Sicurezza
Stangata sui biglietti per comprare i nuovi bus: costeranno un euro e 50
Vicino l'accordo fra Regione, Mobit e i francesi di Ratp (le due litiganti per la gara di quattro miliardi) per un contratto ponte di due anni in attesa dell'aggiudicazione. Ma in città arrivano le batoste
LIVORNO. Un euro e cinquanta, come a Milano e Roma. Sarà questo, con ogni probabilità, il costo di un biglietto dell’autobus dal giugno del 2018. Quasi in tutta la Toscana: nei capoluoghi di provincia, ma anche a Carrara e Piombino. Mentre le tariffe extraurbane, quelle in vigore per i viaggi più lunghi, saranno uguali dappertutto: 1.50 fino a dieci chilometri, 2.50 fino a 20, 5.20 fino a 50 e così via.
VIDEO: Ecco i nuovi autobus di Ctt nord
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Regione e compagnie sono d’accordo: mezzi più nuovi, ma biglietti più cari sui mezzi pubblici. Perché – secondo loro – non ci sarebbero alternative. Così – in attesa di come andrà a finire la gara da quattro miliardi per 11 anni che vede in lizza il Consorzio Mobit (controllato dalle aziende del trasporto toscano e dal Gruppo Ferrovie) e Autolinee Toscane, di proprietà della francese Ratp – la Regione sta per mettere d’accordo i due contendenti affidando, per i prossimi due anni, i servizi pubblici agli attuali gestori. Tutto in attesa dell’aggiudicazione definitiva, appesa al parere della Corte di giustizia europea, a cui il Consiglio di Stato ha inviato gli atti per decidere sui ricorsi incrociati delle compagnie.
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IL NUOVO CONTRATTO
Il nuovo contratto sarà valido dal 31 dicembre 2017 al San Silvestro del 2019. Non è stato ancora firmato, ma tutti si sarebbero detti d’accordo a farlo. In pratica – in cambio di un contributo da 300 milioni l’anno e dell’aumento dei biglietti dal giugno del 2018 – le aziende si impegneranno ad acquistare 200 nuovi pullman. Poi, una volta affidata la gara, nei primi cinque anni ne verranno comprati altri 2.100, in modo da ringiovanire la flotta a una media di 6-7 anni (contro gli attuali 13). Un risultato che, secondo la Regione, renderebbe la Toscana un’eccellenza in Italia e un modello in Europa. «È un accordo di non belligeranza, nel senso che non proseguiremo a farci i ricorsi – rivela Andrea Zavanella, presidente del Consorzio Mobit – ma ancora non si è concretizzato. Abbiamo chiesto di intervenire sulle tariffe proprio per avere certezze sulle risorse da utilizzare per acquistare i nuovi mezzi».
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A PIOMBINO SUPER RINCARO
In Val di Cornia, da qualche mese, il biglietto urbano è passato da un euro e 1,10. E per salire e scendere dai bus arancioni ci sono i tornelli, come in metropolitana. Piombino, che da questo punto di vista è il più economico fra i grandi comuni toscani, da giugno rischia il salasso: da 1.10 a 1.50, 40 centesimi di aumento (37%, mentre negli altri casi è del 25%). «L’ultimo ritocco è stato deciso anche per non incrementare il prezzo tutto insieme – rivela Marco Macchioni, vicepresidente di Tiemme – e l’idea è quella di un aumento cadenzato. Il nostro è un servizio pubblico e alcune linee non sono molto utilizzate. Per questo serve equilibrio. Tutti ci devono dare una mano: anche i cittadini».
PROTESTE DEI CONSUMATORI
Il rialzo dei biglietti non piace a tutti. «Finora, a ogni aumento tariffario, non è seguito un miglioramento della qualità – afferma Benedetto Tuci, coordinatore trasporti del Movimento consumatori della Toscana – quindi non sono d’accordo. Il sindaco Nogarin non aveva detto che gli autobus, a Livorno, dovevano essere gratis per tutti? Non è così». Più attendista l’Aduc. «Se l’aumento del prezzo corrisponde a un aumento della qualità – spiega il presidente Vincenzo Donvito – ben venga. Un incremento da 1.20 a 1.50 euro, francamente, non mi spaventa».
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