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Ryanair lascia a terra 400mila passeggeri

Ryanair lascia a terra 400mila passeggeri

Duemila voli a rischio, ufficialmente per mandare in ferie piloti e assistenti. A Pisa caos sventato almeno fino a domani

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PISA. Migliaia di voli cancellati, con una media di 48 al giorno per sei settimane: un totale di circa 400mila passeggeri coinvolti. È caos ad alta quota dopo che Ryanair – ufficialmente per un problema legato alle ferie del personale – ha deciso di annullare decine di voli al giorno. La compagnia low cost irlandese – che a pochi giorni dall’avvio delle cancellazioni partite sabato cerca di rassicurare i clienti – è il primo operatore aereo che atterra e decolla a Pisa, ma in base a quanto comunicato sul sito web, l’aerolinea esclude almeno fino a domani ogni cancellazione dall’aeroporto Galilei, interessato nei giorni scorsi dall’annullamento di un volo per Londra e di un’altra coppia in partenza e in arrivo da Billund, in Danimarca. Il conto da pagare sarà salato: circa 20 milioni di euro per i rimborsi. E mentre la Borsa punisce il titolo (a Londra ha perso fino al 5%), la Commissione europea dà voce ai timori dei consumatori e ammonisce la compagnia sul rispetto dei diritti dei passeggeri.

Ne pretende il «rispetto assoluto» anche l’Italia, con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, che parla di situazione «molto grave» e avverte che «non possiamo fare sconti a nessuno per disagi così grandi». E anche l’Enac assicura che sta monitorando la situazione, e che al momento «non si stanno verificando problemi di operatività negli aeroporti italiani».

La decisione di cancellare una cinquantina di voli al giorno nelle prossime sei settimane (meno del 2% del totale sottolinea la compagnia, che opera circa 2.500 voli al giorno) era arrivata venerdì attraverso un comunicato della compagnia ed è stata spiegata a più riprese ieri dall’amministratore delegato Michael O'Leary, prima agli analisti, poi in una conferenza stampa a Dublino per rendere nota la lista delle cancellazioni. Le cancellazioni «avranno un impatto sulla nostra reputazione»: «Le mie scuse ai nostri investitori, ma soprattutto ai nostri clienti per l’incertezza o qualunque inconveniente causato nel weekend», ha detto O’Leary, assicurando in serata che «oltre il 98% dei clienti non sarà interessato dalle cancellazioni». Saranno comunque circa 400mila i passeggeri colpiti dagli stop, ha puntualizzato il ceo della low cost, assicurando comunque che la previsione è di garantire la riprotezione su un nuovo volo nello stesso giorno per il 75% dei passeggeri coinvolti.

La motivazione ufficiale della cancellazioni è un errore nella programmazione delle ferie dei piloti e degli assistenti di volo, ma secondo alcuni dietro ci sarebbe il tema della “fuga” di comandanti e ufficiali verso altre compagnie. Nel mirino di O’Leary, che assicura che non c’è alcuna carenza di piloti, le aerolinee concorrenti a caccia dei “suoi” piloti, ma soprattutto la low cost Norwegian: «Quella compagnia non durerà a lungo», avverte il manager irlandese annunciando, oltre alla fine degli accordi commerciali con i rivali, misure per fermare i propri piloti pronti a passare alla concorrente norvegese e l’arrivo di un bonus fedeltà per non far scappare gli equipaggi.

In materia di diritto del lavoro, intanto, qualche giorno fa la Corte di giustizia europea ha stabilito che il personale navigante della low cost con base operativa in Belgio può rivolgersi ai tribunali belgi per le controversie di lavoro, anche se i contratti sono disciplinati dal diritto irlandese.

Sul piede di guerra contro le cancellazioni i consumatori di tutta Europa, che stanno raccogliendo le proteste di migliaia di utenti per una lettera di diffida a Ryanair. E mentre la Spagna apre un dossier per il rispetto dei diritti dei passeggeri, in Italia i sindacati insistono sulla necessità di rispettare il diritto alle ferie dei lavoratori e anche la politica alza la voce, chiedendo l'intervento del Governo e dell’Enac, l’Ente nazionale per l’Aviazione civile.

Enrica Piovan

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