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Siccità in Toscana, non basta questa pioggia: ecco dove sono le zone più critiche

di Samuele Bartolini
Siccità in Toscana, non basta questa pioggia: ecco dove sono le zone più critiche

Lamma: «Le ultime precipitazioni aiutano, ma non risolvono». Servirebbe un autunno di temporali. Situazione critica a sud

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FIRENZE. Temporali e grandinate nel fine settimana, ma da qui a dire che la siccità è finita ce ne vuole. Piogge a media e bassa densità la settimana prossima, ma sarà ancora troppo poco. Eppure facciamo tutti un respiro di sollievo col bollettino del Lamma. Venerdì c’è stata una prima “innaffiatura”: sono venuti giù 10 mm di pioggia spalmati sul territorio regionale. È la porta dell’Atlantico che si apre, ma le piogge non saranno sufficienti a risolvere il problema della siccità. È il direttore del Lamma, Bernardo Gozzini, a tirare il freno a mano: «La pioggia in arrivo dà sollievo, ma non è col cambiamento del tempo che riusciremo a colmare la mancanza di acqua cumulata negli ultimi 9 mesi. Siamo ben lontani dal mettere fine alla siccità che ha colpito la nostra regione. Servirebbero precipitazioni ancora più abbondanti e ripetute». Ed è questo il punto. La terra riarsa dei campi e le falde acquifere in sofferenza vogliono piogge abbondanti e ripetute. Solo così si risolverebbe il tutto.

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VORREI UN AUTUNNO PIOVOSO

Ci vorrebbe un’intera stagione di pioggia per riportare la situazione alla normalità. In sostanza dovrebbe piovere per tre mesi di fila. Tutto l’autunno. E Giove pluvio dovrebbe farci la grazia e concederci 350 millimetri di pioggia. Solo allora le falde acquifere, che alimentano i pozzi da cui viene attinta l’acqua per l’irrigazione, tornerebbero a salire. Solo allora si ritornerebbe alla normalità. Ma la “fregatura” è dietro l’angolo. I 350 millimetri di pioggia, sempre che arrivino, potrebbero cadere sotto forma di temporale o bomba d’acqua. E assomigliano a qualcosa del genere i 250 mm di pioggia venuti giù a Roccafederighi (Siena) tra le 2 e le 6 di venerdì. O anche ai 102 mm piovuti a Follonica (Grosseto) tra le 4 e le 6, sempre del mattino di venerdì. E se cade tanta pioggia in poco tempo, la terra non riesce ad assorbire l’acqua che scivola nei torrenti, nei fiumi e poi nel mare. Con tanti saluti alle falde acquifere.

TOSCANA SUD IN CRISI

Provincia di Grosseto, zona a sud di Livorno, Senese: sono i luoghi dove ha piovuto di meno. «Nel Grossetano da gennaio a luglio – spiega Gozzini – si è visto il 60% in meno di pioggia rispetto alla media. Va male anche nella parte meridionale della provincia di Livorno, qui siamo sul 55% in meno. Un po’ meglio nel Senese dove è piovuto il 40% in meno». Le conseguenze più dirette sono per le falde acquifere, che sono da tempo in sofferenza, e il sistema acquedottistico regionale che comincia a boccheggiare. «Per la falde acquifere – dice Alessandro Mazzei, direttore dell’Autorità idrica toscana (Ait) – le zone più in difficoltà sono Alta Val di Cecina, Lunigiana, Chianti, Valdarno fiorentino». E ci vorrebbero quei 350 mm di pioggia in tre mesi per riportarle a livelli accettabili. L’allarme acquedotti è più complesso. «La zone più critiche sono l’Alta Val di Cecina e Prata di Suvereto in Val di Cornia. Qui opera la società Asa. Per ora niente razionamenti a Volterra, Pomarance e Monteverdi, i serbatoi vengono riempiti con le autobotti», spiega Mazzei.

LUNIGIANA AHI, MUGELLO OK

La società idrica Gaia in Lunigiana sta razionando l’acqua nelle località Filattiera, Pescaglia e Coreglia. Non risultano particolari problemi per la piana di Firenze, Prato e Pistoia e per l’Aretino. Anche se nel Valdarno fiorentino – Figline e Incisa – è stato attivato il servizio di autobotti ai serbatoi. Autobotti “in piazza” ancora attivo a Greve in Chianti, località Panzano Vitigliano, e a Reggello, località Cancelli Pietrapiana. In “salute” gli invasi di Bilancino nel Mugello e di Montedoglio in Valtiberina.

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