Il Tirreno

Toscana

Drogata e stuprata da uno spacciatore

di Matteo Leoni

Rifugiato somalo per intontirla le caccia la coca in bocca. Ma la ragazza lo riconosce in una piazza e lo fa arrestare

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FIRENZE. Quel volto non avrebbe mai potuto dimenticarlo. Rosa (nome di fantasia), ha riconosciuto il suo stupratore tra un gruppo di giovani che parlavano in piazza Indipendenza, a pochi passi dal centro storico. Si è fatta coraggio: col cuore che le batteva, la mano stretta forte a quella del suo ragazzo, si è sistemata la pesante sciarpa di lana sulla faccia, per non essere riconosciuta. E poi, passo dopo passo, si è avvicinata, fino a capire, con assoluta certezza, che era lui. Lei e il suo ragazzo si sono guardati negli occhi. È bastato un cenno di assenso e il fidanzato ha afferrato il cellulare e ha composto il 113. Così due sere fa, intorno alle 18, le volanti sono arrivate nella piazza. Il presunto violentatore è stato identificato e arrestato.

TI PORTO LONTANO

DAGLI SBIRRI

Per Ibrahim Ali Hanad, ventenne somalo, è scattato il fermo: il ragazzo è accusato di violenza sessuale. Tutto accade la sera di venerdì 24 novembre. Rosa, una studentessa 20enne, vuole comprare del fumo per sballarsi. Una bravata, ma la faccenda degenera. Avvicina il pusher in piazza Indipendenza. Mentre stanno per fare lo scambio droga-soldi, passa una volante della polizia. Il somalo forse aveva già pianificato tutto. Con la scusa di andare in un posto «meno frequentato dagli sbirri» porta la cliente in piazza della Libertà, una grande piazza circondata dai viali di circonvallazione e protetta dalle siepi. A quell'ora, intorno alle 11 di sera, non ci passa praticamente nessuno.

DROGATA PER FORZA

È qui che il giovane decide di farsi avanti rivelando le sue reali intenzioni. Rosa fao capire subito che non le sta bene, ma lo spacciatore non ascolta. Rosa si difende con tutte le forze, resiste alla violenza fino a che il pusher non riesce a costringerla con la forza a inalare della cocaina. A quel punto, stordita dalla droga, ormai in stato di alterazione, la ragazza non riesce più a difendersi: il giovane la violenta.

EVIDENTI SEGNI DI VIOLENZA

Alcune ore dopo la giovane si presenta in ospedale, dove viene attivato il “codice rosa”, uno speciale percorso protetto previsto per le vittime di violenza. Sul corpo della ragazza, infatti, sono evidenti i segni della violenza e della lotta. I medici che la visitano, infatti, riscontrano lividi ed escoriazioni, in particolare nella zona dell'inguine. Dell'episodio sono allertati i carabinieri, che avviano le indagini. Ma la ragazza riesce a rintracciare per prima l’aggressore.

CACCIA ALL’AGGRESSORE

Nota il malvivente, lo vede sorridere mentre parla con altri ragazzi, come se nulla fosse accaduto. Ha il sangue freddo di fermarsi, calarsi la sciarpa sul volto, verificare e restare ad aspettare l'arrivo della polizia. Quando è stato bloccato e perquisito il ventenne aveva addosso un grammo di hashish. Era senza documenti, ma le impronte digitali hanno permesso di identificarlo con certezza.

IN ITALIA

CON PERMESSO UMANITARIO

Venti anni, somalo, regolare in Italia, si era registrato il giorno prima in un albergo del centro. Risulta titolare di un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, una delle forme di permanenza legale in Italia, concesse per motivi umanitari. Il suo permesso tuttavia scadrà a breve e, qualora si arrivi a una condanna, appare molto improbabile il rinnovo. Anche per i precedenti. Solo nel 2017 si è reso protagonista di reati contro il patrimonio e contro la persona, tra cui rapina, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale. Poi ci sono i precedenti per reati legati a spaccio e detenzione di droga. Un piccolo malvivente specializzato in reati minori, fino a che la sera del 24 novembre non ha fatto il salto di qualità. Con lo stupro di Rosa. Che, però, lo ha fatto arrestare.



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