Il Tirreno

Toscana

La Rotonda Ciampi per ora non si fa: sospesa la delibera

di Mauro Zucchelli
La Rotonda Ciampi per ora non si fa: sospesa la delibera

Decisiva l’opposizione di grillini e dissidenti M5S  Nogarin sullo statista: controverse alcune sue scelte

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LIVORNO. Neanche una piccola cosa come intitolare un pezzo del lungomare a Carlo Azeglio Ciampi, l’unico livornese che negli ultimi settant’anni non avrà vinto la Champions League ma è stato governatore della Banca d’Italia, ministro, premier e Capo dello Stato. Ancora l’atto non è nero su bianco ma il sindaco M5s livornese Filippo Nogarin conferma l’intenzione di far approvare un provvedimento con cui sospende la delibera precedente che, lui assente, aveva deciso di intitolare a Ciampi la Rotonda di Ardenza, uno dei tratti più belli del lungomare labronico.

Poche ore prima era stata depositata la contro-delibera con cui un gruppo di 15 consiglieri M5s o ex M5s formalizza la richiesta di cancellare la decisione dell’intitolazione: a promuoverla è Edoardo Marchetti, fuoriuscito sì dal gruppo pentastellato a Palazzo Civico ma indispensabile 17° voto per garantire la matematica dell’esistenza in vita della maggioranza che regge Nogarin (che su 33 seggi può contare adesso su 15 consiglieri Cinque Stelle più il voto del sindaco).

In questo bailamme non bastasse , è arrivata anche la contro-controdelibera: l’ha firmata il gruppo Pd per schierarsi in appoggio alla scelta iniziale della giunta M5s di rendere omaggio al più illustre livornese della storia recente.

Il sindaco Nogarin motiva la sua scelta dicendo che c’è bisogno di una discussione consiliare e dunque nel frattempo non resta altro che congelare l’efficacia della decisione presa dalla giunta Nogarin sulla base di una petizione che, promossa da Beppino Mancini, patron del ristorante La Barcarola (e grande amico di Ciampi), è stata sostenuta dal Tirreno, che con l’ex presidente ha avuto un lungo rapporto, culminato in una visita ufficiale quand’era al Quirinale.

Nogarin continua a sostenere di non aver affatto cambiato idea: «Il giudizio politico sul fatto che siano controverse alcune scelte di Ciampi mi trova d’accordo. La scelta di dedicargli la Rotonda nasceva non dall’idea di condividere tutto quel che ha fatto ma da una considerazione di tipo istituzionale. Credo non vadano mescolate ma sono disponibile ad ascoltare le ragioni altrui».

Eppure la delibera di giunta non aveva usato mezzi termini: aveva sottolineato di «legame speciale con la sua città natale», aveva ribadito che al Quirinale, «nell’esercizio del suo alto magistero, con il suo prestigio e la sua autorevolezza ha dato impulso positivo all’immagine della città di Livorno, all’interno della Nazione e nei confronti dell’intera comunità internazionale», aveva spiegato che «negli anni di servizio nello Stato e nelle istituzioni si è sempre distinto non solo per le alte doti di senso civico e morale e di grande equilibrio ma anche per il profondo e affettuoso attaccamento alle radici livornesi». Ora il dietrofront.

Per altri versi, qualcosa del genere era già accaduto con Amedeo Modigliani: Livorno gli ha tributato una burla (e tutt’al più un palasport), Pisa gli ha dedicato una bella mostra.

Adesso la storia si ripete con Carlo Azeglio Ciampi: a Livorno il mugugno piega la scelta già fatta dagli amministratori locali. Al contrario, Pisa gli ha reso omaggio con una giornata di studi al culmine della quale la Normale gli ha dedicato un istituto di studi avanzati di rango internazionale: era il primo anniversario della morte e in quel consesso Livorno ha brillato soprattutto per la propria assenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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