Sicurezza
GARANTE DELLA PRIVACY
Messaggi registrati commerciali vietati per legge
ROMA. I messaggi telefonici registrati, a scopo commerciale, sono vietati. Sono vietati per legge. E già da cinque anni. Lo dice l’Autorità Garante della Privacy. E a conferma del quesito espresso da...
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ROMA. I messaggi telefonici registrati, a scopo commerciale, sono vietati. Sono vietati per legge. E già da cinque anni. Lo dice l’Autorità Garante della Privacy. E a conferma del quesito espresso da Il Tirreno, su sollecitazione di molti abbonati, l’Autorità ribadisce che solo dietro consenso esplicito dell’abbonato, un call center può effettuare una chiamata con un “disco” a un abbonato (su numero fisso) per fargli ascoltare un messaggio pubblicitario.
Per chi si fosse perso la legge del 2012 (il decreto legislativo 69) può trovare le modifiche nel Codice della Privacy all’articolo 130, quello che regolamenta proprio le “Comunicazioni indesiderate”. Già al comma 1, l’articolo 1 recita : «.... l'uso di sistemi automatizzati di chiamata o di comunicazione di chiamata senza l'intervento di un operatore per l'invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale è consentito con il consenso del contraente o utente». Insomma, i messaggi registrati con finalità commerciali dal 2012 si possono fare ascoltare solo a chi abbia autorizzato esplicitamente l’invio.
Diventa difficile pensare che un abbonato possa aver dato l’esplicito consenso (come nel caso dell’utente dell’Empolese) a una società che neppure si qualifica nel momento in cui chiama per sostenere la morosità (presunta) di un cliente. In ogni caso, è bene ricordare che anche contro questi messaggi ci si può opporre iscrivendosi al Registro delle Opposizioni. Con un limite, al momento, in assenza di una riforma: solo i titolari di un numero fisso e pubblicato in un elenco telefonico possono usufruire dello scudo contro i messaggi registrati (molesti). Chi ha un cellulare o un numero riservato è costretto a subirlo. Fino a nuove regole.
Per chi si fosse perso la legge del 2012 (il decreto legislativo 69) può trovare le modifiche nel Codice della Privacy all’articolo 130, quello che regolamenta proprio le “Comunicazioni indesiderate”. Già al comma 1, l’articolo 1 recita : «.... l'uso di sistemi automatizzati di chiamata o di comunicazione di chiamata senza l'intervento di un operatore per l'invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale è consentito con il consenso del contraente o utente». Insomma, i messaggi registrati con finalità commerciali dal 2012 si possono fare ascoltare solo a chi abbia autorizzato esplicitamente l’invio.
Diventa difficile pensare che un abbonato possa aver dato l’esplicito consenso (come nel caso dell’utente dell’Empolese) a una società che neppure si qualifica nel momento in cui chiama per sostenere la morosità (presunta) di un cliente. In ogni caso, è bene ricordare che anche contro questi messaggi ci si può opporre iscrivendosi al Registro delle Opposizioni. Con un limite, al momento, in assenza di una riforma: solo i titolari di un numero fisso e pubblicato in un elenco telefonico possono usufruire dello scudo contro i messaggi registrati (molesti). Chi ha un cellulare o un numero riservato è costretto a subirlo. Fino a nuove regole.
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