Il dolore
Ryanair, sfruttati e senza diritti i piloti lasciano la flotta
Un ufficiale della compagnia spiega perché i voli sono stati cancellati
LIVORNO. «Su Ryanair vi stanno raccontando una verità di facciata». Luca (nome di fantasia), pilota della compagnia irlandese dal 2014, spiega al Tirreno cosa secondo lui ha portato l’azienda a lasciare a piedi oltre 400.000 persone. L’ad di Ryanair, Michael O’Leary, ha giustificato la cancellazione di più di 2.000 voli con i problemi legati «alle ferie del personale e agli obiettivi sulla puntualità».
Secondo Luca, invece, «il nodo delle ferie è marginale, il fatto è che molti piloti sono stanchi del trattamento immorale che sono costretti a subire e hanno deciso di andarsene».
PILOTI A PARTITA IVA, SENZA FERIE NÉ MALATTIA
«Molti dei 4.200 piloti della flotta non lavora direttamente per Ryanair, ma per un’agenzia interinale che fa da tramite con la compagnia. Dopo il training, 29.500 euro a spese degli aspiranti piloti, alcuni vengono assunti direttamente dalla compagnia, gli altri devono passare per l’agenzia. In questo caso – prosegue – siamo costretti ad aprire una partita Iva in Irlanda e risultiamo liberi professionisti. In pratica lavoriamo a chiamata: veniamo pagati dal momento in cui stacchiamo le ruote dell’aereo dalla pista a quando atterriamo, tutto il resto è a nostre spese. Non abbiamo diritto né a ferie pagate né a malattia e se in un anno ci ammaliamo per più di tre volte veniamo convocati a Dublino e interrogati sul motivo dell’assenza. Portare un certificato medico è quasi superfluo». Ecco perché – stando al racconto del pilota – un gran numero di suoi colleghi starebbe passando alla concorrenza.
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I NUMERI DELL'ESODO
Del resto, secondo il lavoratore, era stata la stessa azienda a invitare i propri dipendenti ad andarsene nel caso queste condizioni non fossero ritenute soddisfacenti: «Nessuno vi trattiene». Così – stando ai dati di Ialpa, l’associazione dei piloti irlandesi – nell’ultimo anno 700 piloti hanno lasciato la compagnia di Dublino: il 17% del totale. Si spiegherebbero dunque in questo modo le cancellazioni.
«Ryanair riesce a lavorare anche col 15% di piloti in meno – sostiene Luca – ma superata questa soglia è costretta ad annullare i voli». Già 140 piloti sarebbero passati alle compagnie concorrenti. O’Leary sostiene invece che si tratti di 100 persone. «La prova di questa grave crisi di personale – dice Luca – sta nel bonus di 12.000 euro che la compagnia ha deciso di offrire a chi rinuncia alle ferie».
SENZA SINDACATI
La denuncia dunque è la mancanza di tutele sindacali. «Quando c’è stato un tentativo di coinvolgere i sindacati Ryanair ha messo in atto una campagna di licenziamenti a tappeto chiudendo la bocca ai reduci. Io stesso – conclude – in questo mese sono stato costretto a fare quattro straordinari per non rischiare il posto».
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