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Pizza ai grilli, snack di larva: la rivoluzione è nel piatto

di Alessandro Bientinesi
Pizza ai grilli, snack di larva: la rivoluzione è nel piatto

Dal 1° gennaio il regolamento europeo autorizza il consumo alimentare di insetti. Una ristoratrice di Certaldo li mette nel menù. La grande distribuzione ci pensa

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CERTALDO. Segnate la data sul calendario, giusto per non rimanere sorpresi, per non dire disgustati, quando troverete uno scarabeo stercorario nel vostro antipasto toscano. C’è chi ci sta pensando seriamente. Sono madre e figlia che hanno un ristorante a Certaldo. E già servono il mezcal, il distillato dove si possono trovare larve e scorpioni. Le possibilità e gli abbinamenti, però, sono infiniti. Cavallette sulla pizza. O, vicino al pane casalingo, una bella confezione di farina di grillo. Anche nei banchi alimentari del supermercato vicino casa potrebbero presto comparire coleotteri, larve, termiti e scorpioni commestibili. E poi millepiedi, bachi da seta, vespe giganti e chi più ne ha più ne metta.

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L’EUROPA E I NOVEL FOOD. No, non è un futuro lontano. Già dal 1° gennaio la lista della spesa potrebbe cambiare. Entrerà, infatti, in vigore il regolamento Ue 2283 del 2015 sui “novel food” o nuovi alimenti. In un passaggio si spiega che «tali categorie includeranno gli insetti interi e le loro parti». E se siete tra la netta maggioranza che è disgustata solo all’idea di nutrirsi di insetti, sappiate che almeno 300mila toscani sarebbero disposti ad assaggiarli. Diffidenza, certo, ma quando 20 anni fa il sushi sbarcò nel primo ristorante a Roma tutti sorridevano sotto i baffi. «Non durerà un mese». E i clienti erano diffidenti. Basta entrare in un ristorante giapponese e contare i tavoli liberi per verificare che non è andata così.

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ANTIPASTO CON GLI INSETTI. Al ristorante Casa Gonzales di Certaldo Daniela Bazzani e sua figlia Valentina Pazzaglia servono già il mezcal. Un fermentato di succo di agave a base di larve o scorpioni. Ora, però, voglio sfruttare l’opportunità offerta dal regolamento europeo sugli insetti per uso alimentare umano. «Noi proponiamo un menù italiano e messicano e proprio in Messico si mangiano cavallette come snack», racconta Daniela, che ha vissuto tra Texas, Arizona, California, Florida e Nevada prima di tornare in Italia. «Credo – dice – che al di là della difficoltà culturale di accettare l’idea di mangiare insetti ed evitando di essere indicata come una ristoratrice che propone solo insetti nel menù, ci sia un grande mercato da scoprire e sul quale, non a caso, diverse multinazionali stanno lavorando».

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Per questo Daniela ha contattato pochi giorni fa l’azienda agricola Insetti Commestibili di Pordenone. «Intatto vorrei inserire nel menù alcuni antipasti agli insetti, poi in base all’accoglienza dei clienti allargare anche al resto delle pietanze – conferma Daniela –. Qualche fedelissimo ci scherza e mi chiede di essere avvertito quando introdurrò grilli e cavallette, per portare la suocera a mangiare». Al di là delle battute, molti ristoratori stanno pensando di buttarsi in questo nuovo mercato.

LARVE NEI SUPERMERCATI. E la grande distribuzione è pronta? In realtà no e in alcuni casi non ci pensa nemmeno. Anche perché l’Italia nel 1997 ha deciso di non dotarsi di leggi sull’allevamento di insetti per uso alimentari. «Non ci sarà mercato», si pensò all’epoca. Salvo essere smentiti dall’Ue e dalle statistiche, con il 47% degli italiani pronti a sfidare il ribrezzo.

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«Considerando le potenzialità siamo convinti che sia importante che sia stato avviato un ragionamento concreto sulle possibili applicazioni in campo alimentare – spiega Coop in una nota –. Naturalmente definendo regole e buone pratiche che evitino rischi sanitari. Nell’immediato, poi, l’utilizzo degli insetti potrà costituire una risposta concreta per l’alimentazione animale. Al momento stiamo seguendo con attenzione il tema e non si esclude nel futuro di commercializzare questo tipo di prodotti anche in relazione alle potenziali future richieste dei consumatori».

Coop già all’Expo portò in via sperimentale il novel food e in Svizzera vende da mesi barrette energetiche, hamburger e polpette a base di insetti. Esclude questa ipotesi, invece, Conad. «Riteniamo che oggi siano in vendita abbastanza prodotti in grado di soddisfare le esigenze di ogni consumatore – spiegano dall’azienda –. Abbiamo tante eccellenze di cui parlare e da vendere prima di occuparci di quella che al momento è solo una tendenza chiamata, per di più, a confrontarsi anche con la nostra cultura, alimentare ma non solo». Mentre Esselunga fa sapere di valutare il da farsi.


 

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