Il Tirreno

Toscana

Fusione tra Comuni il sì vince all’Elba

di Stefano Taglione
Fusione tra Comuni il sì vince all’Elba

Referendum, nasce sull’isola il nuovo municipio di Rio In Garfagnana salta l’accordo; invece Laterina va con Pergine

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FIRENZE. Sì alla fusione dei Comuni: ma solo all’Elba (Rio Marina con Rio nell’Elba) e nell’Aretino, a Pergine Valdarno e Laterina, dove risiede la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi. Niente da fare invece in Garfagnana, dove i residenti di Fosciandora hanno detto no alla fusione con Pieve Fosciana e San Romano, nei quali al referendum di domenica scorsa, però, aveva prevalso il Sì. Stesso esito nel Casentino, dove all’unione con Bibbiena, Castel Focognano e Ortignano Reggiolo (in cui ha vinto il Sì) si sono rivelati decisivi i No di Chitignano e Chiusi della Verna.

LE “DUE RIO” VERSO LA FUSIONE

A Rio Marina e Rio nell’Elba hanno votato 1.251 persone (il 43,93% degli aventi diritto): 464 (il 45,49%) nel Comune montano – che registra il 58,13% di Sì – e 787 residenti (il 41,55%) sul mare, con il 61,21% di Sì. Dal primo gennaio, quindi, le due amministrazioni saranno con ogni probabilità commissariate fino alle prime tornate utili. Ma servirà prima l’ok del Consiglio regionale. Idem per Laterina e Pergine Valdarno, dove l’affluenza è stata in entrambi i Comuni superiore al 50%, ma a Pergine il Sì ha vinto veramente di poco: 50,6%, con 19 voti di scarto sul No; quanto basta per procedere all’accorpamento.

GARFAGNANA DIVISA

Niente da fare invece in Garfagnana, dove Fosciandora si è opposta alla fusione con Pieve Fosciana e San Romano, i cui residenti invece erano favorevoli all’accorpamento. A Fosciandora il No ha vinto con il 55% (153 votanti su 283, su un totale di aventi diritto pari a 590 residenti), mentre il Sì ha prevalso di misura a Pieve Fosciana (50,78%) e in modo più netto a San Romano, con il 57,15%. Nel complesso, nei tre Comuni montani, ha numericamente prevalso il Sì alla fusione con il 52,15% di voti, ma con il No di Fosciandora il Consiglio regionale non proseguirà l’iter di fusione. Finisce qui.

I COSTI DEL REFERENDUM

Circa 80mila euro. È quanto è costato il referendum alla Regione. Secondo le cifre fornite da Firenze, cinquemila euro è stato il prezzo del materiale elettorale, frutto di una gara pubblica, mentre 75mila euro sono invece i rimborsi che, in base ai 28.314 aventi diritto al voto, la Regione darà ai Comuni andati alle urne.

SODDISFATTO L’ASSESSORE

«Si tratta di un risultato – sottolinea l’assessore regionale ai Rapporti con gli enti locali, Vittorio Bugli – che ha messo in evidenza una buonissima partecipazione dei cittadini, che ha avuto i suoi picchi a Pergine e Ortignano, dove ha votato circa il 60% degli aventi diritto. «Un risultato positivo che ci rafforza nella consapevolezza che le fusioni siano un elemento cardine di un’operazione vasta e necessaria di riorganizzazione amministrativa», commenta il Pd toscano in una nota. Soddisfatti, ma per il No del Casentino, sia la Lega nord che il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Stefano Mugnai.

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