Il Tirreno

Toscana

Cinque milioni di italiani all’estero

di Tecla Biancolatte
Cinque milioni di italiani all’estero

Lo dice il Dossier Idos. E un terzo di chi abita nel nostro Paese vuole andarsene

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di Tecla Biancolatte
ROMA. Il flusso migratorio in Italia è un rubinetto che non si può chiudere. Scorre inarrestabile. Da una parte c’è la moltitudine che espatria, quei 5.359.000 di italiani che abitano all’estero e che potrebbero essere presto raggiunti da molti altri: secondo una indagine di Gallup, un terzo di chi risiede nel nostro Paese vorrebbe andarsene. Dall’altra ci sono i tanti stranieri che arrivano e che mettono radici: 5.047.028. Nel nostro Paese oltre il 9% delle imprese sono gestite da un immigrato e il 25% dei contratti di lavoro nel 2016 sono stati stipulati con una persona nata all’estero. Gli immigrati sono l’8% della popolazione, influiscono sulle nascite per un sesto e portano alle nostre casse oltre due miliardi l’anno. Tutti dati che arrivano dal Dossier immigrazione 2017 di Idos.

«Siamo davanti a un dinamismo eccezionale, rispetto al quale le nostre politiche non reggono il passo. I ponti levatoi sono inutili in una società come la nostra così internazionalizzata». Il commento è del presidente del Centro studi Idos, Franco Pittau.

LA FOTOGRAFIA

Sono quasi 200 le nazionalità degli stranieri in Italia. I cittadini comunitari sono il 30,5% (1.537.223, di cui 1.168.552 romeni, che hanno in Italia il loro maggiore insediamento), mentre 1,1 milioni provengono dall’Europa non comunitaria. Solo 13 Paesi hanno più di 100.000 residenti: Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina, Filippine, India, Moldavia, Bangladesh, Egitto, Pakistan, Sri Lanka e Senegal. La prima regione per numero di immigrati è la Lombardia, la seconda il Lazio. Tra le grandi città la prima è Roma, seguita da Milano.

RELIGIONI

Dai primi anni del 2000 persiste la netta prevalenza dei cristiani (53%), tra i quali gli ortodossi sono i più numerosi, seguiti dai cattolici e dai protestanti (rispettivamente circa 1,5 milioni, quasi un milione e più di 250mila tra protestanti e altre comunità cristiane). Rilevante l’incidenza dei musulmani, pari a un terzo dell’intera presenza straniera.

LAVORO

Gli occupati con cittadinanza straniera sono il 10,5% del totale. I due terzi lavorano nei servizi, il 27% nell’industria, il 6% nel settore agricolo. L’incidenza delle imprese straniere sul totale sfiora il 10%, ma sale al 16,8% tra le nuove aziende.

BOOM DI CITTADINANZE

Mentre la legge sullo ius soli è bloccata in Parlamento, nel nostro Paese crescono le acquisizioni di cittadinanza di chi vive in Italia da più di 10 anni. Se nel 2006 le cittadinanze ottenute in totale sono state appena 35.266, dieci anni dopo, nel 2016 sono state 201.591.

COSTI E BENEFICI

Nel 2015 gli occupati stranieri hanno prodotto una ricchezza di 127 miliardi, l’8,8% del Pil, e hanno dichiarato in media redditi di 11.752 euro annui a testa, pari a un totale di 27,3 miliardi. Hanno inoltre versato Irpef per 3,2 miliardi, in media 2.265 euro a testa (gli italiani 5.178).

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