Il Tirreno

Toscana

«Non ci sarà il caos al rientro in classe»

«Non ci sarà il caos al rientro in classe»

L’Ufficio regionale sicuro: la crisi alle spalle. Ma i sindacati non sono d’accordo: mancano 1318 docenti

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FIRENZE. Si respira un'aria tranquilla all'Ufficio scolastico regionale di Firenze. Il 15 settembre le scuole riaprono i battenti, ma l'incubo caos di inizio anno sembra scongiurato. O almeno così pare dalle parole del direttore Domenico Petruzzo: «L'anno scorso è stato quello critico, ma è alle spalle. Per l'avvio di quest'anno le procedure di assunzioni in ruolo sono completate. Dal primo settembre hanno preso servizio 1.882 docenti. Il 60% nelle scuole secondarie, il 40% nelle scuole dell'infanzia e alle elementari». E i problemi sarebbero tutti risolti? «Certo che no», rispondono i sindacati Flc Cgil e Snals.

Mancano all’appello 1318 docenti. Erano 3.200 le capienze massime di spesa autorizzate dal ministero delle Finanze per le assunzioni in Toscana. Sarà poi una nota della direzione generale Usr a correggere il tiro. Dunque sarebbero potuti entrare di ruolo altri 1.318 insegnanti. E perché non sono stati presi? La risposta dell'Ufficio scolastico regionale è la seguente: «Il numero di assunti dipende dai posti effettivi sulle diverse classi di concorso e soprattutto dalle graduatorie concorsuali (per esami e/o per titoli Gae) se e in quanto non esaurite». Che tradotto vuol dire: meglio giocare al ribasso con le assunzioni, l'incertezza del numero di docenti a disposizione sulla piazza non permette di fare altrimenti. Ma il segretario regionale di Flc Cgil Daniele Monticelli va all'attacco: «Se il budget per le assunzioni di 3.200 insegnanti c'era, non si capisce perché l'Ufficio scolastico non abbia preso altre persone scalandole dalla graduatoria. Ci sarebbero stati meno problemi sul fronte delle supplenze quest'anno». Già, le supplenze. Altro storico problema. «La mancata assunzione dei 1.318 docenti ci preoccupa. Andranno rimpiazzati con le graduatorie ad esaurimento di prima fascia, poi si dovrà attingere a quelle provinciali e infine a quelle di istituto - dice il segretario fiorentino di Snals Fabio Mancini –, ma c'è da scommettere che fino a metà ottobre sarà ancora caos docenti nelle scuole». E la situazione sarebbe messa ancora più a rischio dal migliaio di insegnanti, di cui un centinaio diplomati magistrali, che ha fatto ricorso al giudice del lavoro, al Tar, al Consiglio di Stato. Due le richieste: essere inseriti nelle graduatorie o rifare il concorso. E la sentenza del giudice riapririrebbe le graduatorie, metterebbe in discussione il concorso. Risultato: i tempi di inserimento dei docenti si allungano ancora di più».

Il balletto sul personale Ata. È l'altra questione scottante. L'assunzione del personale Ata. Ovvero degli impiegati scolastici, dei tecnici, dei bidelli. Anche qui un dialogo tra sordi. I dirigenti scolastici hanno chiesto 510 unità di personale Ata. Il ministero ne ha autorizzati 196 (organici di fatto) più 145 in deroga. Dunque mancano all'appello 169 unità di personale. «Siamo alle solite – attacca Monticelli -, prima si chiede ai dirigenti di sottoscrivere le richieste del fabbisogno delle scuole, poi l’amministrazione decide in maniera autoritaria di 'filtrarle' smentendo l’operato degli stessi dirigenti scolastici». Eppure l'Ufficio scolastico regionale non conferma nessun numero. Ecco la sua risposta: «Ogni situazione scolastica è un caso che viene esaminato dagli uffici territoriali ed è un caso che viene giudicato meritevole di un determinato livello di assegnazione». Come dire: questo è quanto, non possiamo fare di più.

Samuele Bartolini

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