Il Tirreno

Toscana

Stangata sui biglietti per comprare i nuovi bus: costeranno un euro e 50

di Stefano Taglione
Un autobus di Ctt nord a Pisa (foto Muzzi)
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Un autobus di Ctt nord a Pisa (foto Muzzi)

Vicino l'accordo fra Regione, Mobit e i francesi di Ratp (le due litiganti per la gara di quattro miliardi) per un contratto ponte di due anni in attesa dell'aggiudicazione. Ma in città arrivano le batoste

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LIVORNO. Un euro e cinquanta, come a Milano e Roma. Sarà questo, con ogni probabilità, il costo di un biglietto dell’autobus dal giugno del 2018. Quasi in tutta la Toscana: nei capoluoghi di provincia, ma anche a Carrara e Piombino. Mentre le tariffe extraurbane, quelle in vigore per i viaggi più lunghi, saranno uguali dappertutto: 1.50 fino a dieci chilometri, 2.50 fino a 20, 5.20 fino a 50 e così via.

VIDEO: Ecco i nuovi autobus di Ctt nord

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Regione e compagnie sono d’accordo: mezzi più nuovi, ma biglietti più cari sui mezzi pubblici. Perché – secondo loro – non ci sarebbero alternative. Così – in attesa di come andrà a finire la gara da quattro miliardi per 11 anni che vede in lizza il Consorzio Mobit (controllato dalle aziende del trasporto toscano e dal Gruppo Ferrovie) e Autolinee Toscane, di proprietà della francese Ratp – la Regione sta per mettere d’accordo i due contendenti affidando, per i prossimi due anni, i servizi pubblici agli attuali gestori. Tutto in attesa dell’aggiudicazione definitiva, appesa al parere della Corte di giustizia europea, a cui il Consiglio di Stato ha inviato gli atti per decidere sui ricorsi incrociati delle compagnie.

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IL NUOVO CONTRATTO

Il nuovo contratto sarà valido dal 31 dicembre 2017 al San Silvestro del 2019. Non è stato ancora firmato, ma tutti si sarebbero detti d’accordo a farlo. In pratica – in cambio di un contributo da 300 milioni l’anno e dell’aumento dei biglietti dal giugno del 2018 – le aziende si impegneranno ad acquistare 200 nuovi pullman. Poi, una volta affidata la gara, nei primi cinque anni ne verranno comprati altri 2.100, in modo da ringiovanire la flotta a una media di 6-7 anni (contro gli attuali 13). Un risultato che, secondo la Regione, renderebbe la Toscana un’eccellenza in Italia e un modello in Europa. «È un accordo di non belligeranza, nel senso che non proseguiremo a farci i ricorsi – rivela Andrea Zavanella, presidente del Consorzio Mobit – ma ancora non si è concretizzato. Abbiamo chiesto di intervenire sulle tariffe proprio per avere certezze sulle risorse da utilizzare per acquistare i nuovi mezzi».

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A PIOMBINO SUPER RINCARO

In Val di Cornia, da qualche mese, il biglietto urbano è passato da un euro e 1,10. E per salire e scendere dai bus arancioni ci sono i tornelli, come in metropolitana. Piombino, che da questo punto di vista è il più economico fra i grandi comuni toscani, da giugno rischia il salasso: da 1.10 a 1.50, 40 centesimi di aumento (37%, mentre negli altri casi è del 25%). «L’ultimo ritocco è stato deciso anche per non incrementare il prezzo tutto insieme – rivela Marco Macchioni, vicepresidente di Tiemme – e l’idea è quella di un aumento cadenzato. Il nostro è un servizio pubblico e alcune linee non sono molto utilizzate. Per questo serve equilibrio. Tutti ci devono dare una mano: anche i cittadini».

PROTESTE DEI CONSUMATORI

Il rialzo dei biglietti non piace a tutti. «Finora, a ogni aumento tariffario, non è seguito un miglioramento della qualità – afferma Benedetto Tuci, coordinatore trasporti del Movimento consumatori della Toscana – quindi non sono d’accordo. Il sindaco Nogarin non aveva detto che gli autobus, a Livorno, dovevano essere gratis per tutti? Non è così». Più attendista l’Aduc. «Se l’aumento del prezzo corrisponde a un aumento della qualità – spiega il presidente Vincenzo Donvito – ben venga. Un incremento da 1.20 a 1.50 euro, francamente, non mi spaventa».
 

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