Attenzione
«Vogliamo essere aiutate, non percorrere altre strade»
LIVORNO. Qualche giorno fa, Benedetta ha firmato la petizione lanciata da Il Tirreno su change.org per ottenere due risultati: 1) che in Italia si utilizzino i braccialetti elettronici per...
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LIVORNO. Qualche giorno fa, Benedetta ha firmato la petizione lanciata da Il Tirreno su change.org per ottenere due risultati: 1) che in Italia si utilizzino i braccialetti elettronici per sorvegliare gli uomini violenti sottoposti a misure cautelari; 2) che la legge sui braccialetti venga cambiata, visto che (per come è formulata) oggi la misura si può richiedere in poche circostanze.
La lettrice spiega perché sostiene la campagna de Il Tirreno: «Basta sottovalutare la gravità di un grido d'aiuto che una donna lancia. Le autorità stesse spesso e volentieri “invitano” le donne vittime di violenza a percorrere una strada alternativa alla denuncia. Ma quando una donna finalmente riesce a liberarsi dall'oppressione del terrore e si apre per raccontare ciò che le sta accadendo, una strada alternativa è spesso sinonimo di terrore ulteriore. Per la vittima di violenza è solo un attendere la mossa successiva perché la sua denuncia venga ascoltata. La mia, come penso quella di tantissime donne, è una richiesta d'ascolto e tempestivo intervento da parte di chi viene messo al corrente dei fatti di cui una donna è vittima».
Chi vuole raccontare la propria vicenda, in forma anonima, a Il Tirreno, può mandarci una mail a inchiestadeilettori@iltirreno.it con un recapito: sarà ricontattata.
La lettrice spiega perché sostiene la campagna de Il Tirreno: «Basta sottovalutare la gravità di un grido d'aiuto che una donna lancia. Le autorità stesse spesso e volentieri “invitano” le donne vittime di violenza a percorrere una strada alternativa alla denuncia. Ma quando una donna finalmente riesce a liberarsi dall'oppressione del terrore e si apre per raccontare ciò che le sta accadendo, una strada alternativa è spesso sinonimo di terrore ulteriore. Per la vittima di violenza è solo un attendere la mossa successiva perché la sua denuncia venga ascoltata. La mia, come penso quella di tantissime donne, è una richiesta d'ascolto e tempestivo intervento da parte di chi viene messo al corrente dei fatti di cui una donna è vittima».
Chi vuole raccontare la propria vicenda, in forma anonima, a Il Tirreno, può mandarci una mail a inchiestadeilettori@iltirreno.it con un recapito: sarà ricontattata.
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