Il dolore
«Dirò che sei gay», ucciso
di Paolo Nencioni
Spedizione di 5 cinesi da Prato per fermare il ricatto sessuale: il corpo messo in valigia
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PRATO. C’è una valigia un po’ troppo pesante nella camera di un ventenne cinese, al sesto piano di un condominio di piazza Dante, proprio di fronte alla stazione ferroviaria di Modena. Davanti alla valigia la madre e il patrigno italiano che forse hanno intuito che cosa ci può essere dentro la valigia, ma non vogliono credere all’orrore fino a quando uno dei due si decide ad aprirla e vede quello che non vorrebbe vedere, il corpo senza vita di Hu Congliang, soffocato, raggomitolato in posizione fetale e pronto per essere portato via come un pacco, se l’assassino ne avesse avuto il tempo.
LA BANDA DEI 5 CINESI
Parte da questa terribile immagine di sabato pomeriggio l’indagine della polizia che tra domenica e ieri ha portato a quattro fermi di polizia giudiziaria a carico di adolescenti cinesi, due sedicenni e due diciassettenni, tutti residenti a Prato, accusati di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. All’appello manca un ventenne, anche lui cinese di Prato, che non si trova. Forse è proprio lui l’ispiratore di questo incubo.
IL RICATTO SESSUALE
Il procuratore capo di Modena, Lucia Musti, spiega che all’origine dell’omicidio ci sarebbe una sorta di ricatto sessuale. Uno degli aggressori avrebbe avuto una relazione omosessuale col ventenne di Modena ma voleva interromperla e Hu Congliang, nel tentativo di non perderlo, avrebbe minacciato di dire a tutti che era gay. Per questo sarebbe stata organizzata una spedizione che è finita con la morte del ventenne.Questo particolare i poliziotti della squadra mobile di Modena lo hanno saputo quasi subito.
LE TRACCE SUL CELLULARE
Intanto hanno preso il telefono cellulare della vittima e sono risaliti ai suoi ultimi contatti. Uno di questi è il primo sedicenne che è stato rintracciato a Prato con l’aiuto dei colleghi della Mobile pratese. Evidentemente il ragazzo ha parlato, ha spiegato il possibile movente e ha fatto i nomi degli altri quattro. Un diciassettenne è stato svegliato sabato notte nella casa dove vive coi genitori in via Zarini, un altro sono andati a prenderlo in un’abitazione di via Torcicoda a Iolo e il quarto, un sedicenne, l’hanno rintracciato per strada nel tardo pomeriggio di ieri. Ora, su disposizione del capo della Procura dei minori di Firenze, Antonio Sangermano, sono tutti all’Istituto penale minorenni di via degli Orti Oricellari. Tra oggi e domani saranno interrogati.
VENTENNE IN FUGA
All’appello manca il ventenne, l’unico ad avere la patente e potrebbe essersi allontanato in auto. A Modena invece i cinque erano andati in treno e quasi certamente col treno sono tornati.
LA TESTIMONIANZA
Sabato sera - racconta il confezionista datore di lavoro dei genitori del diciassettenne arrestato in via Zarini - c’è stata una telefonata. La madre del ragazzonon lo vedeva tornare e l’ha chiamato al telefono. Il ragazzo ha detto che non voleva rientrare e intorno alle 23 è stato rintracciato in via Pistoiese, il cuore della Chinatown pratese, era sul marciapiede e piangeva. Al confezionista non ha detto niente e forse nemmeno ai genitori. Quando sono andati a prenderlo all’una e venti di domenica notte non ha fatto una piega, si è vestito e ha seguito i poliziotti in Questura. Avrebbe solo detto che lui non era presente quando Hu Congliang è morto.
GLI SCONOSCIUTI IN CASA
Forse è quel ragazzo che il patrigno della vittima, l’avvocato modenese Andrea Giberti, dice di aver trovato in casa sabato pomeriggio, fuori dalla camera del figlio. In un dialogo surreale gli ha chiesto di insegnargli a parlare italiano. Il professionista stava lavorando in un’altra stanza e non si era accorto di nulla. Dopo aver mandato via il giovane intruso ha trovato la porta della camera del figlio chiusa e subito dopo si è trovato davanti altri quattro sconosciuti che gli hanno detto che Hu era sceso in strada. La situazione era evidentemente strana ed è diventata drammatica pochi minuti dopo, quando a casa è tornata anche la madre di Hu Congliang ed è stata scoperta la valigia.
OMICIDIO COI GENITORI IN CASA
I cinque cinesi di Prato hanno avuto il tempo di allontanarsi, ma avevano lasciato troppe tracce, nel telefonino della vittima e nelle telecamere del condominio e della strada. È un particolare questo che fa venire qualche dubbio sulle reali intenzioni del commando pratese. Possibile che abbiano deciso di commettere un omicidio nell’abitazione della vittima sapendo che nell’altra stanza c’era il patrigno e che quasi certamente sarebbero stati visti? L’esito tragico del pomeriggio modenese potrebbe essere qualcosa che è andato oltre le intenzioni iniziali, innescando un goffo tentativo di liberarsi del corpo.
IL CORPO OCCULTATO
Ma al momento bisogna stare ai fatti, che hanno indotto il sostituto procuratore Katia Marino a formulare l’accusa di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. Le responsabilità dei cinque indagati potrebbero essere diverse e solo nelle prossime ore avranno modo di chiarirsi. Di spiegare cioè se alla base di quanto accaduto c’è un terribile gioco andato oltre le intenzioni o un’omofobia che ti aspetteresti di trovare tra i primi cinesi arrivati in Italia, non nelle seconde o terze generazioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
LA BANDA DEI 5 CINESI
Parte da questa terribile immagine di sabato pomeriggio l’indagine della polizia che tra domenica e ieri ha portato a quattro fermi di polizia giudiziaria a carico di adolescenti cinesi, due sedicenni e due diciassettenni, tutti residenti a Prato, accusati di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. All’appello manca un ventenne, anche lui cinese di Prato, che non si trova. Forse è proprio lui l’ispiratore di questo incubo.
IL RICATTO SESSUALE
Il procuratore capo di Modena, Lucia Musti, spiega che all’origine dell’omicidio ci sarebbe una sorta di ricatto sessuale. Uno degli aggressori avrebbe avuto una relazione omosessuale col ventenne di Modena ma voleva interromperla e Hu Congliang, nel tentativo di non perderlo, avrebbe minacciato di dire a tutti che era gay. Per questo sarebbe stata organizzata una spedizione che è finita con la morte del ventenne.Questo particolare i poliziotti della squadra mobile di Modena lo hanno saputo quasi subito.
LE TRACCE SUL CELLULARE
Intanto hanno preso il telefono cellulare della vittima e sono risaliti ai suoi ultimi contatti. Uno di questi è il primo sedicenne che è stato rintracciato a Prato con l’aiuto dei colleghi della Mobile pratese. Evidentemente il ragazzo ha parlato, ha spiegato il possibile movente e ha fatto i nomi degli altri quattro. Un diciassettenne è stato svegliato sabato notte nella casa dove vive coi genitori in via Zarini, un altro sono andati a prenderlo in un’abitazione di via Torcicoda a Iolo e il quarto, un sedicenne, l’hanno rintracciato per strada nel tardo pomeriggio di ieri. Ora, su disposizione del capo della Procura dei minori di Firenze, Antonio Sangermano, sono tutti all’Istituto penale minorenni di via degli Orti Oricellari. Tra oggi e domani saranno interrogati.
VENTENNE IN FUGA
All’appello manca il ventenne, l’unico ad avere la patente e potrebbe essersi allontanato in auto. A Modena invece i cinque erano andati in treno e quasi certamente col treno sono tornati.
LA TESTIMONIANZA
Sabato sera - racconta il confezionista datore di lavoro dei genitori del diciassettenne arrestato in via Zarini - c’è stata una telefonata. La madre del ragazzonon lo vedeva tornare e l’ha chiamato al telefono. Il ragazzo ha detto che non voleva rientrare e intorno alle 23 è stato rintracciato in via Pistoiese, il cuore della Chinatown pratese, era sul marciapiede e piangeva. Al confezionista non ha detto niente e forse nemmeno ai genitori. Quando sono andati a prenderlo all’una e venti di domenica notte non ha fatto una piega, si è vestito e ha seguito i poliziotti in Questura. Avrebbe solo detto che lui non era presente quando Hu Congliang è morto.
GLI SCONOSCIUTI IN CASA
Forse è quel ragazzo che il patrigno della vittima, l’avvocato modenese Andrea Giberti, dice di aver trovato in casa sabato pomeriggio, fuori dalla camera del figlio. In un dialogo surreale gli ha chiesto di insegnargli a parlare italiano. Il professionista stava lavorando in un’altra stanza e non si era accorto di nulla. Dopo aver mandato via il giovane intruso ha trovato la porta della camera del figlio chiusa e subito dopo si è trovato davanti altri quattro sconosciuti che gli hanno detto che Hu era sceso in strada. La situazione era evidentemente strana ed è diventata drammatica pochi minuti dopo, quando a casa è tornata anche la madre di Hu Congliang ed è stata scoperta la valigia.
OMICIDIO COI GENITORI IN CASA
I cinque cinesi di Prato hanno avuto il tempo di allontanarsi, ma avevano lasciato troppe tracce, nel telefonino della vittima e nelle telecamere del condominio e della strada. È un particolare questo che fa venire qualche dubbio sulle reali intenzioni del commando pratese. Possibile che abbiano deciso di commettere un omicidio nell’abitazione della vittima sapendo che nell’altra stanza c’era il patrigno e che quasi certamente sarebbero stati visti? L’esito tragico del pomeriggio modenese potrebbe essere qualcosa che è andato oltre le intenzioni iniziali, innescando un goffo tentativo di liberarsi del corpo.
IL CORPO OCCULTATO
Ma al momento bisogna stare ai fatti, che hanno indotto il sostituto procuratore Katia Marino a formulare l’accusa di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. Le responsabilità dei cinque indagati potrebbero essere diverse e solo nelle prossime ore avranno modo di chiarirsi. Di spiegare cioè se alla base di quanto accaduto c’è un terribile gioco andato oltre le intenzioni o un’omofobia che ti aspetteresti di trovare tra i primi cinesi arrivati in Italia, non nelle seconde o terze generazioni.
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