Sicurezza
Pirata della strada a 81 anni Lascia la donna moribonda
di Lara Loreti
L’incidente in Lucchesia, ma per gli esperti non c’è correlazione fra età e scontri In Toscana 5843 gli ultra 90enni con patente. Polstrada: «Le famiglie vigilino»
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FIRENZE. Un anziano di 81 anni della Lucchesia denunciato per essere il pirata della strada che giovedì sera ha investito una sessantenne di Barga lungo via della Repubblica a Fornaci di Barga, donna le cui condizioni sono tuttora disperate. Dopo lo scontro, l’anziano alla guida si sarebbe allontanato, tanto che si ipotizza il reato di omissione di soccorso. L’anziano è anche risultato positivo all’alcotest. I carabinieri lo avrebbero individuato poco dopo l’incidente e lui stesso ha ammesso le sue responsabilità. Un caso che fa discutere. E fa riflettere anche un altro episodio, accaduto qualche tempo fa: un’ottantenne a Montecatini ha imboccato l’autostrada contromano. La polizia stradale, in quel caso, è riuscita a intervenire tempestivamente e ad avvisare gli automobilisti, evitando incidenti. Due fatti che fanno riflettere sul tema anziani e patenti: c’è un’età limite per guidare? E quanto è importante, in caso di problemi di salute legati all’età, prenderne atto e fare un fatto indietro? Ma soprattutto c’è una connessione tra incidenti ed età avanzata?
VOLANTE, CHE PASSIONE: I DATI
Prima di rispondere a queste domande, facciamo una premessa. Guidare nel nostro Paese è una passione senza età. Anche a 90 anni e più. E la Toscana in questo si distingue dal resto d’Italia: secondo uno studio di facile.it, a fronte di un’età media degli automobilisti di poco inferiore ai 54 anni, in Italia ci sono oltre 60.000 patenti valide intestate ad ultra novantenni. E nella classifica, basata su dati ufficiali del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, aggiornati al maggio 2017, rielaborati dal sito specializzato nel confronto delle polizze RC, la nostra regione in valori assoluti si piazza al terzo posto con 5.834 automobilisti ultra novantenni, dopo la Lombardia, che ha raggiunto quota 8.738 e l’Emilia Romagna che conta 7.553 patenti d’argento. Se poi si considera il numero dei patentati over 90 sul totale di quelli abilitati alla guida, la Toscana si conferma medaglia di bronzo con lo 0,233% mentre a svettare è l’Emilia Romagna con lo 0,253%, pari a oltre una volta e mezzo il valore medio nazionale (0,156%), seguita al secondo posto dalla Liguria con lo 0, 247%.
RINNOVO DELLA PATENTE
OGNI 24 MESI DOPO GLI 80 ANNI
Quasi 6mila patentati over 90 in Toscana è un numero importante che diventa ancora più rilevante se si considera che oggi, dopo gli 80 anni, la legge impone un rinnovo ogni 24 mesi. Periodo che potrebbe ridursi a 12 se dovesse essere approvata la proposta di riforma del Codice della strada.
L’ETÀ NON C’ENTRA
CON GLI INCIDENTI
Ma al bando i pregiudizi: secondo gli esperti, non esiste una corrispondenza tra numero di incidenti ed età avanzata di chi guida. Lo conferma Paolo Maria Pomponio, da due anni comandante del compartimento regionale della polizia stradale della Toscana: «Non ci risulta un collegamento tra incidenti stradali e veneranda età dell’automobilista: siamo nella media, nel senso che non ci sono picchi o impennate. La situazione è standard. Detto questo, è chiaro che man mano che l’età avanza ci possono essere problemi fisiologici, con ripercussioni sulle funzioni dell’udito, visive e sulla reattività». In questo senso, la vera chiave di volta diventa la visita medica periodica a cui gli automobilisti si devono sottoporre: «È fondamentale – dice Pomponio – che i medici incaricati la svolgano seriamente, facendo verifiche scrupolose sul decadimento delle condizioni generali. Anche perché con la nuova normativa, a fare la visita è un unico medico, mentre prima c’era un pool. Quindi a maggior ragione la responsabilità dello specialista, che di solito è un medico militare, è centrale».
IMPORTANTE LA FAMIGLIA
Oggi la legge prevede che la visita di controllo per gli ultranovantenni avvenga ogni due anni. «È chiaro però che se nell’anziano subentrano dei problemi prima dei 24 mesi, questi vanno comunicati all’autorità – riflette il comandante della polstrada – Essenziale è dunque il ruolo della rete familiare che deve seguire l’automobilista anziano e dire a chi di dovere se ci sono state criticità per anticipare la visita e prevenire problemi».
L’età quindi non discrimina di per sé la qualità della guida. «Possiamo avere ottantenni arzilli e 50enni dormienti – sintetizza Pomponio – È chiaro che con l’età, si può perdere la reattività. Ma possono perderla anche persone più giovani, ad esempio se in preda all’alcol o ad altre sostanze». In ogni caso, fondamentale è la prevenzione. «Il nostro compartimento – conclude il comandante Pomponio – svolge controlli quotidiani su strada finalizzati a trovare chi non rispetta le norme del codice della strada, a 360 gradi e a prescindere da tutto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
VOLANTE, CHE PASSIONE: I DATI
Prima di rispondere a queste domande, facciamo una premessa. Guidare nel nostro Paese è una passione senza età. Anche a 90 anni e più. E la Toscana in questo si distingue dal resto d’Italia: secondo uno studio di facile.it, a fronte di un’età media degli automobilisti di poco inferiore ai 54 anni, in Italia ci sono oltre 60.000 patenti valide intestate ad ultra novantenni. E nella classifica, basata su dati ufficiali del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, aggiornati al maggio 2017, rielaborati dal sito specializzato nel confronto delle polizze RC, la nostra regione in valori assoluti si piazza al terzo posto con 5.834 automobilisti ultra novantenni, dopo la Lombardia, che ha raggiunto quota 8.738 e l’Emilia Romagna che conta 7.553 patenti d’argento. Se poi si considera il numero dei patentati over 90 sul totale di quelli abilitati alla guida, la Toscana si conferma medaglia di bronzo con lo 0,233% mentre a svettare è l’Emilia Romagna con lo 0,253%, pari a oltre una volta e mezzo il valore medio nazionale (0,156%), seguita al secondo posto dalla Liguria con lo 0, 247%.
RINNOVO DELLA PATENTE
OGNI 24 MESI DOPO GLI 80 ANNI
Quasi 6mila patentati over 90 in Toscana è un numero importante che diventa ancora più rilevante se si considera che oggi, dopo gli 80 anni, la legge impone un rinnovo ogni 24 mesi. Periodo che potrebbe ridursi a 12 se dovesse essere approvata la proposta di riforma del Codice della strada.
L’ETÀ NON C’ENTRA
CON GLI INCIDENTI
Ma al bando i pregiudizi: secondo gli esperti, non esiste una corrispondenza tra numero di incidenti ed età avanzata di chi guida. Lo conferma Paolo Maria Pomponio, da due anni comandante del compartimento regionale della polizia stradale della Toscana: «Non ci risulta un collegamento tra incidenti stradali e veneranda età dell’automobilista: siamo nella media, nel senso che non ci sono picchi o impennate. La situazione è standard. Detto questo, è chiaro che man mano che l’età avanza ci possono essere problemi fisiologici, con ripercussioni sulle funzioni dell’udito, visive e sulla reattività». In questo senso, la vera chiave di volta diventa la visita medica periodica a cui gli automobilisti si devono sottoporre: «È fondamentale – dice Pomponio – che i medici incaricati la svolgano seriamente, facendo verifiche scrupolose sul decadimento delle condizioni generali. Anche perché con la nuova normativa, a fare la visita è un unico medico, mentre prima c’era un pool. Quindi a maggior ragione la responsabilità dello specialista, che di solito è un medico militare, è centrale».
IMPORTANTE LA FAMIGLIA
Oggi la legge prevede che la visita di controllo per gli ultranovantenni avvenga ogni due anni. «È chiaro però che se nell’anziano subentrano dei problemi prima dei 24 mesi, questi vanno comunicati all’autorità – riflette il comandante della polstrada – Essenziale è dunque il ruolo della rete familiare che deve seguire l’automobilista anziano e dire a chi di dovere se ci sono state criticità per anticipare la visita e prevenire problemi».
L’età quindi non discrimina di per sé la qualità della guida. «Possiamo avere ottantenni arzilli e 50enni dormienti – sintetizza Pomponio – È chiaro che con l’età, si può perdere la reattività. Ma possono perderla anche persone più giovani, ad esempio se in preda all’alcol o ad altre sostanze». In ogni caso, fondamentale è la prevenzione. «Il nostro compartimento – conclude il comandante Pomponio – svolge controlli quotidiani su strada finalizzati a trovare chi non rispetta le norme del codice della strada, a 360 gradi e a prescindere da tutto».
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