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il nobel per la CHIMICA 

Trionfa il “microscopio della vita”

Trionfa il “microscopio della vita”

ROMA. Congelare all’istante le strutture biologiche più complesse in una sorta di “fermo immagine” della vita, che permette di studiarle a livello atomico per scoprire i punti deboli di virus e...

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ROMA. Congelare all’istante le strutture biologiche più complesse in una sorta di “fermo immagine” della vita, che permette di studiarle a livello atomico per scoprire i punti deboli di virus e batteri e progettare i farmaci capaci di sconfiggerli. È questa la rivoluzione aperta dalla tecnica di microscopia premiata con il Nobel della Chimica 2017. Il premio è stato assegnato allo svizzero Jacques Dubochet (74 anni), dell’università di Losanna, al tedesco Joachim Frank (77 anni), della Columbia University di New York, e al britannico Richard Henderson (72 anni), del Laboratorio di Biologia molecolare del Medical Research Council (Mrc), a Cambridge.

Come è accaduto per il Nobel della Fisica, anche questa volta il riconoscimento è andato a un campo di ricerca (la microscopia crioelettronica) nuovo e promettente per il futuro. Soltanto adesso, infatti, i microscopi elettronici che analizzano i campioni biologici “immobilizzati” dal freddo cominciano a diffondersi nei laboratori di tutto il mondo. In Europa sono una decina, anche per via dei costi che oscillano fra tre e sette milioni di euro: uno è in Italia, nel Laboratorio di Crio-Microscopia elettronica dell’università di Milano.

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