Attenzione
Un'assassinata ogni 40 giorni
Nell'ultimo anno in tremila si sono presentate ai centri anti-violenza
FIRENZE Il ritmo è stato di 8 donne al giorno. Una media alta. La più alta da quando è iniziata la rilevazione della violenza contro le donne in Toscana. Fra l’estate del 2016 e l’estate del 2017, ai centri anti-violenza si sono presentate 3mila vittime in cerca di aiuto. Il 22,5% in più rispetto all’anno precedente. Mai così tante. E mai così consapevoli, visto che fra di loro ci sono anche molte donne (soprattutto italiane) «con un livello di istruzione medio-alto, occupate e che subiscono violenza fuori dalle mura domestiche, dall’ex partner o dal compagno non convivente». Nell’83% la violenza è responsabilità del partner o dell’ex.
LA VIOLENZA NON CALA
Il IX Rapporto sulla violenza di genere in Toscana racconta di una regione nella quale in dieci anni sono state uccise 101 donne: 13 l’anno scorso, il secondo per numero di morte nel decennio. Si legge nel rapporto: «La diminuzione dei femmicidi rilevata nel corso del 2015 non ha rappresentato un’inversione di tendenza». In Toscana, si uccide una donna ogni 40 giorni: la maggior parte tra Firenze, Pisa e Lucca.
L’ASSALTO AL CODICE ROSA Che il fenomeno della violenza non tenda a calare lo dimostrano anche gli accessi al Codice rosa, il percorso di assistenza protetta per le vittime creato proprio in Toscana.Fra l’estate del 2016 e quella del 2017, le donne seguite dal Codice rosa sono state 2.577, il 6,7% in più rispetto all’annualità precedente. E dal2013 le assistite sono diventate 10.219 In crescita è anche il numero di ragazze giovanissime che si sono rivolte ai centri anti-violenza (23 nel 2016). Il dato viene letto non solo in modo negativo: è considerato il segnale di una maggiore consapevolezza della violenza subita e dei risultati della formazione e informazione nelle scuole. Aumenta anche il numero degli uomini maltrattanti (89) che nell’ultimo anno ha avviato un percorso di recupero: ma un terzo almeno abbandona prima della fine.
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POCHE DENUNCE Tuttavia resta ancora molto alta la percentuale delle donne che non presentano denuncia. Rispetto a chi ha risposto al quesito specifico, risulta che in Toscana 10.438 donne (fra il 2010 e il 2017) non hanno denunciato chi ha agito violenza nei loro confronti, il 69,8%. Nell’ultimo anno la percentuale non è molto cambiata: siamo al 68,7% (circa 1 punto in meno). Invece è rimasta invariata (nell’ultimo anno rispetto al settennato) la percentuale - 2,2% - delle donne che hanno ritirato la denuncia. Si tratta di un fenomeno più che comprensibile se si considera che la maggior parte della violenza si consuma in ambito domestico o relazionale.
LA VIOLENZA DEL PARTNER «Negli ultimi due anni - si legge nel rapporto - si assiste a una leggera diminuzione percentuale di donne che si rivolgono ai Centri per una violenza subita dall’uomo con cui convivono, mentre aumenta quella di coloro che raccontano violenze subite dall’ex o da un partner con cui non dividono lo stesso tetto. Lo stalking è una forma di violenza perpetrata soprattutto dall’uomo con cui si è conclusa, o si sta concludendo, una relazione, ed è più diffusa tra le italiane. Nell’ultimo anno sono in aumento le donne che raccontano episodi di violenza avvenuti fuori dalle mura di casa (ex partner o partner non convivente). Questo avviene sia tra le italiane che tra le straniere». Anche in questo caso le cifre descrivono il fenomeno: quasi raddoppiata (da 3,8 a 6,3%) la violenza da parte del partner non convivente. In crescita pure quella dell’ex coniuge. Questo complica l’applicazione di misure cautelari: resta solo il divieto di avvicinamento (impossibile l’allontanamento da casa). E, per come è formulata oggi la legge, è impossibile chiedere il braccialetto elettronico anti-violenti. Perché non è applicabile a chi è sottoposto a divieto di avvicinamento. (il.bo.)
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