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Cascina finisce sul Financial Times

Cascina finisce sul Financial Times

Sul giornale inglese il caso dell’ex roccaforte rossa diventata leghista

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CASCINA. Chi l’avrebbe mai detto? Cascina finisce sul “Financial Times”. Il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito, già “bestia nera” di Silvio Berlusconi, dedica un ampio servizio all’ex roccaforte della sinistra che nel 2016 è finita nelle mani della Lega per 101 voti. Il titolo si può tradurre così: “Lo spettro dell’immigrazione innesca una svolta dell’Italia a destra”. Secondo Ft, Cascina, circa 45mila abitanti, è un campione significativo per un’analisi del nostro Paese a pochi mesi dalle elezioni politiche. L’articolo, con interviste a cascinesi, presenta anche dati locali e nazionali sui flussi migratori. James Politi, autore del servizio, realizza la prima intervista al mercato di Navacchio. Il giudizio degli ambulanti, considerati tra i sostenitori del cambiamento, è sintetico e considera l’immigrazione la prima causa del cambio di rotta. Il grafico dello Eurobarometer conferma l’idea: nel 2012 solo il 3% degli italiani considerava l’immigrazione come il maggior problema del Paese, mentre la quota è passata al 36% a maggio del 2017. L’analisi si estende poi all’Italia intera, segnalando la crescita dall’estrema destra in diverse elezioni amministrative.

Spazio anche al giudizio della sindaca di Cascina, la leghista Susanna Ceccardi: «Non credo che le nostre posizioni siano discriminatorie. Al contrario, credo che regolare l’immigrazione sia una posizione moderata. Dobbiamo porre un limite. Dobbiamo indicare il punto di equilibrio in cui le persone possono vivere insieme in maniera civile».

Politi fa parlare anche la segretaria uscente del Pd, Cristina Conti, il presidente Anpi, Franco Tagliaboschi, il parroco di San Lorenzo alle Corti, Elvis Ragusa, e diversi abitanti.

Le ultime righe dell’articolo danno voce a Ivan Houston, afroamericano, ex soldato che, oltre 70 anni fa, fu tra i liberatori di Cascina. Il veterano, 92enne, che vive in California, si dice dispiaciuto nel sentire che l’intolleranza è tornata a Cascina dopo così tanto tempo.

«I soldati di colore trattavano gli italiani molto bene – dice Houston – Molti dei nostri ragazzi provenivano dal profondo sud, lavoravano nei campi come gli italiani. Vedevano che lo stato in cui erano non era poi così diverso da quello da cui provenivano». (r. p.)


 

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