Gioco
Parcheggia la Ferrari nel posto del disabile «Solo per il cappuccino»
PRATO. «Ho sbagliato e chiedo scusa, ma per 7 minuti non credevo che succedesse tutto questo casino». Il proprietario della Ferrari Modena 360 fotografata domenica mattina in via Roma, parcheggiata...
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PRATO. «Ho sbagliato e chiedo scusa, ma per 7 minuti non credevo che succedesse tutto questo casino». Il proprietario della Ferrari Modena 360 fotografata domenica mattina in via Roma, parcheggiata nelle strisce gialle riservate ai disabili, accetta di raccontare la sua versione, ma chiede di restare anonimo, per evitare di subire atti vandalici (per spregio) alla sua auto.
L’uomo, dunque, ha la stessa età, 59 anni, di quel Guido Malagutti che il 16 settembre è stato protagonista di un episodio che ha fatto discutere a Milano e non solo, quando ha parcheggiato una Ferrari celeste nello spazio disabili in via Montenapoleone e ha litigato col padre di un bambino di 7 anni che glielo ha fatto notare, suscitando l’indignazione per un atto di arroganza gratuita.
Il ferrarista pratese, dirigente delle Ferrovie, non si sente della stessa razza. «È vero – dice – Non avrei dovuto parcheggiare in quel posto, ma era tutto pieno e mi sono fermato solo per fare colazione».
Alberto Tacconi, che ha scattato la foto alla Ferrari e l’ha messa su Facebook, dice che c’erano altri posti liberi e che l’auto è stata lì per una buona mezz’ora, circostanze smentite dal proprietario: «Guardi, sono uscito di casa alle 6.50, ho raggiunto il Bar Orgiù in pochi minuti, ho preso il mio solito cappuccino con caffè doppio, tre pacchetti di Ms e alle 7.11 ero già al McDonald’s di Prato Est, dove avevo appuntamento con un amico per andare al raduno delle Ferrari di Zola Predosa. Se c’erano altri posti liberi, io non li ho visti, era tutto pieno».
Che siano stati 7 minuti o mezz’ora cambia poco. La polizia municipale di Prato ha acquisito la foto con la targa dell’auto e sembra decisa a non lasciar cadere la faccenda. Già lunedì, infatti, gli agenti hanno iniziato a contattare eventuali testimoni per dare un tempo e un luogo all’immagine e stabilire se il ferrarista si sia solo soffermato oppure, come dice lui stesso, si sia allontanato dall’auto. In quel caso scatterà la multa.
Il proprietario della fuoriserie giura di non aver mai preso multe del genere: «Solo una per eccesso di velocità sulla Firenze-Siena, andavo a 103 chilometri orari». E non vorrebbe passare per il solito “spaccone” che se ne infischia delle regole solo perché guida un bolide rosso: «Ho fatto per 40 anni servizio alla Misericordia, so che cosa significa dare una mano a chi ne ha bisogno».
Domenica mattina quella Ferrari l’hanno vista in tanti, ma nessuno ha pensato di chiamare i vigili. Ai tempi di Facebook si preferisce postare anziché alzare il telefono, cosa che avrebbe risolto il problema molto più rapidamente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’uomo, dunque, ha la stessa età, 59 anni, di quel Guido Malagutti che il 16 settembre è stato protagonista di un episodio che ha fatto discutere a Milano e non solo, quando ha parcheggiato una Ferrari celeste nello spazio disabili in via Montenapoleone e ha litigato col padre di un bambino di 7 anni che glielo ha fatto notare, suscitando l’indignazione per un atto di arroganza gratuita.
Il ferrarista pratese, dirigente delle Ferrovie, non si sente della stessa razza. «È vero – dice – Non avrei dovuto parcheggiare in quel posto, ma era tutto pieno e mi sono fermato solo per fare colazione».
Alberto Tacconi, che ha scattato la foto alla Ferrari e l’ha messa su Facebook, dice che c’erano altri posti liberi e che l’auto è stata lì per una buona mezz’ora, circostanze smentite dal proprietario: «Guardi, sono uscito di casa alle 6.50, ho raggiunto il Bar Orgiù in pochi minuti, ho preso il mio solito cappuccino con caffè doppio, tre pacchetti di Ms e alle 7.11 ero già al McDonald’s di Prato Est, dove avevo appuntamento con un amico per andare al raduno delle Ferrari di Zola Predosa. Se c’erano altri posti liberi, io non li ho visti, era tutto pieno».
Che siano stati 7 minuti o mezz’ora cambia poco. La polizia municipale di Prato ha acquisito la foto con la targa dell’auto e sembra decisa a non lasciar cadere la faccenda. Già lunedì, infatti, gli agenti hanno iniziato a contattare eventuali testimoni per dare un tempo e un luogo all’immagine e stabilire se il ferrarista si sia solo soffermato oppure, come dice lui stesso, si sia allontanato dall’auto. In quel caso scatterà la multa.
Il proprietario della fuoriserie giura di non aver mai preso multe del genere: «Solo una per eccesso di velocità sulla Firenze-Siena, andavo a 103 chilometri orari». E non vorrebbe passare per il solito “spaccone” che se ne infischia delle regole solo perché guida un bolide rosso: «Ho fatto per 40 anni servizio alla Misericordia, so che cosa significa dare una mano a chi ne ha bisogno».
Domenica mattina quella Ferrari l’hanno vista in tanti, ma nessuno ha pensato di chiamare i vigili. Ai tempi di Facebook si preferisce postare anziché alzare il telefono, cosa che avrebbe risolto il problema molto più rapidamente.
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