Il Tirreno

Toscana

Telefonate moleste corsa contro il tempo per varare lo scudo

di Ilaria Bonuccelli
Telefonate moleste corsa contro il tempo per varare lo scudo

Passo avanti in commissione per la legge che tutela i cittadini Dopo il voto definitivo della Camera il testo tornerà al Senato

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ROMA. Via libera in commissione alla Camera alla legge contro il telemarketing aggressivo. Le commissioni Attività produttive e Comunicazione licenziano la riforma del Registro delle Opposizioni. E stabiliscono che, anche in Italia, tutti gli abbonati hanno il diritto di opporsi alle chiamate commerciali indesiderate. Lo scudo contro le molestie telefoniche, quindi, si estende (sulla carta) a 117 milioni di numerazioni assegnate, oltre 90 milioni delle quali di cellulari.

Il percorso, però, non è ancora finito. E la possibilità che la legge inciampi in qualche imboscata prima della fine della legislatura esiste ancora. Ieri, infatti, la riforma è stata solo licenziata dalle commissioni, ma non approvata dalla Camera. I relatori del disegno di legge a Montecitorio – Lorenzo Basso (Partito democratico) per la commissione Comunicazione e Michele Mugnato (Mdp) per la commissione Attività produttive – hanno ora il compito di riferire in Aula. Nel frattempo, però, è iniziata la raccolta di firme fra i membri delle due commissioni per chiedere al Governo e alla presidenza della Camera l’autorizzazione a votare la legge in “sede legislativa”: in altre parole a votare la riforma in commissione senza passare dall’aula, con iter veloce.

Per ottenere l’autorizzazione occorrono i quattro quinti delle firme dei membri delle due commissioni assegnatarie della legge (e su questo non ci dovrebbe essere problema). Poi, però, occorre che quando la proposta viene annunciata alla Camera, in aula non si alzi neppure un deputato a esprimere parere contrario. E anche su questo sembra esserci un accordo fra tutte le parti. Così avrebbe assicurato anche l’onorevole Deborah Bergamini (Forza Italia), vicepresidente della commissione Comunicazione alla Camera subito dopo che il disegno di legge è stato licenziato.

Neppure il voto alla Camera, comunque, basterà a rendere definitiva la riforma. Infatti la legge (se passerà a Montecitorio) dovrà tornare a Palazzo Madama, dove è stata votata in via definitiva il 2 agosto 2017. Infatti in commissione alla Camera il testo è stato modificato, proprio per trovare un accordo con tutte le forze politiche. Fra le modifiche introdotte – rispetto al testo approvato al Senato – ci sono: 1) l’introduzione di due prefissi distinti prima del numero utilizzato dai call center per distinguere le chiamate commerciali da quelle a scopo statistico; 2) l’introduzione di numeri “richiamanti” – come previsto dal regolamento europeo che entrerà in vigore da maggio 2018 – per consentire agli utenti di ricercare i call center, se interessati alle proposte commerciali; 3) la revisione dei sistemi di cancellazione dei consensi pregressi all’utilizzo dei numeri telefonici per chiamate commerciali al momento dell’iscrizione nel Registro delle Opposizioni. Inoltre, la Camera dei deputati ha anche acconsentito ad ampliare fino a 90 giorni la possibilità di emanare i decreti attuativi della nuova riforma.

Quindi, in sostanza mancano ancora le due votazioni, possibilmente in commissione, invece che in Aula. Secondo Mugnato «entro l’inizio di dicembre, il testo dovrebbe essere approvato alla Camera». Il Senato dovrebbe votare altrettanto velocemente, se confermerà l’iter celere in commissione. Utopia? In realtà no. Basta vedere quanto presto ha fatto il Parlamento ad approvare la norma per cancellare la fatturazione ogni 28 giorni da parte delle compagnie telefoniche. Con la stessa volontà può cancellare anche il telemarketing selvaggio. Se non lo fa, quindi, è perché non vuole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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