Il Tirreno

Toscana

Oltre 80mila ragazzi non ancora in regola

di Stefano Taglione
Oltre 80mila ragazzi non ancora in regola

Ancora molti gli alunni non immuni. E il Garante deve chiarire se le Usl potranno dire i nomi ai presidi

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LIVORNO. Nella maggior parte delle scuole i genitori non hanno dovuto fare nulla. Niente autocertificazione, nessun libretto medico da consegnare in segreteria. Ma in Toscana – sui vaccini obbligatori per i bambini e i ragazzi fino a 16 anni introdotto dal Governo – c’è molta confusione. E tante famiglie, al suono della prima campanella, dovevano ancora mettersi in regola. Secondo le banche dati – aggiornate al 12 settembre scorso – erano 22.156 i piccoli da 0 a 6 anni (su un totale di 106.000 che frequentano i nidi e le scuole dell’infanzia) a non aver ancora completato il ciclo vaccinale.

I NUMERI

Numeri che aumentano considerando l’intera platea: i 486.995 under 16 toscani. Ben 85.846 di loro – quasi il 18% – fino a un mese fa erano “inadempienti”. Un numero forse destinato a crescere, visto che per verifiche in corso di svolgimento la provincia di Firenze era esclusa dal conteggio e i controlli da parte delle tre Asl – visto che le scuole elementari, medie e superiori devono inviare gli elenchi degli iscritti entro il 31 ottobre – non si sono ancora conclusi.

UN INIZIO A SINGHIOZZO

Nonostante la Regione fosse pronta a emanare una legge ben prima del ministero della Salute, nella Toscana dei pionieri i problemi non mancano. Alcuni presidi, infatti, non riconoscono l’accordo stretto fra Regione, Anci e Asl nel delegare alle Aziende di area vasta i controlli su chi non è in regola. O meglio: alcuni dirigenti scolastici, per tutelarsi, preferiscono rispettare una circolare ministeriale del primo settembre, che prevede l’invio delle autocertificazioni per i genitori di chi frequenta i nidi e le scuole dell’infanzia entro il 10 settembre, ed entro il 31 ottobre per gli stessi babbi e mamme degli alunni di elementari, medie e superiori. Documentazioni temporanee che, naturalmente, dovranno essere presentate in attesa dell’esibizione del libretto vaccinale, il cui ultimatum per quest’anno è prorogato al 10 marzo.

SI ATTENDE IL GARANTE

Ma c’è un altro problema e riguarda un parere del Garante per la protezione dei dati personali, che ancora non è arrivato. In pratica – secondo quanto stabilito dalla Regione – dopo che le scuole hanno inviato (o invieranno) gli elenchi degli alunni iscritti in tutte le classi agli uffici di Igiene e sanità pubblica, le Asl dovranno rispondere segnalando chi non è in regola. Peccato che ancora non lo possano fare. Il motivo? La privacy. Sì: il Garante per la protezione dei dati personali deve sciogliere il nodo su cui tutto il sistema al momento si è arenato. Si vìola o no la privacy delle famiglie fornendo alle scuole i nominativi di chi non si è vaccinato? Entro il 20 ottobre dovrà stabilirlo proprio il Garante, al quale la Regione il 5 settembre ha chiesto il parere.

COSA PREVEDE LA LEGGE

Vaccinazioni obbligatorie (e gratuite) per accedere a nidi e materne e multe da 100 a 500 euro per i genitori che non renderanno immuni i figli fra i 7 e i 16 anni, visto che in questo caso c’è l’obbligo scolastico che prevale su tutto il resto. È ciò che prevede la legge. Ecco l’elenco delle vaccinazioni da fare assolutamente: anti-poliomielitica, difterica, tetanica, epatite B, pertosse, Haemophilus Influenzae B, morbillo, rosolia e parotite per i nati fra il 2001 e il 2016, cui si aggiunge l’anti-varicella per i bambini nati nel 2017. Fortemente raccomandati – e per questo offerti gratuitamente – anche l’anti-meningococco B e C, l’anti-pneumococco e l’anti-rotavirus.

LE ECCEZIONI

Sono esonerati dall’obbligo – si legge sul sito della Regione – coloro che hanno già contratto la malattia, comprovata dalla notifica del medico o dagli esiti dell’analisi sierologica. Anche i bambini che per motivi di salute non possono effettuare il vaccino, naturalmente, sono ugualmente esenti. Le famiglie che non sono ancora in regola, invece, verranno contattate dall’Usl. Molte, in realtà, hanno già ricevuto la chiamata a casa. «Le stiamo contattando – spiega il direttore dell’Igiene pubblica dell’Usl Toscana nord ovest, Alberto Tomasi – per convincerle a fare la cosa migliore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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