La manifestazione
Comandante scomparso dalla portacontainer: "Lo hanno ucciso"
Arrestati due dell'equipaggio: sono accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Di Yurii Kharytonov non c'erano tracce da 19 giorni, mentre la nave era in navigazione
GENOVA. La svolta nel mistero della portacontainer sotto sequestro da diciannove giorni con 22 membri dell’equipaggio nel porto di Pra’ è arrivata all’improvviso. Mentre gli avvocati Ruggero Navarra e Fulvia Nari stavano incontrando i loro assistiti Dmytro Savinykh, 44 anni, e Oleksandr Maltsev di 43, rispettivamente primo e terzo ufficiale di macchina, da sabato mattina indagati. Gli agenti della Mobile insieme ai colleghi della polizia marittima in mano avevano un decreto di fermo, firmato dal sostituto procuratore Marcello Maresca. La conferma dei sospetti, come riporta Il Secolo XIX, è arrivata martedì 7.
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Gli esperti della Scientifica all’interno della portacontainer hanno trovato tracce di sangue che l'acido non è riuscito a cancellare. Appartengono a Yurii Kharytonov, il comandante della Msc Giannina scomparso in navigazione tra Gioia Tauro e Genova - esattamente mentre la nave era in navigazione tra l'Elba e la Corsica - dopo una lite tra il 19 e il 20 ottobre. La conferma arriva dall'analisi della polvere, una lunga scia, rimasta sul ponte vicino alla sala macchine. I due membri dell'equipaggio sono in carcere a Marassi con due accuse pesantissime: omicidio volontario e occultamento di cadavere.
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