Gioco
Anziani da accudire un bonus di 300 euro
Il contributo regionale senza limiti di reddito: come richiederlo
LIVORNO. C’è chi è caduto e ha riportato un’invalidità, temporanea o permanente. Chi è rimasto solo. Chi è malato, chi ha perso l’autosufficienza. Chi, per un periodo, deve rinunciare alla vicinanza di un familiare. Gli anziani che si trovano in difficoltà possono usufruire di un contributo, una tantum, di 300 euro in ore di assistenza domiciliare. Senza limiti di reddito. L’aiuto arriva dalla Regione Toscana che, per il terzo anno di seguito, ha dato il via al progetto “Pronto badante”. L’obiettivo – dicono dalla Regione – è sostenere la famiglia nel momento in cui si presenta la prima fase di fragilità dell’anziano, garantendole un punto di riferimento per avere informazioni sui percorsi assistenziali presenti sul territorio e un sostegno economico.
Sono due i binari su cui viaggia il progetto: da un lato gli anziani a cui è rivolto, dall’altro gli operatori del terzo settore che possono fare domanda per dare assistenza. Ecco i dettagli.
A CHI È RIVOLTO IL SERVIZIO
L’aiuto pensato per gli anziani è diviso in tre fasi: telefonico, domiciliare (con una visita ad hoc) e assistenziale, con i 300 euro spalmati in un massimo 30 ore di assistenza da parte di un/una badante. Ecco le condizioni per usufruire del servizio: il sostegno è rivolto a tutte le persone anziane che vivono sole o in famiglia che abbiano almeno 65 anni, residenti in Toscana, che si trovino per la prima volta in un momento di difficoltà, fragilità o disagio, e che non abbiano già in atto un Progetto di assistenza personalizzato (Pap) con i servizi territoriali.
UNA CHIAMATA PER INIZIARE
In caso di necessità, la prima cosa da fare è chiamare un numero verde: 800 59 33 88. Da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19.30 e il sabato dalle 8 alle 15, al quel numero risponde un operatore sociosanitario in grado di fornire una prima risposta alle esigenze della famiglia o dell’anziano stesso. Lo spiega Paola Morelli, responsabile delle politiche per la famiglia in Regione: «Il primo operatore smista la telefonata in base alla zona di provenienza. Quindi la persona viene ricontattata da un altro assistente che fornisce le informazioni richieste». Poi, entro 48 ore, scatta la visita a domicilio. In casa dell’anziano arriva un operatore sanitario. «Questa persona risponde alle domande della famiglia – dice Morelli – È in grado di aiutarla a soddisfare dei bisogni, ad esempio fornire una carrozzina, comprare dei medicinali, fare la spesa e così via. Ed è lui che illustra cosa fare per avere il contributo».
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NESSUN LIMITE DI REDDITO
Per accedere all’aiuto economico messo a disposizione dalla Regione non ci sono soglie di reddito. «Non c’è un discorso di Isee – spiega Morelli – Il contributo è disponibile per chi ha bisogno, a prescindere dal reddito. Il contributo di 300 euro non viene dato alle famiglie sotto forma di soldi, ma in ore di assistenza domiciliare, fino a un massimo di trenta ore. L’assistenza viene garantita in tempi rapidi, di solito entro dieci giorni perché il progetto ha lo scopo di dare una risposta di fronte a una emergenza». Ma i soldi bastano per tutti? «Finora siamo sempre riusciti ad aiutare tutti quelli che ne hanno fatto richiesta – risponde Morelli – i buoni lavoro sono bastati senza difficoltà».
Il contributo di 300 euro, una tantum, viene erogato a conclusione del periodo di attivazione del rapporto di lavoro regolare e occasionale con un assistente familiare per le prime necessità (viene acquistato ad hoc un libretto famiglia presso Inps). La prestazione lavorativa deve essere effettuata da una persona che però non può essere il coniuge o un parente. L’operatore autorizzato (che effettua la visita domiciliare) dà una mano all’anziano e alla famiglia nelle procedure on-line legate ai documenti Inps necessari per dare il via al rapporto di assistenza familiare e fornisce un breve tutoraggio per aiutare la famiglia e l’assistente familiare nelle prime fasi dell’attivazione del rapporto.
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OPERATORI SOCIALI: IL BANDO
A fare l’assistenza sono associazioni del terzo settore ed enti che si occupano di sociale. Il bando, approvato dalla Giunta regionale con una delibera dell’8 novembre scorso, è visibile all’indirizzo http: //www. regione. toscana. it/bancadati/atti/ ed è già stato pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale. La data di scadenza per la presentazione dei progetti è il 22 dicembre, mentre il nuovo progetto prenderà il via il primo marzo 2018. Il sistema di rete messo in campo dal progetto 2017-2018 coinvolge 177 associazioni di volontariato, 88 cooperative sociali, 47 patronati e 33 onlus.
RISORSE TOTALI
I soldi che la Regione mette a disposizione del progetto in tutto sono 3,9 milioni, di cui 2,1 milioni a favore di associazioni ed enti del terzo settore, numero verde, interventi di assistenza e così via; e 1,8 milioni presso l’Inps per l’acquisto dei libretti famiglia.
UN PO’ DI NUMERI
Nel primo anno di attivazione del progetto (1 marzo 2016-28 febbraio 2017) al numero verde della Regione sono arrivate 25.058 telefonate. «Le visite a casa degli anziani in difficoltà sono state 6.625 e i buoni lavoro attivati 5.320, per un totale di 1.596.000 euro – dice Paola Morelli – Numeri importanti che dimostrano quanto elevata sia la domanda da parte degli anziani e delle loro famiglie». I risultati parziali del progetto 2017-2018 (il secondo in sperimentazione, che ora è in corso) invece parlano di 13.538 telefonate al numero verde, 3.923 visite domiciliari e 2.572 buoni lavoro attivati.
Attualmente è in corso il progetto Pronto Badante 2017-18, il numero verde è dunque funzionante e disponibile.
Per chi volesse approfondire, a questo link del sito della Regione Toscana è possibile trovare tutte le notizie, il bando per le associazioni del terzo settore e le delibere sul tema.
http://www.regione.toscana.it/-/pronto-badante-in-tutta-la-regione
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