Il Tirreno

Toscana

Se l’estrema destra vince nelle scuole

di Samuele Bartolini
Se l’estrema destra vince nelle scuole

Dopo Prato e Pistoia anche a Firenze Casaggì conquista la Consulta studentesca

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FIRENZE. Una formazione di estrema destra ha vinto per la prima volta le elezioni studentesche in provincia di Firenze. Il movimento Casaggì incassa 18mila voti e porta in Consulta 32 eletti su 58. Evidentemente la fiamma tricolore nel simbolo e il richiamo ad Azione Studentesca attraggono. La vittoria tra gli studenti fiorentini segue quella di Prato e Pistoia.

Un altro segnale di come l’estrema destra riesca ad aprirsi varchi anche in Toscana. Nelle elezioni comunali della scorsa primavera, a Lucca Casapound è arrivata al 7,8 per cento, a Pistoia è stato eletto un sindaco di Fratelli d’Italia. Adesso, l’affermazione tra gli studenti, persino nella Firenze medaglia d’oro della Resistenza. E non c’è vergogna nel manifestare il proprio credo. È il responsabile fiorentino di Azione Studentesca, Dario Bordoni, a dirlo chiaro e tondo: «Il fascismo? Noi la vediamo come un’esperienza da non rinnegare». Passa in secondo piano che la Repubblica italiana sia nata dalla Resistenza, che la Costituzione abbia come fondamento il rifiuto del fascismo. «Noi il 25 aprile andiamo al cimitero di Trespiano a commemorare i repubblichini di Salò. Loro non sono stati il male assoluto», insiste Bordoni.

Il programma di Casaggì è elementare: via l’amianto dagli istituti Da Vinci e Chini, sì con riserva all’alternanza scuola-lavoro, sì alle giornate di sport. Ma chi la pensa diversamente sui riferimenti ideali? Secondo il coordinatore della Rete degli studenti medi Gabriele Minelli il cambiamento di clima nelle scuole è testimoniato anche da diversi episodi di violenza «verbale e anche fisica». «All’istituto Russell Newton – spiega – una ragazza è stata costretta a cambiare scuola perché lesbica. Ci sono state minacce a studenti di origini senegalesi. Sui social vengono pubblicati video del 25 aprile pieni di commenti offensivi».

Atti di violenza che Casaggì – ribatte Bordoni – rifiuta come motore di azione politica. Eppure gli inviti dalla pagina Facebook a cene sociali e conferenze che prendono il titolo da vecchi slogan nazisti tipo “Sangue e Suolo, quale futuro tra Ius Soli, invasione migratoria, eliminazione etnica”, non promettono nulla di buono. Così il neo-presidente di Anpi Firenze Luigi Remaschi prova a rimettere tutto sui binari della ragionevolezza. «Il fascismo è tornato, non c’è dubbio, ma ora ha una connotazione sociale. Aiuta le famiglie italiane coi pacchi alimentari e riempie un vuoto che ha lasciato la sinistra che non c’è più. Fa presa sui giovani che non conoscono cosa è stato davvero il fascismo, giovani imbevuti di una cultura totalitaria dell’individualismo. Cosa dico ai ragazzi per fargli cambiare idea? Vadano a Marzabotto, leggano cosa è stata la Shoah, parlino con Giuseppina Cavicchi, la sorella di Aronne, impiccato a 15 anni a Pian d’Albero. Allora mi auguro che cambino idea».

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