Attenzione
Banche, incontro tra Renzi e Casini a Firenze
Venti minuti di colloquio e poi il silenzio dell'ex premier. Casini invece rilascia dichiarazioni: "Tra Banca d'Italia e Consob un confronto si impone. Abbiamo registrato incongruenze e visioni diverse"
FIRENZE. “Devo andare a fare la spesa”. Non una parola di più esce dalla bocca di Matteo Renzi. L’incontro con Pierferdinando Casini si è appena concluso. Circa 20 minuti a porte chiuse, nella sede della presidenza del consiglio regionale, in via Cavour, pieno centro di Firenze. Il segretario del Pd e il presidente della commissione di inchiesta sulle banche. In Toscana un argomento che fa molto male: Etruria, Mps, ma anche le Venete, con le ferite lasciate a Prato.
Le 13 di sabato 4 novembre sono passate da poco. Renzi non rilascia commenti. Casini, invece, parla. Soprattutto dopo le audizioni “separate” in commissione di inchiesta fra i vertici dei principali organismi di controllo delle banche e della Borsa: “Tra Banca d'Italia e Consob un confronto si impone. Abbiamo registrato incongruenze e visioni diverse – ammette il presidente della commissione Bicamerale di inchiesta – e credo sia nell'interesse di tutti arrivare alla verità con un accertamento preciso del quadro delle responsabilità”. Giovedì 9 novembre è già prevista un’audizione congiunta fra i vertici di Bankitalia e Consob. Per l’esattezza – precisa il senatore Casini – la commissione Banche ascolterà in maniera congiunta il capo del Dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria di Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo, e il direttore generale della Consob, Angelo Apponi, per “approfondire i rapporti tra le due istituzioni in riferimento alle banche venete”. Anche se non è l’unica questione che la commissione dovrà chiarire.
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