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Pisa, caso Scieri: sotto accusa il pm che indagò

Pisa, caso Scieri: sotto accusa il pm che indagò

Sotto accusa finisce la Procura che indagò sul caso Emanuele Scieri, il parà trovato morto a 27 anni nella caserma Gamerra di Pisa nel 1999. Succede in un’accesa audizione-interrogatorio. Da una...

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Sotto accusa finisce la Procura che indagò sul caso Emanuele Scieri, il parà trovato morto a 27 anni nella caserma Gamerra di Pisa nel 1999. Succede in un’accesa audizione-interrogatorio. Da una parte l’ex pm Giuliano Giambartolomei, all’epoca titolare dell’inchiesta sulla morte del militare e firmatario della richiesta di archiviazione accolta dal gip, che si è ritrovato quasi a doversi “difendere” davanti alla commissione parlamentare. Dall’altra la presidente dell’organismo Sofia Amoddio (Pd) a rimarcare lacune e superficialità nelle fasi iniziali delle indagini. Ex pm che respinge tutte le accuse.

Dopo l’intervento dell’ex procuratore capo Enzo Iannelli, che ha definito fantasiose le ricostruzioni della commissione («Scieri vittima di nonnismo, prima picchiato, poi obbligato a salire sulla scala e lasciato morire dopo la caduta»), anche l’ex magistrato Giambartolomei, ora avvocato, replica all’organismo parlamentare e al suo vertice. E lo fa con una lettera inviata alla presidente Amoddio chiedendo che il testo venga letto davanti alla commissione o che venga convocato di nuovo. Per lui l’ipotesi contenuta nella relazione finale (a Scieri vengono fatti togliere i pantaloni, viene malmenato e poi se li rimette»), respinta anche dal suo ex capo, è «assai inverosimile». La sua tesi è quella della morte per una caduta accidentale.

Dice di non voler polemizzare, l’ex pm che non ci sta a passare per un inquirente superficiale che ha tralasciato elementi ritenuti nuovi e fondamentali dalla commissione. Alla contestazione sulla mancata repertazione delle tracce sulla scala da cui cadde l’avvocato siracusano, Giambartolomei scrive che le presunte macchie di sangue, così qualificate nel corso del sopralluogo ed evidenziate dal reagente sangurtest (che è sensibile anche alle macchie di ruggine), non erano in realtà tali e che «l’unica macchia di sangue sulle ghiere era quella del maresciallo Pirina che si era ferito salendo sulla scala».

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