Il Tirreno

Toscana

Protesi al cobalto: duecento pazienti richiamati in ospedale

di Matteo Tuccini
L'ospedale Versilia
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L'ospedale Versilia

Iniziano dal Versilia le operazioni di verifica della Regione. Sono migliaia gli impianti all’anca potenzialmente dannosi

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VIAREGGIO. Duecento pazienti a cui è stata impiantata una protesi all’anca all’ospedale Versilia saranno richiamati per una serie di controlli. L’obiettivo è capire se le protesi al cobalto applicate su di loro nel periodo 2003-2011 abbiano provocato dei danni. In quel caso la protesi dovrà essere sostituita e bisognerà approfondire quali conseguenze ci siano state sulla salute del paziente. Che cosa si rischia? Tra i casi più riscontrati negli studi scientifici un’infiammazione: una specie di carie dell’osso. Ma anche il rilascio del metallo nel sangue può dare qualche problema. Anche se al momento sono escluse le conseguenze più gravi, cioè quelle legate alla nascita di possibili tumori.

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Le protesi all’anca al cobalto erano finite nel mirino già nel 2012. Ma quella volta si dette la colpa a un modello specifico, il De Puy, che venne ritenuto difettoso e ritirato. In Versilia – così come nel resto della Toscana – le cosiddette protesi metallo-metallo (cromo-cobalto) sono state utilizzate solo dal 2003 al 2011: la decisione di non impiantarle più – spiegano dalla Regione – era legata a motivazioni tecniche, perché si ritenevano migliori e più efficienti i prodotti ceramica-metallo. Cioè quelli usati oggi. Ora la questione torna d’attualità dopo una serie di studi medici sui potenziali rischi dell’impianto metallo-metallo. «Studi di cui si è venuti a conoscenza nel periodo 2015-16 – affermano dalla Regione – e che ancora oggi devono essere approfonditi. Quello che sappiamo è che la problematica è emerge ad anni dall’applicazione della protesi».

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Così si è deciso di avviare un piano di sorveglianza sanitaria. Che in Toscana inizia adesso, dopo una delibera approvata dalla giunta regionale a fine novembre scorso. Mancano gli ultimi atti burocratici, poi inizieranno i richiami delle migliaia di pazienti a cui è stata impiantata la protesi al cobalto. Tra questi, circa 250 sono stati operati al Versilia: ma per alcuni di loro l’ortopedia dell’ospedale di Lido di Camaiore ha già iniziato le visite di controllo.

Che cosa dovranno fare queste persone? Sottoporsi a una visita con una valutazione dei dolori articolari e a ciò che si definisce “rumore” articolare: una specie di clic, da cui si capisce che qualcosa non va. Poi dovranno sottoporsi a un esame, la cosiddetta “ionemia”, che serve ad accertare la presenza di cobalto e cromo nel sangue. Verranno eseguite anche radiografie ed ecografie dell’anca. Nel caso in cui si accerti la presenza di un problema servirà anche la risonanza magnetica. Tutte le prestazioni per i pazienti saranno a costo zero: a farsene carico le aziende produttrici delle protesi tramite la Regione. Anche se non è chiaro se al 100% o con una quota.



 

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