Attenzione
Oltre 400mila stranieri residenti
di Stefano Taglione
Un abitante su 10 viene dall’estero. Nel 2016 sono cresciuti di oltre 4.151 persone: molti sono neonati
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FIRENZE. Sono uno su dieci e per la prima volta hanno superato quota 400.000 residenti. Ma non c’è alcun flusso migratorio. Gli immigrati, in Toscana, aumentano perché sono le coppie straniere a fare più figli. È un dato storico: nell’ex Granducato, nel 2016, sono cresciuti dell’1% (4.151 persone), ma 5.494 (più della crescita in sé) sono neonati che potranno scegliere di diventare italiani solo a 18 anni. Un risultato che si ottiene sottraendo le cancellazioni dall’anagrafe (49.144, ma 14.383 sono persone che hanno ottenuto la cittadinanza italiana), dalle iscrizioni (53.295).
I NUMERI
Lo dicono i dati dell’ultimo rapporto sull’immigrazione del Centro studi e ricerche Idos, presentato ieri a Roma. In Toscana, nel 2015, gli stranieri erano 396.219. E l’anno scorso sono saliti a 400.370 su 3.742.437 residenti (il 10,7%). Le comunità più numerose sono quelle rumene (84.417), albanesi (63.932) e cinesi (49.533) e più della metà vive nelle province di Firenze (129.740), Prato (42.321) e Pisa (41.241). Se li rapportiamo ai residenti, invece, si scopre che la loro incidenza è inferiore a Massa Carrara (7,1%), in Lucchesia (7,8%) e in provincia di Livorno (8%). È toscana anche la città-capoluogo più multietnica d’Italia: Prato, con il 18,91% di cittadini nati all’estero, mentre Montieri (con il 30,3%) è in testa ai Comuni della nostra regione.
IMMIGRAZIONE “DOMESTICA”
I flussi migratori, però, hanno un apporto minimale: l’aumento c’è perché le famiglie straniere fanno più figli. I richiedenti asilo, infatti, sono pochi per influire sui registri anagrafici, anche se i residenti originari del Gambia, nel 2016, sono triplicati (da 221 a 800) e i maliani più che raddoppiati (da 309 a 758). «Il 38% degli immigrati ha meno di 29 anni e gli stranieri fanno più figli di noi – conferma l’assessore regionale all’immigrazione, Vittorio Bugli – Ci danno una spinta verso il futuro, assicurando le politiche di welfare». «Solo formalmente io li definirei stranieri – commenta il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, responsabile immigrazione del Pd – perché frequentano le scuole toscane, i parchi. Sono italiani ed è questa la sfida dello Ius soli».
MOLTI IMPRENDITORI
Fra i 400mila stranieri, ben 53.578 sono titolari di impresa. Lo dicono i dati delle Camere di Commercio. Sono il 12,9% fra tutti gli imprenditori toscani, più della media italiana, ferma al 9,4%. Un terzo lavora nel Fiorentino, solo il 4,1% in Maremma. Secondo i dati Inail, inoltre, sono almeno 245.998 i cittadini nati all’estero che, almeno per un giorno, hanno lavorato nella nostra regione. Il 58,9% di loro sono uomini e il 41,1% donne.
DOVE VANNO I TOSCANI?
In Toscana, la popolazione, è comunque in calo: al primo gennaio 2016 si contavano 3.744.398 residenti, mentre a San Silvestro 3.742.437. Oltre al saldo naturale negativo di 15.561 persone (26.916 nati a fronte di 42.477 morti), nel 2016 sono stati 10.181 i toscani emigrati all’estero, di cui 1.617 nel Regno Unito, 1.085 in Brasile e 845 in Germania. Nel complesso, però, il primo Paese con i “nostri” residenti è l’Argentina (21.270 toscani). Ma questo è un numero che, ormai, affonda nella storia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I NUMERI
Lo dicono i dati dell’ultimo rapporto sull’immigrazione del Centro studi e ricerche Idos, presentato ieri a Roma. In Toscana, nel 2015, gli stranieri erano 396.219. E l’anno scorso sono saliti a 400.370 su 3.742.437 residenti (il 10,7%). Le comunità più numerose sono quelle rumene (84.417), albanesi (63.932) e cinesi (49.533) e più della metà vive nelle province di Firenze (129.740), Prato (42.321) e Pisa (41.241). Se li rapportiamo ai residenti, invece, si scopre che la loro incidenza è inferiore a Massa Carrara (7,1%), in Lucchesia (7,8%) e in provincia di Livorno (8%). È toscana anche la città-capoluogo più multietnica d’Italia: Prato, con il 18,91% di cittadini nati all’estero, mentre Montieri (con il 30,3%) è in testa ai Comuni della nostra regione.
IMMIGRAZIONE “DOMESTICA”
I flussi migratori, però, hanno un apporto minimale: l’aumento c’è perché le famiglie straniere fanno più figli. I richiedenti asilo, infatti, sono pochi per influire sui registri anagrafici, anche se i residenti originari del Gambia, nel 2016, sono triplicati (da 221 a 800) e i maliani più che raddoppiati (da 309 a 758). «Il 38% degli immigrati ha meno di 29 anni e gli stranieri fanno più figli di noi – conferma l’assessore regionale all’immigrazione, Vittorio Bugli – Ci danno una spinta verso il futuro, assicurando le politiche di welfare». «Solo formalmente io li definirei stranieri – commenta il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, responsabile immigrazione del Pd – perché frequentano le scuole toscane, i parchi. Sono italiani ed è questa la sfida dello Ius soli».
MOLTI IMPRENDITORI
Fra i 400mila stranieri, ben 53.578 sono titolari di impresa. Lo dicono i dati delle Camere di Commercio. Sono il 12,9% fra tutti gli imprenditori toscani, più della media italiana, ferma al 9,4%. Un terzo lavora nel Fiorentino, solo il 4,1% in Maremma. Secondo i dati Inail, inoltre, sono almeno 245.998 i cittadini nati all’estero che, almeno per un giorno, hanno lavorato nella nostra regione. Il 58,9% di loro sono uomini e il 41,1% donne.
DOVE VANNO I TOSCANI?
In Toscana, la popolazione, è comunque in calo: al primo gennaio 2016 si contavano 3.744.398 residenti, mentre a San Silvestro 3.742.437. Oltre al saldo naturale negativo di 15.561 persone (26.916 nati a fronte di 42.477 morti), nel 2016 sono stati 10.181 i toscani emigrati all’estero, di cui 1.617 nel Regno Unito, 1.085 in Brasile e 845 in Germania. Nel complesso, però, il primo Paese con i “nostri” residenti è l’Argentina (21.270 toscani). Ma questo è un numero che, ormai, affonda nella storia.
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