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I DATI in toscana
Turismo, estate record 1,8 milioni di presenze in più
FIRENZE. «La stagione turistica è andata meglio di quanto si pensava. Siamo rimasti sorpresi anche noi». Lo dicono in coro l’assessore regionale al turismo, Stefano Ciuoffo, e il direttore di Toscana...
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FIRENZE. «La stagione turistica è andata meglio di quanto si pensava. Siamo rimasti sorpresi anche noi». Lo dicono in coro l’assessore regionale al turismo, Stefano Ciuoffo, e il direttore di Toscana Promozione, Alberto Peruzzini, analizzando i dati dell’estate che sta ormai per finire.
Impressiona il milione e 800mila presenze in più (+4,1% sul 2016) registrate nelle strutture ricettive, ma se calcoliamo anche quelle non ufficiali siamo a quattro milioni. La Toscana cresce più dell’Italia (+3,7%) e nonostante le premesse per far bene stavolta ci fossero tutte, il balzo in avanti di così ampia portata ha sorpreso praticamente tutti.
Nel dettaglio crescono le presenze degli italiani al mare (+4,8%), ma anche quelle degli stranieri nelle città d’arte (+3,6%). Ma chi se l’aspettava la risalita a due cifre da parte degli stranieri in montagna? La crescita si attesta sul 12,8% e il segno più è dappertutto: in Lunigiana, sull’Abetone e sull’Amiata. Migliorano per la prima volta i fatturati delle strutture ricettive (+1,3%), con punte in montagna (+5%) e al mare (+2,4%), che trovano soddisfatti due operatori su tre. Importanti conferme anche per la ripresa del mercato interno. Gli italiani tornano sulle spiagge toscane, visitano le città d’arte, vanno in campagna, in montagna (+2%). E salgono le presenze di tedeschi, francesi, olandesi, belgi e svizzeri. Non solo. Anche se siamo alle porte dell’autunno la striscia positiva continua con un +20% di prenotazioni a settembre rispetto al 2016.
Ma c’è anche il risvolto della medaglia e riguarda le guide turistiche toscane che lavorano nelle città d’arte, messe in difficoltà da quelle europee. «Bene la crescita dei turisti, ma il fatturato delle guide toscane – dice Adina Persano, presidente nazionale dell'associazione Guide turistiche – è calato del 40%. Molte partite Iva stanno chiudendo. Il motivo? Subiamo il dumping dei colleghi che vengono dai paesi europei. Costano meno, non pagano le tasse da noi perché entrano in Italia con l’autorizzazione temporanea e fanno concorrenza sleale». Ma è un problema di normative europee e nazionali, dove la Regione non può intervenire.
Samuele Bartolini
Impressiona il milione e 800mila presenze in più (+4,1% sul 2016) registrate nelle strutture ricettive, ma se calcoliamo anche quelle non ufficiali siamo a quattro milioni. La Toscana cresce più dell’Italia (+3,7%) e nonostante le premesse per far bene stavolta ci fossero tutte, il balzo in avanti di così ampia portata ha sorpreso praticamente tutti.
Nel dettaglio crescono le presenze degli italiani al mare (+4,8%), ma anche quelle degli stranieri nelle città d’arte (+3,6%). Ma chi se l’aspettava la risalita a due cifre da parte degli stranieri in montagna? La crescita si attesta sul 12,8% e il segno più è dappertutto: in Lunigiana, sull’Abetone e sull’Amiata. Migliorano per la prima volta i fatturati delle strutture ricettive (+1,3%), con punte in montagna (+5%) e al mare (+2,4%), che trovano soddisfatti due operatori su tre. Importanti conferme anche per la ripresa del mercato interno. Gli italiani tornano sulle spiagge toscane, visitano le città d’arte, vanno in campagna, in montagna (+2%). E salgono le presenze di tedeschi, francesi, olandesi, belgi e svizzeri. Non solo. Anche se siamo alle porte dell’autunno la striscia positiva continua con un +20% di prenotazioni a settembre rispetto al 2016.
Ma c’è anche il risvolto della medaglia e riguarda le guide turistiche toscane che lavorano nelle città d’arte, messe in difficoltà da quelle europee. «Bene la crescita dei turisti, ma il fatturato delle guide toscane – dice Adina Persano, presidente nazionale dell'associazione Guide turistiche – è calato del 40%. Molte partite Iva stanno chiudendo. Il motivo? Subiamo il dumping dei colleghi che vengono dai paesi europei. Costano meno, non pagano le tasse da noi perché entrano in Italia con l’autorizzazione temporanea e fanno concorrenza sleale». Ma è un problema di normative europee e nazionali, dove la Regione non può intervenire.
Samuele Bartolini
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