Sicurezza
Guerra dei rifiuti, il Pd rinvia la resa dei conti
di Donatella Francesconi
Lo scontro interno ai dem ma la direzione del partito non entra «nei dettagli» Il sindaco di Pisa difende la strada del socio privato. Viareggio insiste sul no
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LIVORNO. La questione del futuro di Reti Ambiente, società destinata a diventare gestore unico del servizio rifiuti dell’intera costa toscana rischia di essere benzina sul fuoco del “barbecue” con molta carne al fuoco che il Partito democratico regionale (come quello nazionale) ha inevitabilmente accesso in vista delle elezioni nazionali. Ieri era convocata la segreteria regionale del partito e alla domanda del “Tirreno” se stia stata affrontata la questione sollevata dai 17 sindaci, tutti Pd, della frenata sulla privatizzazione di Reti Ambiente (al 45%), il segretario regionale Dario Parrini risponde: «Non nel dettaglio perché l’argomento di oggi era la conferenza programmatica».
La questione, al termine della settimana che si è aperta con il documento dei 17 sindaci Pd, è ora se e quando sarà convocata una nuova assemblea di Ato. Dove i “ribelli” potranno giocarsi per intero la partita, come da “sfida” lanciata loro dal presidente della Regione, Enrico Rossi. Alla domanda se ritenga o meno che i tempi possano essere brevi, o se non sia meglio far “posare” il dibatto in corso, Parrini tira il freno: «Non voglio aggiungere altre dichiarazioni a quelle già fatte. Per ora bastano quelle».
A dover convocare l’assemblea di Ato è il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, strenuo difensore dell’ipotesi socio privato per Reti Ambiente. Il quale, in un intervento ospitato ieri dal “Corriere fiorentino”, dichiara: «Qualcuno parla di privatizzazione. È una baggianata, una “fake news” che usa chi sa solo distruggere». Si tratta, è la tesi di Filippeschi e del fronte del sì all’ingresso fin da subito del socio privato nella compagine societaria di Reti Ambiente, di assicurare alla società «maggiore efficienza ed investimenti».
Argomentazione che il fronte del no contesta, per dirla con le parole di Luca Menesini, sindaco di Capannori, a partire dalla considerazione «che gli investimenti previsti sono passati da 220 milioni a 50/70 milioni» e la società che capitalizza venti milioni con un capitale iniziale di 120.000 euro «è bancabile».
Con i 17 sindaci Pd si schiera il primo cittadino di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, che rivendica di aver lanciato il dibattito ed alza il tiro proprio sul suo ex partito: «Bisogna uscire dai meccanismi delle segrete stanze dei partiti, e di uno in particolare. La politica Pd di gestione dei rifiuti è deflagrata». La risposta di Antonio Mazzeo, vice segretario regionale, in un’intervista a “50news Versilia” molto dice sul clima che si respira intorno alla partita: «Il sindaco di Viareggio in questi mesi ci ha detto che andava bene il socio privato, poi ci ha detto di una gestione solo pubblica. Il chiarimento noi dobbiamo farlo con i nostri sindaci: Del Ghingaro deve farlo anche con se stesso».
La questione, al termine della settimana che si è aperta con il documento dei 17 sindaci Pd, è ora se e quando sarà convocata una nuova assemblea di Ato. Dove i “ribelli” potranno giocarsi per intero la partita, come da “sfida” lanciata loro dal presidente della Regione, Enrico Rossi. Alla domanda se ritenga o meno che i tempi possano essere brevi, o se non sia meglio far “posare” il dibatto in corso, Parrini tira il freno: «Non voglio aggiungere altre dichiarazioni a quelle già fatte. Per ora bastano quelle».
A dover convocare l’assemblea di Ato è il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, strenuo difensore dell’ipotesi socio privato per Reti Ambiente. Il quale, in un intervento ospitato ieri dal “Corriere fiorentino”, dichiara: «Qualcuno parla di privatizzazione. È una baggianata, una “fake news” che usa chi sa solo distruggere». Si tratta, è la tesi di Filippeschi e del fronte del sì all’ingresso fin da subito del socio privato nella compagine societaria di Reti Ambiente, di assicurare alla società «maggiore efficienza ed investimenti».
Argomentazione che il fronte del no contesta, per dirla con le parole di Luca Menesini, sindaco di Capannori, a partire dalla considerazione «che gli investimenti previsti sono passati da 220 milioni a 50/70 milioni» e la società che capitalizza venti milioni con un capitale iniziale di 120.000 euro «è bancabile».
Con i 17 sindaci Pd si schiera il primo cittadino di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, che rivendica di aver lanciato il dibattito ed alza il tiro proprio sul suo ex partito: «Bisogna uscire dai meccanismi delle segrete stanze dei partiti, e di uno in particolare. La politica Pd di gestione dei rifiuti è deflagrata». La risposta di Antonio Mazzeo, vice segretario regionale, in un’intervista a “50news Versilia” molto dice sul clima che si respira intorno alla partita: «Il sindaco di Viareggio in questi mesi ci ha detto che andava bene il socio privato, poi ci ha detto di una gestione solo pubblica. Il chiarimento noi dobbiamo farlo con i nostri sindaci: Del Ghingaro deve farlo anche con se stesso».
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