Telefonate moleste: ora in oltre 120.000 chiediamo la legge-scudo
La campagna del Tirreno, portata avanti insieme ai lettori, contro il telemarketing selvaggio festeggia un anno. Intanto, riparte l'iter per la riforma: si riunisce la commissione alla Camera
LIVORNO. Il 1° giugno 2017 Enel cessa le chiamate commerciali. Per acquisire nuovi clienti, il colosso dell’energia decide di ricorrere a canali diversi dal telemarketing. Il 2 agosto 2017 il Senato approva, in via definitiva, la legge-scudo che estende a tutti i numeri - compresi quasi 100 milioni di cellulari - la tutela dalle chiamate commerciali moleste. È la prima volta in Italia. Ed è il risultato della campagna avviata da Il Tirreno un anno fa, il 4 settembre 2016: oggi questa campagna conta più di 120mila sostenitori. Tutti firmatari della petizione che ha portato in Parlamento la riforma della legge sul telemarketing selvaggio.
TRAGUARDO RECORD
Il traguardo delle 120mila firme è stato raggiunto proprio in questi giorni. Le firme sono di abbonati di tutta Italia: toscani, per la più. Ma ce ne sono di tutte le regioni. A tutti arrivano telefonate commerciali sia sul telefono fisso che sul cellulare, a tutte le ore del giorno. In teoria, chi ha un numero fisso e pubblica il numero sull’elenco telefonico potrebbe difendersi: dal 2011, infatti, ha la possibilità di iscriversi al Registro delle Opposizioni, un elenco speciale tenuto dalla Fondazione Bordoni per conto del ministero dello Sviluppo Economico. L’iscrizione nel Registro dovrebbe far cessare in modo automatico le chiamate commerciali, perché tutte le società che utilizzano numeri di telefono per il telemarketing dovrebbero consultare l’elenco e depennare i numeri che vi trovano inseriti. Ma questo - come denunciato da Il Tirreno - non avviene (quasi) mai. Sia per il comportamento non corretto delle società e dei call center, sia per le autorizzazioni (non consapevoli) che gli abbonati, anche quelli già iscritti al Registro delle Opposizioni, rilasciano alle aziende per l’utilizzo del proprio numero a scopo commerciale non appena sottoscrivono una tessera per un supermercato, per una palestra, per gli sconti in un negozio.
UN ANNO DI CAMPAGNA
Da qui scatta la campagna de Il Tirreno che oggi compie un anno. Una campagna che punta a ottenere una tutela più ampia e certa dei diritti degli abbonati. Una tutela che allinei l’Italia almeno agli altri Stati dell’Unione Europea e anche ai Paesi extra europei che proteggono tutte le numerazioni assegnate, cellulari compresi. Non solo i numeri pubblicati negli elenchi telefonici.
IL PARADOSSO ITALIANO
Il primo (e più evidente) paradosso italiano è proprio questo: l’unico (debole) scudo esistente contro il telemarketing selvaggio ripara 15 milioni di numeri. Ma quelli assegnati sono circa 117 milioni: quindi, di partenza, la normativa esclude circa 95 milioni di cellulari e oltre 7 milioni di numeri fissi “riservati”, non pubblicati negli elenchi. La realtà è ancora peggiore, perché nel Registro delle Opposizioni sono iscritti poco più di 1,5 milioni di numeri meno dell’1% degli abbonamenti attivati. E comunque, anche questi utenti continuano a essere disturbati.
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I TRE OBIETTIVI
Partendo da questi dati, Il Tirreno il 13 settembre 2016 ha lanciato una proposta di legge sostenuta da una petizione. Una proposta di legge che si ispira alla posizione del Garante della Privacy. E che prevede: 1) iscrizione al Registro delle opposizioni di telefoni fissi e mobili; 2) azzeramento dei consensi pregressi alle chiamate commerciali al momento dell’iscrizione al Registro delle Opposizioni (salvo diverse indicazioni); responsabilità solidale (condivisa) fra società che commissiona le chiamate e call center che le effettua nel caso in cui si contatti un abbonato iscritto al Registro delle Opposizioni.
LEGGE APPROVATA A METÀ
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Il disegno di legge, dopo un iter travagliato (3 testi, la sintesi nel testo del leghista Crosio), grazie alle sollecitazioni e alla campagna de Il Tirreno, il 2 agosto 2017 è stata approvata dalla commissione Lavori pubblici del Senato: qui c’era arrivata a ottobre 2016, sulla spinta di 100mila firme raccolte da Il Tirreno in poche settimane. Centomila firme sono quelle necessarie a presentare due proposte di legge di iniziativa popolare. Così la commissione ha approvato la riforma del Registro delle Opposizioni, imponendo anche un prefisso unico per far individuare al primo squillo le chiamate commerciale e lasciare libertà di risposta agli abbonati. La legge è stata approvata dalla commissione in sede “deliberante”, come se fosse stata votata dall’aula: quindi ora va alla Camera, nell’omologa commissione Lavori Pubblici . Qui ricomincia l’iter.
IL VOTO ALLA CAMERA
Viste tutte le audizioni effettuate al Senato e il parere favorevole del governo, la legge potrebbe essere approvata in tempi brevi. Addirittura con lo stesso iter accelerato del Senato, in sede deliberante. La volontà della commissione si potrà già sondare domani: a mezzogiorno torna a riunirsi, per la prima volta, dopo la pausa estiva. Il Tirreno ci sarà.
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