Sicurezza
Vende la figlia come sposa per 15mila euro
di Matteo Leoni
Firenze, segregata in casa per quattro anni prova a ingrassare il più possibile nella speranza di essere rifiutata. Arrestato il padre
3 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. Venduta come sposa per 15mila euro, è riuscita a salvarsi grazie a una chat, attraverso la quale ha chiesto aiuto a un coetaneo in Sicilia. È la storia di una ragazzina di etnia rom residente a Firenze. La giovane, oggi diciassettenne, vive in una struttura protetta. Il suo padre-padrone, un quarantanovenne serbo, l’uomo che l’ha privata della libertà e l’ha promessa in sposa a uno sconosciuto in cambio di denaro quando aveva solo 13 anni, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di riduzione in schiavitù.
Le manette sono scattate a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip su richiesta della direzione distrettuale antimafia. Una vicenda che sembra di altri tempi, e invece si è svolta in una casa popolare alla periferia di Firenze. Nel 2013, alla fine delle scuole medie, la ragazzina viene promessa in sposa a un giovane rom residente in Francia. La famiglia dello sposo arriva a Firenze per conoscerla. Da quel giorno la sua vita è finita. Segregata in casa, non può avere né denaro né una scheda telefonica per il cellulare. Non può mettere il naso fuori dalla porta, se non poche volte al mese per andare a ritirare alcune medicine per la madre. Anche quando va fuori ha paura a chiedere aiuto.
Nel quartiere, ha spiegato poi agli investigatori, vivono molte famiglie della sua stessa etnia, che avrebbero potuto raccontare tutto al padre. La sorella maggiore era riuscita a sfuggire a un matrimonio combinato con una fuga d’amore col suo fidanzato. Lei, disperata, cerca di salvarsi come può: passa le lunghe ore nella casa dove vivono in quindici – i suoi genitori e i suoi fratelli con mogli e figli, iniziando a mangiare senza limiti. Se ingrasso, pensa, non mi vorranno più.
Un anno dopo arriva la festa di fidanzamento. Il costo della ragazzina è di 15 mila euro. I compratori, ossia la famiglia dello sposo, versano un acconto di 4mila, ma pongono delle condizioni precise. La giovane dovrà mettersi a dieta e dimagrire per tornare come prima, dovrà restare vergine e imparare a fare le faccende domestiche. In caso contrario salterà tutto e il denaro dovrà essere restituito.
Da quel momento la vita della ragazzina diventa un incubo. I controlli su di lei si fanno ancora più serrati. Lei però, pur non avendo la scheda telefonica, ha uno smartphone. Nel corso delle sue rare uscite riesce a connetterlo tramite una rete wi-fi. Entra nella chat di un videogame, conosce un suo coetaneo. Si fida, e gli racconta tutto. Siamo nell’agosto del 2016, quando mancano poche settimane alla partenza della ragazzina per la Francia, dove andrà a sposarsi. Qui arriva la svolta.
Il suo amico virtuale avvisa i suoi familiari, che contattano un centro antiviolenza a Firenze. Subito dopo viene interessata la polizia. Gli agenti della mobile fanno fatica ad acquisire informazioni sulla ragazza, perché vive segregata. Ma quando si presentano a casa per una perquisizione lei chiede di essere portata subito via.
Da quel giorno è in un luogo protetto. Il padre, che ha cercato più volte di rintracciarla, arrivando anche a minacciare di occupare gli uffici dei servizi sociali, è stato arrestato nei giorni scorsi. Il giudice ha deciso così anche per il rischio che potesse tentare di vendere pure le sue nipotine, le figlie dei suoi figli maschi che vivono con lui. «La nostra tradizione è così», avrebbe ammesso l’uomo in una delle intercettazioni della polizia. La figlia, che vive in una struttura protetta, ha giurato agli inquirenti di non voler più avere a che fare con la sua famiglia di origine.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le manette sono scattate a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip su richiesta della direzione distrettuale antimafia. Una vicenda che sembra di altri tempi, e invece si è svolta in una casa popolare alla periferia di Firenze. Nel 2013, alla fine delle scuole medie, la ragazzina viene promessa in sposa a un giovane rom residente in Francia. La famiglia dello sposo arriva a Firenze per conoscerla. Da quel giorno la sua vita è finita. Segregata in casa, non può avere né denaro né una scheda telefonica per il cellulare. Non può mettere il naso fuori dalla porta, se non poche volte al mese per andare a ritirare alcune medicine per la madre. Anche quando va fuori ha paura a chiedere aiuto.
Nel quartiere, ha spiegato poi agli investigatori, vivono molte famiglie della sua stessa etnia, che avrebbero potuto raccontare tutto al padre. La sorella maggiore era riuscita a sfuggire a un matrimonio combinato con una fuga d’amore col suo fidanzato. Lei, disperata, cerca di salvarsi come può: passa le lunghe ore nella casa dove vivono in quindici – i suoi genitori e i suoi fratelli con mogli e figli, iniziando a mangiare senza limiti. Se ingrasso, pensa, non mi vorranno più.
Un anno dopo arriva la festa di fidanzamento. Il costo della ragazzina è di 15 mila euro. I compratori, ossia la famiglia dello sposo, versano un acconto di 4mila, ma pongono delle condizioni precise. La giovane dovrà mettersi a dieta e dimagrire per tornare come prima, dovrà restare vergine e imparare a fare le faccende domestiche. In caso contrario salterà tutto e il denaro dovrà essere restituito.
Da quel momento la vita della ragazzina diventa un incubo. I controlli su di lei si fanno ancora più serrati. Lei però, pur non avendo la scheda telefonica, ha uno smartphone. Nel corso delle sue rare uscite riesce a connetterlo tramite una rete wi-fi. Entra nella chat di un videogame, conosce un suo coetaneo. Si fida, e gli racconta tutto. Siamo nell’agosto del 2016, quando mancano poche settimane alla partenza della ragazzina per la Francia, dove andrà a sposarsi. Qui arriva la svolta.
Il suo amico virtuale avvisa i suoi familiari, che contattano un centro antiviolenza a Firenze. Subito dopo viene interessata la polizia. Gli agenti della mobile fanno fatica ad acquisire informazioni sulla ragazza, perché vive segregata. Ma quando si presentano a casa per una perquisizione lei chiede di essere portata subito via.
Da quel giorno è in un luogo protetto. Il padre, che ha cercato più volte di rintracciarla, arrivando anche a minacciare di occupare gli uffici dei servizi sociali, è stato arrestato nei giorni scorsi. Il giudice ha deciso così anche per il rischio che potesse tentare di vendere pure le sue nipotine, le figlie dei suoi figli maschi che vivono con lui. «La nostra tradizione è così», avrebbe ammesso l’uomo in una delle intercettazioni della polizia. La figlia, che vive in una struttura protetta, ha giurato agli inquirenti di non voler più avere a che fare con la sua famiglia di origine.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google