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Violenza in aumento tra le adolescenti ma punirle non basta

Violenza in aumento tra le adolescenti ma punirle non basta

LIVORNO. Nicola Artico, direttore dell’unità operativa di salute mentale dell’Asl che si occupa di infanzia e adolescenza nell’area di Livorno, avrebbe bisogno di parlare con la ragazzina che ha...

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LIVORNO. Nicola Artico, direttore dell’unità operativa di salute mentale dell’Asl che si occupa di infanzia e adolescenza nell’area di Livorno, avrebbe bisogno di parlare con la ragazzina che ha portato un coltello in classe «per capire che cosa voleva dimostrare». Ma ammette che il bullismo al femminile è in aumento.

Da quanto emerge la giovane stava pianificando un’aggressione alle compagne. Dove nasce una violenza simile?

«Il “bullismo” si basa su tre principi: intenzionalità, persistenza nel tempo, asimmetria nella relazione. Si può così intuire che, se esiste il fattore intenzionalità, questo implica anche la pianificazione. Noi siamo costruiti, sul piano psicologico ma anche neurobiologico, su due sistemi: le ricompense positive e negative. Il primo regola il nostro modo di produrre piacere, stima, affetto; il secondo regola invece l’evitamento del dolore, della paura e dell’ansia. Ma cosa sia, alla fine per il singolo, una ricompensa positiva e cosa una negativa, è determinato dalle condizioni in cui siamo cresciuti: esperienze significative e temperamento di base. In alcune condizioni o contesti relazionali sfortunati, si può essere spinti a usare la violenza per evitare dolore, come, e in questi casi la situazione è più grave, per produrre piacere o alzare l’autostima. Sono storie psicologiche che producono modi difettosi di far funzionare i sistemi di ricompensa».

C’è una deriva del bullismo anche tra le ragazzine?

«Di base la violenza fisica è un fenomeno molto colorato al maschile. Ma è possibile presumere che le occasioni per osservare e modellare i comportamenti in senso violento siano, anche grazie ai nuovi mezzi informatici, molto più frequenti per le ragazze di quando al massimo si poteva osservare una zuffa nel cortile. Vivere di immagini, immersi nei filmati, spesso ad alto tasso emozionale e violento, potrebbe aver favorito l’impulsività anche nelle ragazze».

La ragazzina è stata sospesa e denunciata. L’allontanamento dalla scuola può condizionare il suo sviluppo?

«Dipende da come la scuola e tutti gli attori adulti spiegheranno alla ragazza quello che è successo e perché. Sanzioni senza un pensiero sono inutili. Ma anche l’attenzione affettiva senza regole genera problemi. Si dovrebbe favorire l’emersione della valutazione dell’impatto di quello che si è fatto, di cosa gli altri hanno provato, di come sia importante la riparazione nei rapporti umani. E di come, per fortuna, sia possibile». (f. l.)



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