquistati dai clienti, malgrado l’Autorità per il Controllo per le garanzie nelle comunicazioni abbia messo nel mirino proprio il servizio di spedizioni “per conti terzi” del colosso americano.
«Svolge un servizio postale senza averne autorizzazione»: è questa infatti l’accusa mossa nei confronti di Amazon, azienda di commercio elettronico con sede a Seattle, richiamata dal garante per regolarizzare la sua posizione sia con lo Stato italiano sia con i suoi dipendenti. Amazon Italia, che di recente ha aperto un magazzino a Calenzano, alle porte di Prato, dal canto suo, fa sapere che sta «analizzando la diffida» e in attesa di decidere come procedere (dovrà dare una risposta entro il 20 dicembre) porta avanti sia i progetti, vedi l’imminente apertura a Calenzano che porterà a 200 assunzioni, sia le sue abituali attività. Tra cui, appunto, quella di spedizione. «Il servizio svolto da queste società (quelle del gruppo Amazon ndr), al pari di quelli svolti dai principali corrieri espresso utilizzati da Amazon, è qualificabile come servizio postale, in base alla normativa di settore, italiana ed europea», si legge nella diffida. In particolare, è considerato «attività postale il servizio di consegna che ha ad oggetto prodotti offerti direttamente dai venditori e recapitati ai clienti finali attraverso società controllate da Amazon», prosegue l’Autorità Garante. Solo che queste partecipate, equiparate agli altri 4mila operatori postali nel nostro Paese, non hanno alcuna autorizzazione a agire come corrieri. Autorizzazioni che comporterebbero impegni precisi. Ad esempio, «il rispetto di vari obblighi – continua la diffida - tra i quali l’essere in regola con le disposizioni in materia di condizioni di lavoro previste dalla legislazione nazionale e dalle contrattazioni collettive di lavoro di riferimento vigenti nel settore postale». E anche su questo piano, Amazon non risulterebbe in regola secondo Agcom.
La diffida diventa così un nodo tutt’altro che semplice da sciogliere per la multinazionale statunitense. Non tanto sul piano burocratico, dato che all’azienda basterà richiedere le autorizzazioni al ministero dello Sviluppo Economico, disponibili in 45 giorni, alla modica cifra di 600 euro (Amazon ha chiuso l’ultimo trimestre con un fatturato di 47 miliardi di dollari), quanto sul piano contrattuale. Le disposizioni legate ai servizi postali, infatti, costringeranno l’azienda ad adottare l'intesa di lavoro collettivo del settore, indicando a quali dipendenti dell'azienda verrà applicato il contratto di operatore postale. Una rivendicazione in più nelle mani dei lavoratori, che in Italia sono già sul piede di guerra, come si è visto per il maxi sciopero indetto in vista del Black Friday. Gli uffici amministrativi di Amazon quindi avranno il loro da fare nei prossimi giorni, ma in attesa di capire se queste spedizioni siano o meno servizio postale, i pacchi di Natale continueranno a viaggiare indisturbati.
«Svolge un servizio postale senza averne autorizzazione»: è questa infatti l’accusa mossa nei confronti di Amazon, azienda di commercio elettronico con sede a Seattle, richiamata dal garante per regolarizzare la sua posizione sia con lo Stato italiano sia con i suoi dipendenti. Amazon Italia, che di recente ha aperto un magazzino a Calenzano, alle porte di Prato, dal canto suo, fa sapere che sta «analizzando la diffida» e in attesa di decidere come procedere (dovrà dare una risposta entro il 20 dicembre) porta avanti sia i progetti, vedi l’imminente apertura a Calenzano che porterà a 200 assunzioni, sia le sue abituali attività. Tra cui, appunto, quella di spedizione. «Il servizio svolto da queste società (quelle del gruppo Amazon ndr), al pari di quelli svolti dai principali corrieri espresso utilizzati da Amazon, è qualificabile come servizio postale, in base alla normativa di settore, italiana ed europea», si legge nella diffida. In particolare, è considerato «attività postale il servizio di consegna che ha ad oggetto prodotti offerti direttamente dai venditori e recapitati ai clienti finali attraverso società controllate da Amazon», prosegue l’Autorità Garante. Solo che queste partecipate, equiparate agli altri 4mila operatori postali nel nostro Paese, non hanno alcuna autorizzazione a agire come corrieri. Autorizzazioni che comporterebbero impegni precisi. Ad esempio, «il rispetto di vari obblighi – continua la diffida - tra i quali l’essere in regola con le disposizioni in materia di condizioni di lavoro previste dalla legislazione nazionale e dalle contrattazioni collettive di lavoro di riferimento vigenti nel settore postale». E anche su questo piano, Amazon non risulterebbe in regola secondo Agcom.
La diffida diventa così un nodo tutt’altro che semplice da sciogliere per la multinazionale statunitense. Non tanto sul piano burocratico, dato che all’azienda basterà richiedere le autorizzazioni al ministero dello Sviluppo Economico, disponibili in 45 giorni, alla modica cifra di 600 euro (Amazon ha chiuso l’ultimo trimestre con un fatturato di 47 miliardi di dollari), quanto sul piano contrattuale. Le disposizioni legate ai servizi postali, infatti, costringeranno l’azienda ad adottare l'intesa di lavoro collettivo del settore, indicando a quali dipendenti dell'azienda verrà applicato il contratto di operatore postale. Una rivendicazione in più nelle mani dei lavoratori, che in Italia sono già sul piede di guerra, come si è visto per il maxi sciopero indetto in vista del Black Friday. Gli uffici amministrativi di Amazon quindi avranno il loro da fare nei prossimi giorni, ma in attesa di capire se queste spedizioni siano o meno servizio postale, i pacchi di Natale continueranno a viaggiare indisturbati.
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