Attenzione
L’ANDAMENTO DELLA MALATTIA
Meno casi, ma una donna è grave
di Stefano Taglione
Livorno, peggiorano le condizioni della 43enne colpita dall’infezione
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. I vaccinati, da quando in Toscana è partita la campagna di prevenzione, sono quasi un milione. E i casi di meningite – dai 40 dell’anno scorso – nel 2017, finora, sono “solo” 15. Un numero che include quasi tutti i ceppi: C (otto contagi), B (quattro), Y (due) e W135 (uno). Non rilevati, per fortuna, né l’A né l’X.
DUE NUOVI CASI
Ma a Livorno – nonostante i dati sostengano che il picco sia ormai alle spalle – una donna di 43 anni sta lottando fra la vita e la morte. È gravissima: ricoverata in ospedale da domenica mattina, infatti, le sue condizioni sono peggiorate sensibilmente a causa di una sindrome emorragica. Per questo l’Asl ha sottoposto a profilassi le 29 persone che negli ultimi giorni le sono state accanto: marito, figli, parenti e colleghi di lavoro. Un altro caso, sempre nei giorni scorsi, è stato registrato a Borgo San Lorenzo, nel Mugello. Colpita una donna di 79 anni di Scarperia, che si trovava nell’ospedale fiorentino per altri motivi: un trauma. Inizialmente l’Usl Toscana centro parlava di ceppo C, ma dopo ulteriori esami ieri il batterio è stato classificato come B. In ogni caso, le condizioni della donna, per fortuna nei medici non destano particolari preoccupazioni.
ATTENZIONE MASSIMA
Dopo gli ultimi episodi di contagio, l’attenzione in Toscana è tornata sui massimi livelli. Tanto che a Livorno molte persone si sono prenotate per farsi una volta per tutte il vaccino. E con l’arrivo della stagione più fredda, dove i rischi di contrarre il batterio aumentano, si rinnova l’appello della Regione. «Chi non si è reso immune, lo faccia subito», spiega il pediatra Giovanni Vitali Rosati, membro della Commissione regionale sui vaccini. E anche il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, il professor Francesco Menichetti, dà lo stesso consiglio. «Il vaccino previene o attenua il contagio – afferma – ed è una tesi sostenuta dal fatto che a essere colpiti sono quasi sempre i pazienti non protetti. Con l’arrivo della stagione invernale il meningococco può rifarsi vivo, quindi bisogna tenere ben alta la guardia: ogni 1.000 portatori, si verifica un caso di malattia».
CONTAGI IN CALO
Ma nonostante il doppio caso in poche ore e le preoccupazioni per l’arrivo della stagione invernale, i casi di infezione sono in netto calo. Lo testimoniano i dati forniti al Tirreno dal Sistema nazionale di sorveglianza delle malattie batteriche invasive, che includono tutti i possibili ceppi: A, B, C, W135, X e Y. Il picco del 2016, quando si registrarono 40 casi, per fortuna è lontano. E anche l’anno prima, quando furono 38 di cui ben 31 (il record) del ceppo C, è alle spalle. «Sono gli effetti della campagna di vaccinazione messa in atto dalla Regione», spiega Menichetti. «È stato fatto un ottimo lavoro e la popolazione ha compreso l’emergenza», aggiunge Vitali Rosati, che un anno fa nella sede del Tirreno, a Livorno, ha partecipato proprio al forum sulla meningite insieme ai nostri lettori, per spiegare gli effetti della malattia e come fare per combatterla.
LA MAPPA DEL 2017
La zona più colpita, nel 2017, è anche quella più popolosa: l’area fiorentina. In base a quanto comunicato dal Sistema di sorveglianza sulle meningiti batteriche dell’Istituto superiore di sanità e confermato dall’Usl Toscana centro, infatti, nel capoluogo sono stati registrati due casi di ceppo C, altrettanti di Y e uno di B. Subito dietro, con tre contagi individuati come sierotipo C, la provincia di Livorno. Poi Pisa (due da C) e Pistoia (uno da C e un altro da W135). Con un solo episodio di meningite B, sempre da inizio anno, ci sono i territori delle ex Asl di Massa Carrara, Prato ed Empoli. In un anno – soprattutto a Empoli e Prato, ma anche a Firenze – i contagi sono calati: da sei a uno (Empoli), da cinque a uno (Prato) e nel capoluogo da sette a cinque. Ma ora, l’attenzione, si è spostata sulla costa. A Livorno: dove una donna, gravissima in ospedale, sta lottando per vivere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
DUE NUOVI CASI
Ma a Livorno – nonostante i dati sostengano che il picco sia ormai alle spalle – una donna di 43 anni sta lottando fra la vita e la morte. È gravissima: ricoverata in ospedale da domenica mattina, infatti, le sue condizioni sono peggiorate sensibilmente a causa di una sindrome emorragica. Per questo l’Asl ha sottoposto a profilassi le 29 persone che negli ultimi giorni le sono state accanto: marito, figli, parenti e colleghi di lavoro. Un altro caso, sempre nei giorni scorsi, è stato registrato a Borgo San Lorenzo, nel Mugello. Colpita una donna di 79 anni di Scarperia, che si trovava nell’ospedale fiorentino per altri motivi: un trauma. Inizialmente l’Usl Toscana centro parlava di ceppo C, ma dopo ulteriori esami ieri il batterio è stato classificato come B. In ogni caso, le condizioni della donna, per fortuna nei medici non destano particolari preoccupazioni.
ATTENZIONE MASSIMA
Dopo gli ultimi episodi di contagio, l’attenzione in Toscana è tornata sui massimi livelli. Tanto che a Livorno molte persone si sono prenotate per farsi una volta per tutte il vaccino. E con l’arrivo della stagione più fredda, dove i rischi di contrarre il batterio aumentano, si rinnova l’appello della Regione. «Chi non si è reso immune, lo faccia subito», spiega il pediatra Giovanni Vitali Rosati, membro della Commissione regionale sui vaccini. E anche il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, il professor Francesco Menichetti, dà lo stesso consiglio. «Il vaccino previene o attenua il contagio – afferma – ed è una tesi sostenuta dal fatto che a essere colpiti sono quasi sempre i pazienti non protetti. Con l’arrivo della stagione invernale il meningococco può rifarsi vivo, quindi bisogna tenere ben alta la guardia: ogni 1.000 portatori, si verifica un caso di malattia».
CONTAGI IN CALO
Ma nonostante il doppio caso in poche ore e le preoccupazioni per l’arrivo della stagione invernale, i casi di infezione sono in netto calo. Lo testimoniano i dati forniti al Tirreno dal Sistema nazionale di sorveglianza delle malattie batteriche invasive, che includono tutti i possibili ceppi: A, B, C, W135, X e Y. Il picco del 2016, quando si registrarono 40 casi, per fortuna è lontano. E anche l’anno prima, quando furono 38 di cui ben 31 (il record) del ceppo C, è alle spalle. «Sono gli effetti della campagna di vaccinazione messa in atto dalla Regione», spiega Menichetti. «È stato fatto un ottimo lavoro e la popolazione ha compreso l’emergenza», aggiunge Vitali Rosati, che un anno fa nella sede del Tirreno, a Livorno, ha partecipato proprio al forum sulla meningite insieme ai nostri lettori, per spiegare gli effetti della malattia e come fare per combatterla.
LA MAPPA DEL 2017
La zona più colpita, nel 2017, è anche quella più popolosa: l’area fiorentina. In base a quanto comunicato dal Sistema di sorveglianza sulle meningiti batteriche dell’Istituto superiore di sanità e confermato dall’Usl Toscana centro, infatti, nel capoluogo sono stati registrati due casi di ceppo C, altrettanti di Y e uno di B. Subito dietro, con tre contagi individuati come sierotipo C, la provincia di Livorno. Poi Pisa (due da C) e Pistoia (uno da C e un altro da W135). Con un solo episodio di meningite B, sempre da inizio anno, ci sono i territori delle ex Asl di Massa Carrara, Prato ed Empoli. In un anno – soprattutto a Empoli e Prato, ma anche a Firenze – i contagi sono calati: da sei a uno (Empoli), da cinque a uno (Prato) e nel capoluogo da sette a cinque. Ma ora, l’attenzione, si è spostata sulla costa. A Livorno: dove una donna, gravissima in ospedale, sta lottando per vivere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
