Sicurezza
La Regione rassicura «Nessun centralismo rispettiamo i sindaci»
Il governatore schiera quattro assessori per rispondere alle accuse del sindaco di Prato e presidente di Anci toscana
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FIRENZE. Matteo Biffoni batte un colpo. Rossi e gli assessori rispondono. Comuni e Regione discutono sulle ripsettive competenze dopo la legge Delrio svuota-Province. Giovedì il presidente regionale di Anci Biffoni aveva espresso le preoccupazioni dei sindaci per la piega «centralista» presa dal governo della Toscana. Ieri il presidente Enrico Rossi assieme agli assessori Vincenzo Ceccarelli, Vittorio Bugli, Federica Fratoni e Marco Remaschi hanno risposto e rassicurato sul convolgimento dei sindaci su case popolari, aree omogenee, Ato rifiuti, forestazione. Insomma, i punti sollevati da Biffoni.
Partiamo dalle case popolari, le società che le gestiscono vanno verso una sforbiciata. Ma secondo i sindaci la Regione non deve agire in maniera unilaterale. L’assessore Ceccarelli risponde: «Il Testo unico sulla casa è nato un anno e mezzo fa, dopo gli incontri con i Comuni. La giunta chiede di passare da 11 a 3 gestori. Avremo un risparmio di 5-6 milioni e ci sarebbe una clausola di salvaguardia per i Comuni sotto i 10mila abitanti». Altro tema: la definizione delle aree omogenee post riduzione delle Province. Per il sindaco di Capannori Luca Menesini non sono chiari i confini, ma dovrebbero avere al centro gli uffici decentrati della Regione e i Comuni che partecipano alle decisioni. L’assessore chiamato in causa è Bugli: «La nostra proposta passa dal Piano regionale di sviluppo, è il consiglio regionale che ha in mano la definizione delle zone omogenee. L’idea è di aprire una ventina di uffici decentrati. Su cosa fare per agricoltura, formazione e lavoro si decida insieme ai sindaci. Con un incentivo della Regione a fusioni e unioni comunali».
Altra questione: l’Ato unica dei rifiuti, con i sindaci che esprimono perplessità sul percorso. Risponde l’assessora all’ambiente Fratoni: «Il ragionamento con Anci è aperto. C’è un documento preliminare in consiglio, ma è la stessa assemblea toscana a volere l’Ato unico dei rifiuti».
Ultimo tema è la forestazione. Non si tolga alle Unioni dei Comuni, dicono i sindaci. Remaschi risponde che «gli Stati generali hanno visto la partecipazione anche dei Comuni, ora ci sono gruppi di lavoro sul tema di cui fanno parte anche i Comuni». «La riforma delle Province – conclude Rossi – dà un ruolo più forte alla Regione. Abbiamo preso caccia-pesca, agricoltura, ambiente, difesa del suolo, viabilità, centri di formazione. Oltre mille persone sono state trasferite dalle Province. E diamo ai Comuni 210 milioni l’anno di spese libere, 255 di spese vincolate e 60 milioni per gli investimenti». In serata Matteo Biffoni porta un ramoscello d’ulivo: «Il mio è un approccio costruttivo. Segnalavo un disagio dei sindaci toscani. Ritengo la conferenza stampa di Rossi un segnale di attenzione».
Samuele Bartolini
Partiamo dalle case popolari, le società che le gestiscono vanno verso una sforbiciata. Ma secondo i sindaci la Regione non deve agire in maniera unilaterale. L’assessore Ceccarelli risponde: «Il Testo unico sulla casa è nato un anno e mezzo fa, dopo gli incontri con i Comuni. La giunta chiede di passare da 11 a 3 gestori. Avremo un risparmio di 5-6 milioni e ci sarebbe una clausola di salvaguardia per i Comuni sotto i 10mila abitanti». Altro tema: la definizione delle aree omogenee post riduzione delle Province. Per il sindaco di Capannori Luca Menesini non sono chiari i confini, ma dovrebbero avere al centro gli uffici decentrati della Regione e i Comuni che partecipano alle decisioni. L’assessore chiamato in causa è Bugli: «La nostra proposta passa dal Piano regionale di sviluppo, è il consiglio regionale che ha in mano la definizione delle zone omogenee. L’idea è di aprire una ventina di uffici decentrati. Su cosa fare per agricoltura, formazione e lavoro si decida insieme ai sindaci. Con un incentivo della Regione a fusioni e unioni comunali».
Altra questione: l’Ato unica dei rifiuti, con i sindaci che esprimono perplessità sul percorso. Risponde l’assessora all’ambiente Fratoni: «Il ragionamento con Anci è aperto. C’è un documento preliminare in consiglio, ma è la stessa assemblea toscana a volere l’Ato unico dei rifiuti».
Ultimo tema è la forestazione. Non si tolga alle Unioni dei Comuni, dicono i sindaci. Remaschi risponde che «gli Stati generali hanno visto la partecipazione anche dei Comuni, ora ci sono gruppi di lavoro sul tema di cui fanno parte anche i Comuni». «La riforma delle Province – conclude Rossi – dà un ruolo più forte alla Regione. Abbiamo preso caccia-pesca, agricoltura, ambiente, difesa del suolo, viabilità, centri di formazione. Oltre mille persone sono state trasferite dalle Province. E diamo ai Comuni 210 milioni l’anno di spese libere, 255 di spese vincolate e 60 milioni per gli investimenti». In serata Matteo Biffoni porta un ramoscello d’ulivo: «Il mio è un approccio costruttivo. Segnalavo un disagio dei sindaci toscani. Ritengo la conferenza stampa di Rossi un segnale di attenzione».
Samuele Bartolini
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