Il dolore
Pestaggio nella movida: quattro arrestati
Pistoia: rissa violentissima in centro fra giovani pistoiesi e alcuni lucchesi, decisive le immagini di una telecamera
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PISTOIA. Ore 2,43 del mattino, 26 agosto. Via dei Fabbri, a due passi da piazza della Sala, cuore di Pistoia. Non siamo a Lloret de Mar. La scena ripresa dalla telecamera di sorveglianza non è quella della tragica notte spagnola di due settimane prima, in cui Niccolò Ciatti, 22enne fiorentino, fu massacrato di botte in discoteca. Stessa agghiacciante violenza, epilogo diverso. Ma solo per un caso, per una frazione di secondo.
Ieri in conferenza stampa il questore di Pistoia, Salvatore La Porta, parla di tragedia «evitata per caso», e di una rissa «dalla violenza efferata». Una rissa che ha visto contrapposti un gruppo di pistoiesi legati agli ambienti della tifoseria della squadra di calcio cittadina e tre simpatizzanti di destra (due dei quali lucchesi, e un 30enne pistoiese). Ma all’origine dei minuti di follia nel cuore della movida non ci sarebbero né la politica né il calcio, bensì un apprezzamento rivolto dal 30enne alla fidanzata di Massimiliano Villani, uno dei quattro finiti ai domiciliari. È quest’ultimo a dare il via alla rissa.
Mentre i tre amici parlano e scherzano fra di loro, Villani si avvicina con passo deciso. Sferra un cazzotto a uno dei ragazzi di Lucca. La reazione è immediata, ma gli aggressori sono in sei. Contro tre. Volano cazzotti, calci, cinghiate. Il 30enne pistoiese ha quasi subito la peggio. Finisce a terra, sul lastricato di via dei Fabbri, davanti alla “Fiaschetteria”. Villani è il doppio di lui, gli è sopra, lo tiene giù, lo tempesta di pugni. Lui cerca di ripararsi con le gambe. Uno degli amici lucchesi prova a difenderlo, ma viene tenuto a distanza a colpi di fibbia. Altri due si avvicinano, caricano il calcio in contemporanea, diretto alla testa, ma poco prima di colpire i loro piedi s’incontrano, smorzando la violenza dell’impatto, potente a sufficienza da far perdere i sensi ma non da uccidere. Lo lasciano lì, svenuto, con la maglia strappata, sanguinante dal naso, dalla bocca, ma non prima di avergli assestato un altro calcio, in pancia. Il 30enne sembra agonizzante, ma gli è andata bene: trauma cranico, tante ferite, ma solo 10 giorni di prognosi. Gli aggressori, sei in tutto, si dileguano prima dell’arrivo della polizia. Ma ieri mattina all’alba, quattro di loro, sono finiti in manette.
Rissa aggravata l’accusa con cui il gip del tribunale, Maria Elena Mele grazie alle indagini portate a termine della Squadra volante della questura su incarico del pm Giuseppe Grieco, ha disposto per loro la custodia cautelare agli arresti domiciliari. Si tratta di Giano Sermi, 35 anni, Simone Pisu, 36, Massimiliano Villani, 40 e Nicola Maestripieri, 34. Già martedì scorso le loro abitazioni erano state perquisite dai poliziotti in cerca di conferme alle immagini video, ed erano stati ritrovati gli abiti indossati la notte dell’aggressione.
Massimo Donati
Tiziana Gori
Ieri in conferenza stampa il questore di Pistoia, Salvatore La Porta, parla di tragedia «evitata per caso», e di una rissa «dalla violenza efferata». Una rissa che ha visto contrapposti un gruppo di pistoiesi legati agli ambienti della tifoseria della squadra di calcio cittadina e tre simpatizzanti di destra (due dei quali lucchesi, e un 30enne pistoiese). Ma all’origine dei minuti di follia nel cuore della movida non ci sarebbero né la politica né il calcio, bensì un apprezzamento rivolto dal 30enne alla fidanzata di Massimiliano Villani, uno dei quattro finiti ai domiciliari. È quest’ultimo a dare il via alla rissa.
Mentre i tre amici parlano e scherzano fra di loro, Villani si avvicina con passo deciso. Sferra un cazzotto a uno dei ragazzi di Lucca. La reazione è immediata, ma gli aggressori sono in sei. Contro tre. Volano cazzotti, calci, cinghiate. Il 30enne pistoiese ha quasi subito la peggio. Finisce a terra, sul lastricato di via dei Fabbri, davanti alla “Fiaschetteria”. Villani è il doppio di lui, gli è sopra, lo tiene giù, lo tempesta di pugni. Lui cerca di ripararsi con le gambe. Uno degli amici lucchesi prova a difenderlo, ma viene tenuto a distanza a colpi di fibbia. Altri due si avvicinano, caricano il calcio in contemporanea, diretto alla testa, ma poco prima di colpire i loro piedi s’incontrano, smorzando la violenza dell’impatto, potente a sufficienza da far perdere i sensi ma non da uccidere. Lo lasciano lì, svenuto, con la maglia strappata, sanguinante dal naso, dalla bocca, ma non prima di avergli assestato un altro calcio, in pancia. Il 30enne sembra agonizzante, ma gli è andata bene: trauma cranico, tante ferite, ma solo 10 giorni di prognosi. Gli aggressori, sei in tutto, si dileguano prima dell’arrivo della polizia. Ma ieri mattina all’alba, quattro di loro, sono finiti in manette.
Rissa aggravata l’accusa con cui il gip del tribunale, Maria Elena Mele grazie alle indagini portate a termine della Squadra volante della questura su incarico del pm Giuseppe Grieco, ha disposto per loro la custodia cautelare agli arresti domiciliari. Si tratta di Giano Sermi, 35 anni, Simone Pisu, 36, Massimiliano Villani, 40 e Nicola Maestripieri, 34. Già martedì scorso le loro abitazioni erano state perquisite dai poliziotti in cerca di conferme alle immagini video, ed erano stati ritrovati gli abiti indossati la notte dell’aggressione.
Massimo Donati
Tiziana Gori
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