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GROSSETO. La proposta di intitolare una via a Giorgio Almirante torna a scatenare polemiche. Questa volta la toponomastica che fa alzare gli scudi è a Grosseto. Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli...

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GROSSETO. La proposta di intitolare una via a Giorgio Almirante torna a scatenare polemiche. Questa volta la toponomastica che fa alzare gli scudi è a Grosseto. Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, primo cittadino alla guida di una giunta di centrodestra, dice di non avere niente in contrario e appoggia senza esitazione la mozione presentata ieri mattina dalla Lega Nord, e prima ancora l’idea di Fratelli d’Italia, perché nel capoluogo maremmano ci sia una “via Almirante”. La sola ipotesi però scatena la presa di posizione contraria di Anpi che ricorda una pagina dolorosa della Maremma, la strage di Niccioleta. «Almirante – afferma l’Anpi – è stato complice del più efferato eccidio nazi-fascista perpetrato in Maremma, ovvero l’eccidio dei minatori alla Niccioleta il 13 giugno 1944 in seguito ad un manifesto affisso in tutti i comuni della provincia di Grosseto, firmato proprio da lui. Almirante dal 1938 al 1942 collaborò alla rivista “La difesa della razza” come segretario di redazione. Con questa rivista si occupò di far penetrare in Italia le tesi razziste provenienti dalla Germania nazista con tutta la prosopopea di essere “razzisti italiani”. I grossetani dissero di no, e gli antifascisti lo sostengono anche oggi». Un appello accorato con una lettera aperta arriva anche da Giacomo Termine, sindaco Pd di Monterotondo Marittimo, poco più di mille anime sulle colline Metallifere. Il suo bisnonno Ezio, che lavorava alla miniera di pirite, è uno dei martiri di Niccioleta. «Fascisti e nazisti il 13 giugno 1944 entrarono in paese e rastrellarono quasi 200 persone per punirli di non aver obbedito all’ordine firmato da Giorgio Almirante e affisso in ogni paese della provincia», ricorda e al suo collega fa notare che «nessun sindaco di Grosseto ha mai cancellato quella scritta vergata con il gesso sulla lavagnetta che è posta dietro la scrivania del primo cittadino del capoluogo. C’è scritto “Mamma, Lele e Corrado un bacio”». Il riferimento è a due martiri di un altro eccidio del ‘44, quello di Istia d’Ombrone. «Personalmente, non capisco la polemica che pare accogliere una mozione che ancora deve essere discussa e che mira a intitolare una via a un politico che è stato spesso apprezzato trasversalmente, che, voglio ricordare, ha mostrato sempre rispetto per tutti gli avversari politici e che non esitò a partecipare personalmente ai funerali di Berlinguer», ribatte il sindaco. Tutta l’opposizione in consiglio comunale, a partire da Pd, si prepara a dire di no.

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